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LE AUTO DELLA RINASCITA

 

di Antonio La Gala

 

Uno dei simboli della rinascita dell’Italia dopo la sciagurata seconda guerra mondiale è l’automobile, la sua rapida diffusione presso tutti i ceti sociali, grazie anche ad una produzione rivolta alle fasce meno agiate.

In questo articolo rievochiamo alcune auto di quegli anni.

L’industria automobilistica, durante lo sforzo bellico, aveva prodotto moltissimi veicoli, ma ad uso militare e non civile, e quindi, subito dopo il conflitto, non poté fare altro che continuare la produzioni dei modelli anteguerra, fra cui la Topolino, l’Aprilia. La riconversione delle fabbriche e la ripresa furono lente. I saloni espositivi riapriranno nel 1948.

Bisognerà aspettare la fine del decennio per vedere comparire nuovi modelli.

La nuova produzione s’indirizzò lungo due strade: le super-utilitarie (Fiat 500 e 600), e le auto di media-grossa cilindrata, in buona parte FIAT, principalmente per assecondare lo sviluppo delle autostrade.

Nel 1948, al trentunesimo salone dell’auto, la casa torinese presentò la 500 Giardiniera, quella con le portiere di legno, un modello di nuova concezione, che doveva offrire un buon confort alle persone e facilità di trasporto di bagagli. Nel 1951 la Giardiniera perse la parte in legno della carrozzeria, e diventò la Belvedere, tutta metallica.

Nel 1949 la FIAT fece comparire la FIAT 500 C, in produzione fino al 1955, che migliorava nel motore e nella carrozzeria la 500 B.

Nel 1950, per festeggiare il suo cinquantesimo compleanno, la FIAT presentò la sua “1400”, rimasta in produzione fino al 1958.

Nel 1953 comparve la Nuova 1100, derivata direttamente dal modello che la Fiat aveva lanciato nel 1937, che a sua volta era la continuazione della Balilla. La Nuova 1100 ebbe grande fortuna in tutto il mondo e per una dozzina d’anni è stata le vettura dell’italiano medio più diffusa.

Un’altra grande casa automobilistica, la Lancia, nel 1950 sostituì l’Aprilia con l’Aurelia, costruita dal 1950 al 1957 in diverse versioni. Tre anni dopo mise in circolazione la prima delle varie “serie” dell’Appia.

Nel 1954 l’Alfa Romeo, presentò la prima delle sue “Giuliette”, prima nella versione Sprint (coupé a due posti), poi berlina e poi la Giulietta T.I.

Ma gli anni che segnarono il boom dello sviluppo della motorizzazione furono il  1956 e il 1957, quando la FIAT motorizzò tutti gli Italiani con le sue superutilitarie a quattro posti. Dapprima, nel 1955, con la Seicento, di cui nel 1956 introdusse il modello “multipla”, per trasporto merci e taxi, e poi, nel 1957, sostituendo la 500 C con la ormai mitica Nuova 500.

A questo punto ritengo che sia il caso di interrompere l’amarcord delle auto nate nel dopoguerra, perché i modelli successivi si avvicinano a quelli dei nostri giorni.

E’ superfluo aggiungere che lo sviluppo della motorizzazione marciava in contemporanea con quello delle autostrade. Per quel che riguarda Napoli, ricordiamo che nel 1958 fu inaugurato il raddoppio della Napoli-Pompei; nel 1962 cominciarono i lavori per la Napoli-Bari, inaugurata poi nel 1969.

Nel 1962 fu aperto il tratto fra Napoli e Roma dell’Autostrada del Sole.

Non va infine dimenticato che, fin dai primi anni del  Secondo Novecento, sulle nostre strade ancora sconnesse dagli eventi bellici, comparvero a migliaia la Vespa della Piaggio e la Lambretta della Innocenti. Bastava un litro di benzina per correre senza fine e un angoletto da qualche parte per custodirle. Non servivano patenti, erano comode e sicure, non sporcavano abiti. Se ne costruiranno a milioni e andranno per tutto il mondo.

Chi sa a quanti lettori Vespe e Lambrette ricordano anche il lato romantico dei propri anni verdi. Lui alla guida, lei di traverso, sul sellino posteriore.

(Gennaio 2015)

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