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Villa Regina al Vomero    di Antonio La Gala   Le residenze, che in età vicereale cominciarono ad insediarsi sulla collina vomerese, si...
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UNITRE - Cerimonia di chiusura dell’anno accademico   Si è svolta, nei giorni scorsi,  la cerimonia di chiusura dell’anno accademico 2015/2016...
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La luce del mito   di Gabriella Pagnotta   I recenti avvenimenti, accaduti a Bardonecchia e a Mentone, hanno diviso l’opinione pubblica e hanno...
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SALUTE E BENESSERE Una casa a misura di sonno   di Peppe Iannicelli   Un terzo della giornata per lavorare, un terzo della giornata per vivere i...
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Spigolature   di Luciano Scateni   La Cenerentola azzurra Non è la prima volta e temo che non sia l’ultima. La redazione sportiva di Repubblica deve...
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Il pittore Gaetano Ricchizzi   di Antonio La Gala   Figura singolare di uomo e di artista, Gaetano Ricchizzi, (Napoli 1879 - Napoli 1950), è fra i...
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Spigolature Non Ufo, ma oggetti non identificati   di Luciano Scateni   Per noi, esterni al frenetico evolversi delle tecnologie, l’incipit della...
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Ferdinando aveva due Sicilie   di Antonio La Gala   Perché i Borbone erano re di Due Sicilie, visto che esiste una sola Sicilia? Per capirlo...
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LA COLLINA DEL VOMERO   di Luigi Rezzuti   La magia del panorama, le grandi ville, le variopinte palazzine residenziali nell’elegante stile tardo...
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Ecco i tre vincitori del premio Trivio     di Claudia Bonasi   Ecco i vincitori del premio letterario Trivio 2016. Per la sezione prosa edita vince...
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LA CITTA’ DELLA SCIENZA BRUCIA

IN UNA FIAMMATA DI MISTERI E DELUSIONE

 

di Corrado Del Gaudio

 

C’è chi sostiene che sia stata la camorra, chi, invece, che sia stata qualche altra organizzazione ignota, ma la vera domanda è: “Quale profitto avrebbe tratto l’artefice di tutto questo?”

Per me è stato uno shock vedere la Città della Scienza  in fiamme quando poco tempo prima, mi ero recato a visitare il Teatro delle Nuvole . Questo gesto ha suscitato in me un grande senso di perdita, non solo spirituale, ma anche culturale, perché in quel luogo si organizzava la maggior parte delle attività laboratoriali di Napoli e dintorni. Lì venivano ospitate intere raccolte di ricostruzioni fossili originali e praticamente intatte, venivano elaborati  prototipi di androidi, perfettamente funzionanti. Quella struttura disponeva, inoltre, di un enorme planetario e di intere sale, piene di progetti grafici e quant’ altro.

Alla luce di tali considerazioni, è lecito chiedersi: “Secondo voi, noi cittadini dovremmo restare con le mani in mano, vedendo tante straordinarie risorse bruciate in pochi minuti per colpa di qualche pazzo o chicchessia?” Non importa chi sia stato,quello  che  conta è che chiunque  abbia cercato di imporsi  con un atto di forza  o  abbia voluto compiere  un qualche gesto dimostrativo,  ha aperto una grande ferita non solo nel nostro cuore, ma in quello di tutta la città, rendendoci però ancora più uniti e consapevoli  di  quanto sia importante lottare per difendere il nostro diritto alla cultura.

Nel panorama che si snoda lungo il litorale flegreo, ora appare tristemente un mucchio di rovine. Stiamo raccogliendo fondi per far rinascere quello che è stato distrutto. Ce la faremo? Dobbiamo sbrigarci, prima che si dimentichi quello che c’era su quella macchia di carboni.

Non abituiamoci a questa visione e costruiamo di nuovo il nostro polo tecnologico.

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