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La Germania necessitata   di Marisa Pumpo   Sinossi del libro La Germania necessaria Nel 2012 la Germania non si presentava più solo quale attore...
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SI E’ CONCLUSO IL GIRONE D’ANDATA DEL CAMPIONATO DI CALCIO   di Luigi Rezzuti   Ad aggiudicarsi il girone d’andata è stata, come da previsioni, la...
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Miti napoletani di oggi.75 IL PRESEPE   di Sergio Zazzera   Se torno, ancora una volta, sul tema del Presepe, ciò è dovuto, essenzialmente, alla...
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BABBO NATALE   di Luigi Rezzuti   Era una notte fredda, una notte fredda e buia. Gigetto era accoccolato sul davanzale della finestra ad osservare...
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SALUTE Frutta di primavera   di Luigi Rezzuti   In primavera arriva la frutta “golosa”, quella che piace proprio a tutti, dai grandi ai bambini e...
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L’isolotto di Megaride tra mito e realtà   di Luigi Rezzuti   E’ di una decina di giorni fa la notizia che un gruppo di archeologi subacquei si sono...
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IL CAMPIONATO DEL NAPOLI   dI Luigi Rezzuti   Del tradimento di Gonzalo Higuain, che ha preferito passare alla Juve, la più acerrima nemica del Napoli...
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UNA DONNA CHE VENDEVA  POESIE   di Luigi Rezzuti   Eravamo seduti al solito bar, in  attesa di radunarci tutti per la consueta uscita del sabato...
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IN VIAGGIO CON UN RAGAZZO NIGERIANO   di Luigi Rezzuti   Era un ragazzo di sedici anni, lo sguardo vispo, un sorriso sempre stampato sul volto. La...
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Nascita della stazione di Napoli Centrale   di Antonio La Gala   Tutti i napoletani, quelli meno giovani, per esperienza diretta, gli altri,...
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Napoli: più amore, più odio?

Napoli: più amore, più odio?

 

di Luciano Scateni

 

Osserviamo quanto è grande l’amore di buona parte della città per Napoli e per quali solide radici su cui si è dipanata una storia che non ha pari: è passione intensa, alimentata dalla consapevolezza di abitare un luogo del mondo che il padreterno deve aver deciso di privilegiare. Il profondo affetto riceve da sempre, e in particolare dal tempo ottocentesco dei grandi e colti viaggiatori europei, iniezioni di gratificazione che intellettuali e narratori del nostro tempo rinnovano, dopo aver sperimentato le qualità, i comportamenti e i caratteri dei napoletani migliori. Questa premessa enfatizza, è fuori di dubbio, il volto buono di Napoli e tenta di compensare le sue immense negatività sottolineate da gran parte dei titoli che i media le riservano ogni giorno. Napoli è città caotica, indisciplinata, tendente in permanenza a negare ogni regola del vivere civile. Ogni suo figlio lo rileva se appena mette il naso oltre i confini del tessuto urbano e si affaccia su luoghi del Paese a nord, oltre il territorio della Campania, dove gli scenari si propongono con tipologie di tutt’altro segno. Pur escludendo la piaga dei rifiuti, patologia incancrenita da decenni e parzialmente comune ad altre grandi città, l’osservazione delle specificità di mali napoletani conduce alla conclusione che Napoli staziona in un tempo malefico per alcuni episodi intollerabili e purtroppo in crescendo. Uno dei fenomeni che contribuiscono a procurare disagio insopportabile è il ripetersi di violenze che il cosiddetto branco compie quotidianamente in ogni angolo della città. Persone indifese, ragazzi o anziani che siano, sono aggrediti senza nessun motivo; bus, metrò, cumana e circumvesuviana sono teatro di aggressioni vigliacche; mezzi di trasporto e purtroppo anche monumenti sono deturpati da scritte, segnacci e  frasi, non di rado oscene. Gravissima è la sequenza di incursioni di teppisti nelle scuole, non solo di periferia, con danni alle strutture e furto di attrezzature tecnologiche, come  computer,  lavagne elettroniche e proiettori. A completare un quadro  intollerabile, l’invasione di luoghi centrali come piazza Garibaldi, uno dei primi approcci del turismo alla città, che diventa terra di nessuno, o meglio di tutti, resa invivibile dall’occupazione totale di immigrati che si accalcano sui marciapiedi con i loro prodotti contraffatti. Corollari dell’anarchia urbana non mancano: pochi rispettano orari e modalità nel disfarsi dei rifiuti, in tanti si liberano di oggetti ingombranti depositandoli ai piedi dei cassonetti anziché affidarli all’Asia, automobilisti incivili gettano fuori del finestrino cartacce, mozziconi di sigarette, e non solo, padroni di cani non raccolgono gli escrementi dei loro animali. Non basta? Si può aggiungere la questione “movida” che, in alcune zone cruciali, crea caos e rumori notturni a scapito degli abitanti della zona. Il quadro nero dei comportamenti incivili è insomma parte della quotidianità difficile di una città che contrasta plasticamente con se stessa, luogo di eccellenze, storiche, architettoniche, culturali. Male irreparabile? Nessuno ha la formula per determinare il mixage che potrebbe invertire la tendenza alla discrasia tra il bello e il brutto di Napoli. Purtroppo non viene nessun segnale positivo dalle nuove generazioni di napoletani e la constatazione rimanda a un futuro non prossimo, a tempi decisivi per la nascita di una napoletanità  pari allo straordinario patrimonio della città.              

(Febbraio 2015)

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