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Ma da un presagio d'ali   All'Aleph, Roma, venerdì 7 aprile, alle ore 17.30,  presentazione del libro di Donatella Costantina Giancaspero Ma da un...
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Natale alla Nicolardi tra bravura e solidarietà   di Annamaria Riccio   Come ormai è consuetudine, anche quest’anno alla scuola media “D’Ovidio...
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Miti napoletani di oggi.29

IL “TOTEM DELLA PACE”

 

di Sergio Zazzera

 


Rifiutato da Capri e da Ischia, bocciato dall’Autorità di bacino per Procida, che, viceversa, lo avrebbe accolto a braccia aperte, è installato ora sulla sommità della facciata del palazzo del T.a.r. (ex-Grand Hotel Londres), in piazza Municipio. Mi sto riferendo al “Totem della Pace”, costituito da una sorta di vela, affiancata alla base da due semicilindri. Altri esemplari se ne ritrovano, sparsi un po’ dappertutto, non soltanto in Italia, e non importano le dimensioni, che possono andare dal soprammobile-riconoscimento a chi è ritenuto autore di qualcosa di positivo, fino al monumento alto più di dieci metri. Non importa neppure il materiale di cui sono fatti: dal cemento armato all’acciaio corten, tutto fa brodo. Chi scrive queste righe non è in grado di apprezzarlo positivamente, nonostante sia opera dello scultore Mario Molinari; del resto, anche a voler prescindere dal pensiero espresso da Walter Benjamin a proposito della riproducibilità dell’opera d’arte, non tutti gli operatori del mondo dell’arte sono Michelangelo.

Ora, però, al di là dei gusti personali di chi scrive queste righe, esaminiamo il mito. Secondo James George Frazer, «il totem è una classe di oggetti materiali, cui il primitivo dimostra un rispetto superstizioso, perché crede che sussista un rapporto speciale tra l’individuo e ogni soggetto di questa specie». A sua volta, Sigmund Freud scrive: «Ma che cos’è questo totem? La maggior parte delle volte è un animale, a volte commestibile, inoffensivo, a volte pericoloso e temuto; meno spesso una pianta od una forza naturale, come la pioggia, l’acqua, ecc.». Ancora, l’antropologo James L. Peacock afferma: «Il modello classico di natura/unità umana è conosciuto come “totemismo”. Nelle società totemiche, ogni gruppo si identifica con una categoria naturale: clan di orsi, leoni, lupi…». Infine, e giusto per non andare oltre, il teologo Hans Küng osserva: «…è proprio il centro del totemismo, quel pasto totemico, durante il quale ogni anno viene cultualmente ucciso, consumato, pianto e alla fine celebrato con una festa l’animale totemico considerato sacro…». Dunque, il totem è l’animale o la pianta (ovvero quant’altro) che costituisce l’oggetto del pasto sacro collettivo; ciascuno dei lettori dica, perciò, che cosa c’entra con tutto questo l’arnese in questione.

(Gennaio 2015)

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