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Miti napoletani di oggi.57 LA "CASA DI TONIA"   di Sergio Zazzera   Dal 2010, al civico n. 12-g di via Santa Maria degli Angeli alle Croci, a...
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La Posillipo di Virgilio   di Antonio La Gala     Il grande poeta Publio Virgilio Marone ebbe il primo contatto con Napoli quando decise di studiare...
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I Cacciottoli   diAntonio La Gala   Questo toponimo denomina sia la Salita, che da Corso Vittorio Emanuele porta al Vomero, sia un'estesa zona...
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SI E’ CONCLUSO IL GIRONE D’ANDATA DEL CAMPIONATO DI CALCIO   di Luigi Rezzuti   Ad aggiudicarsi il girone d’andata è stata, come da previsioni, la...
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SALUTE E BENESSERE Nuovi divieti sul fumo   di Luigi Rezzuti    Dal 2 febbraio sono entrate in vigore le nuove norme previste dal decreto legislativo...
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IO E LA VALIGIA   di Luigi Rezzuti   Ero seduto davanti a quella valigia rigonfia, nella quale gli indumenti avanzavano tanto da “obbligarla” a non...
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Miti napoletani di oggi.53 LA SANITA’   di Sergio Zazzera   Non tragga in inganno il titolo: non è della tutela della salute (sul cui carattere...
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E' in libreria “UN PERCHÉ AL GIORNO TOGLIE LA NOIA DI TORNO” di Luciano Scateni contributi di Pino Imperatore e Lucio Rufolo Disegni  di Luciano...
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LA CITTA’ DELLA SCIENZA BRUCIA

IN UNA FIAMMATA DI MISTERI E DELUSIONE

 

di Corrado Del Gaudio

 

C’è chi sostiene che sia stata la camorra, chi, invece, che sia stata qualche altra organizzazione ignota, ma la vera domanda è: “Quale profitto avrebbe tratto l’artefice di tutto questo?”

Per me è stato uno shock vedere la Città della Scienza  in fiamme quando poco tempo prima, mi ero recato a visitare il Teatro delle Nuvole . Questo gesto ha suscitato in me un grande senso di perdita, non solo spirituale, ma anche culturale, perché in quel luogo si organizzava la maggior parte delle attività laboratoriali di Napoli e dintorni. Lì venivano ospitate intere raccolte di ricostruzioni fossili originali e praticamente intatte, venivano elaborati  prototipi di androidi, perfettamente funzionanti. Quella struttura disponeva, inoltre, di un enorme planetario e di intere sale, piene di progetti grafici e quant’ altro.

Alla luce di tali considerazioni, è lecito chiedersi: “Secondo voi, noi cittadini dovremmo restare con le mani in mano, vedendo tante straordinarie risorse bruciate in pochi minuti per colpa di qualche pazzo o chicchessia?” Non importa chi sia stato,quello  che  conta è che chiunque  abbia cercato di imporsi  con un atto di forza  o  abbia voluto compiere  un qualche gesto dimostrativo,  ha aperto una grande ferita non solo nel nostro cuore, ma in quello di tutta la città, rendendoci però ancora più uniti e consapevoli  di  quanto sia importante lottare per difendere il nostro diritto alla cultura.

Nel panorama che si snoda lungo il litorale flegreo, ora appare tristemente un mucchio di rovine. Stiamo raccogliendo fondi per far rinascere quello che è stato distrutto. Ce la faremo? Dobbiamo sbrigarci, prima che si dimentichi quello che c’era su quella macchia di carboni.

Non abituiamoci a questa visione e costruiamo di nuovo il nostro polo tecnologico.

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