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RICORDANDO PINO DANIELE E FRANCESCO ROSI

 

di Luigi Rezzuti

 

Il 4 gennaio del 2015 Pino Daniele ci lascia. Il certificato di morte ferma ufficialmente l’orologio alle 22,30, dopo una corsa all’Ospedale Sant’ Eugenio, a Roma.

Pino Daniele, già trent’anni fa, fu sottoposto alla prima operazione di bay-pass.

Il funerale al Divino Amore. Ma il popolo napoletano si ribella, vuole le onoranze funebri a Napoli, nella sua città. Intervengono gli amici e le istituzioni.

Il lutto cittadino non è una forma di cordoglio burocratica, ma reale, carnale, verace, di appartenenza, per ritrovarsi intorno alla sua bara ma anche accanto alle ceneri che, per volere del sindaco Luigi De Magistris, vengono esposte al Maschio Angioino, con un pellegrinaggio di migliaia e migliaia di Napoletani in una città affranta.

La canzone “Napule è”, per volere del popolo e della famiglia di Pino, diventa l’inno della squadra di calcio del Napoli.

Pino Daniele è stato l’autore di diverse colonne sonore dei film di  Massimo Troisi: “Ricomincio da tre”, “Le vie del Signore sono finite”  “Pensavo fosse amore invece era un calesse” (la canzone “Quando”, una delle più apprezzate, diventa,  appunto, la colonna sonora di questo film).

Ha composto anche le colonne sonore di film come “La mazzetta” di Sergio Corbucci, “Mi manda Picone” di Nanny Loy, “Amore a prima vista” di Vincenzo Salemme.

Il cantautore, che ha saputo cantare Napoli come nessuno mai, se n’è andato quando già si preparava a festeggiare, il 19 marzo, il suo sessantesimo compleanno.

Purtroppo, dopo l’autopsia, si è saputo che un bay-pass non era in grado di funzionare e quindi  se, invece di correre a Roma, si fosse ricoverato a Grosseto, con tutta probabilità oggi Pino Daniele sarebbe ancora tra noi.

Ci piace ricordare, tra i suoi successi, canzoni come: “Schizzechea”, “ 'O scarafone”, “Na  tazzulella 'e cafè”, “ 'O ssaje comme fa 'o core”, scritta insieme al suo amico Massimo Troisi.

 

Un brutto anno si è presentato con il 2015. Dopo Pino Daniele ci ha lasciato, a distanza di pochi giorni, un altro figlio di Napoli, un altro grande, Francesco Rosi. Nato a Napoli il 15 novembre del 1922, fu compagno di Giorgio Napolitano negli studi classici,  frequentando il Liceo Umberto.

Iniziò a lavorare per Radio Napoli, dove strinse amicizia con Raffaele La Capria, Aldo Giuffre e Giuseppe Patroni Grifi.

E’ stato aiuto regista di Luchino Visconti, nel 1948, nel film “La terra trema”. Poi, nel 1956, diresse, con Vittorio Gassman, il film “Kean- genio e sregolatezza”, nel 1958  il  lungometraggio “La sfida”, l’anno successivo diresse Alberto Sordi in “I magliari” ed ancora “Mani sulla città” per il quale fu premiato con il Leone d’Oro.

(Marzo 2015)

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