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Dal particolare al generale

 

di Luciano Scateni

 

Via Enrico Alvino, quartiere Vomero, per una mattina si omologa alle strade di western alla mercé di rapinatori pistoleros: assalto alla Banca a pochi metri dalla centralissima via Scarlatti, intervento di un vigilante. I  malviventi esplodono colpi di pistola per agevolare la fuga, panico per i passanti. Il Vomero, quartiere collinare di Napoli, popolato quanto una città di medie dimensioni, ha vissuto pochi giorni prima la sua disavventura per la mobilità, strozzata da un serpentone di auto, costrette a percorrere un metro o poco meno ogni dieci, venti secondi. Il motivo? La via Bernini, che collega la centralissima Piazza Vanvitelli con gran parte del quartiere, gli accessi alla tangenziale e la zona ospedaliera, si è saturata di macchine che, in poco tempo, hanno provocato la paralisi del quartiere intero nelle ore di grande traffico e si deve riconoscere agli automobilisti napoletani una pazienza biblica, uno straordinario senso dell’adattamento a situazioni estreme, che ha impedito proteste clamorose.  Cosa ha provocato il blocco? Semplicemente ed assurdamente, la decisione del Comune di potare gli alberi nell’arteria in questione, con mezzi invasivi della carreggiata. Altro quesito: chi ha deciso di sfrondare gli alberi nelle ore del mattino a traffico intenso? Ma, addebito anche più severo, nessuno ha informato il Comune che quegli alberi devono essere potati in Settembre e non in Marzo? Si potrebbe giudicare non di primo piano il disagio degli automobilisti napoletani del Vomero, ma la smentita è facile: da queste scelte irrazionali si valuta l’intelligenza operativa di un grande Comune qual è quello di Napoli. O, se volete, dall’intervento in emergenza sulle strade gruviera della città, che provocano incidenti, anche gravi, e richieste milionarie di risarcimento danni. Fra tanti esempi, quello della via Parco Margherita, che collega la zona Chiaia al corso Vittorio Emanuele e all’area collinare: disseminata di buche, più o meno profonde, provocate dalla pioggia e dal traffico pesante, che causano il dissesto dei sanpietrini, la strada è sistematicamente un percorso a rischio,  fino a un precario riempimento dei fossi con catrame, che, a sua volta, è in poco tempo divelto. Converrebbe fare i conti in tasca di questa eterna provvisorietà e ci si accorgerebbe che costerebbe meno rifare il manto stradale con le moderne tecniche e i materiali più resistenti, adottati per sostituire la pavimentazione con sampietrini, ormai sconnessa. Un terzo e non meno pressante invito è rivolto alle municipalità che sovrintendono all’aspetto dei quartieri. Quella del Vomero, per rimanere al quartiere in esame, affida ai commercianti delle diverse aree del rione la cura di alberi e aiuole. Con poche, lodevoli eccezioni (per esempio la piazza Vanvitelli, affidata al chiosco di fiori)  che rispondono all’invito con solerzia e rispetto del verde, la maggior parte degli affidatari non adempie al compito di curare il verde in proprio. In ballo, come sempre, la questione del controllo che latita, con la conseguenza che anche iniziative apprezzabili naufragano nella sciatteria da deficit di senso civico.

A quante città, specialmente del sud, si può addebitare il pessimo binomio Comuni inefficienti-cittadini di serie B?

(Marzo 2015)

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