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Il Paesaggio d’Arte - Winterscapes     Mostra Fotografica - Evento organizzato dalla Associazione Aistetikà,  a cura di Franco Lista e Sergio V. Garzia...
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Illustri illustratori: i Matania   di Antonio La Gala   Càpita spesso di incontrare, fra gli artisti figurativi napoletani, vere dinastie. Fra i...
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LINO BANFI   di Luigi Rezzuti   Pasquale Zagaria, in arte Lino Banfi, nasce il 9 luglio del 1936 ad Andria, in provincia di Bari. A quindici anni...
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Come fu creata Eva   di Luigi Rezzuti     Fu tutta colpa della depressione di Adamo, il quale, non essendo contento di trovarsi nel Paradiso...
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 Andiamo a Teatro a cura di Marisa Pumpo Pica    Mutaverso Teatro Al Giullare "Nella gioia e nel dolore"   Al teatro “Il Giullare” (via Vernieri,...
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L’ESAME DI TERZA MEDIA   di Luigi Rezzuti   Se per qualcuno di voi l’esame di terza media è stato facile per Francesco, uno scolaro perennemente...
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PER TOTO'     (Maggio 2017)
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SI E’ CONCLUSO IL GIRONE D’ANDATA DEL CAMPIONATO DI CALCIO   di Luigi Rezzuti   Ad aggiudicarsi il girone d’andata è stata, come da previsioni, la...
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Antichi giardini di ville campane   di Antonio La Gala   Spesso nel visitare qualche antica villa napoletana o campana restiamo colpiti dal...
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Dario Rezzuti, un pittore schivo e solitario   Dario Rezzuti è naro a Napoli nel 1957. Vive e lavora a Tito (PZ). Discende da una famiglia di artisti....
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LA NAPOLI CHE NON DECIDE

 

di Luciano Scateni

 

Se Napoli non decolla, la responsabilità è collettiva: intanto dei napoletani, inadatti a valorizzare la propria città, ma di più del governo che ha cancellato dall’agenda degli impegni prioritari il Mezzogiorno del Paese e di un corollario del problema non secondario. Napoli è la città del non decidere, perciò del non fare. Esempi storici dell’inerzia patologica, che impedisce ogni decisione sul destino di una delle più belle metropoli del mondo, sono il suo centro antico e le periferie. Da oltre cinquant’anni il nodo del che fare per valorizzare il cuore della città se ne sta ben stretto per responsabilità della classe intellettuale e delle istituzioni. Architetti e urbanisti litigano da sempre, Comune e Regione non assumono una posizione chiara e condivisibile e così quartieri spagnoli  e centro storico sono mummificati nel loro progressivo degrado. La grande periferia subisce, poi, il destino della marginalità, perché paradigma dell’esclusione dal contesto urbano e dunque ghetto. Osservando quanto accade in questi giorni si può ben dire che non cambia nulla. E’ bruciata la Città della Scienza e, appena digerito lo choc per l’insulto a un luogo d’eccellenza, è iniziato il deleterio ping-pong di idee sulla ricostruzione. Vittorio Silvestrini, padre illuminato della struttura e con lui non poche personalità, sostengono che il nuovo insediamento debba rinascere nell’identico sito del precedente, altri sono per delocalizzarlo. Il risultato è una sequenza di pareri opposti che gettano ombre sull’urgenza della ricostruzione. Si potrebbe iniziare subito a erigere la nuova Città della Scienza, grazie a risorse già stanziate, ma dove mettere la prima pietra? Il gioco perverso delle contrapposizioni potrebbe contrastare la volontà generale di far presto. Il secondo caso prefigura un identico problema: costruire un nuovo stadio, nell’area orientale di Napoli o ristrutturare il San Paolo? Anche su questo tema le polemiche e i contrasti di sono sprecati. Sulla scelta di Ponticelli, sono intervenuti molti ostacoli e, in ultimo, la riflessione sul pericolo di concentrare decine di migliaia di tifosi nella zona rossa del rischio Vesuvio. Ma c’è anche il “no” di De Laurentiis, che non tollera siano altri a  costruire il nuovo impianto. Dunque il rifacimento del San Paolo, operazione di non poco conto se si considera che andrebbe abbattuta la sovrastruttura  in ferro della copertura, un obbrobrio che ha deturpato il disegno originario dell’architetto Cocchia, e che la mancata gestione ordinaria dello stadio ha creato problemi di ogni genere. Città della Scienza e stadio sono due evidenti urgenze: la sensazione non gratuita è che anche per questi due casi le contrapposizioni interferiranno con la tempestività delle scelte e rinnoveranno gli ostacoli che impediscono a Napoli di marciare alla stessa velocità di altre città, italiane e non. In margine alla questione stadio la decisione del Coni di cancellare il privilegio dei deputati di assistere gratis agli avvenimenti sportivi: saggia decisione dell’Italia che vuole porre fine a privilegi e sprechi e scelta da condividere anche a livello locale, eliminando gli ingressi di favore ai rappresentanti degli Enti Locali che, se proprio sono affetti da tifo per la squadra del cuore, paghino come tutti gli altri.

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