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Città della Scienza rinasce dalle sue ceneri Corporea e il Planetario 3D   di Luciana Alboreto   Napoli, come da ogni evento nefasto, rinasce...
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LA DIFFICILE VIA DI PAPA BERGOGLIO   di Luigi   Alviggi   Jorge Mario Bergoglio, nato nel 1936, argentino di Buenos Aires, dal 13 marzo 2013 è il...
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L’OSSESSIONE DELLE VACANZE ALL’ESTERO   di Luigi Rezzuti   La vacanza è un diritto inalienabile. Una volta, tanti anni fa, era un lusso solo per...
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Il limite infranto   di Gabriella Pagnotta   Georges Bataille, filosofo francese del secolo scorso, illumina il nostro tempo con le sue riflessioni...
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Parlando di chi è poeta   di Romano Rizzo (13)   Spesso mi sono chiesto che cosa ha di diverso dagli altri chi scrive poesie o ama profondamente...
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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica   Un Natale diverso   Lo vorremmo per tutti. Lo vorremmo per i barboni, costretti troppo spesso a finire...
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Maggio dei monumenti   di Luigi Rezzuti   Il maggio dei monumenti 2016 è iniziato e terminerà a metà giugno. La 24° edizione è incentrata sulle...
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PROGRAMMA dei CORSI dell'associazione 1virgola618   Eventi 2018 Percorso di riconoscimento di  ERBE spontanee sabato 3 marzo   ore 14-18con Alberto...
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Juan José Arreola, BESTIARIO   di Luigi Alviggi     Un prologo violento, mezza paginetta, pare voler mandare a gambe all’aria l’intero genere umano e...
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NELLA SCUOLA TUTTI SCONTENTI

 

di Annamaria Riccio

 

Dalle ultime indagini Ocse-Pisa emerge una statistica poco confortante sia sul livello delle competenze raggiunte dagli alunni, sia sullo stato d’animo degli stessi. E intanto i docenti scalpitano per le novità proposte dalla Buona Scuola di Renzi…

Una scuola tutta incentrata su test collettivi, indagini, pianificazioni che tendono a collettivizzare i piani di lavoro e le attitudini, nonché le competenze degli studenti da un lato. Dall’altro si pone tutto intorno alla centralità dell’alunno nel potenziamento delle  capacità individuali. A questo punto ci chiediamo come poter far quadrare un cerchio. Perché è questo il paradosso: le due finalità sono nettamente divergenti. E chi ne fa le spese? Senza ombra di dubbio gli allievi, che sono  spesso tartassati  senza una gradualità di livelli ed un approfondimento nelle conoscenze, che diventa sempre più utopia. E’ una corsa a terminare i programmi senza tener conto, purtroppo,  del materiale umano. Si è controllati e pressati, con conseguente stanchezza da parte dei giovani ai quali si chiede sia un’acquisizione tradizionale delle competenze, sia  una metodica innovativa nell’affrontare gli argomenti. E qui siamo ancora una volta di fronte a sistemi che sono in antitesi. I ragazzi sono abituati ad un metodo visivo, che li impegna con pc e telefonini, con una conseguente difficoltà nella lettura e nell’ interpretazione. Il disagio derivato, causa una scarsa autostima che emerge dallo stato d’animo non proprio confortante.

Gli insegnanti, dal loro punto di vista, registrano attività sempre più frequenti,  con un impegno che diventa via via più gravoso e diversificato. A questo aggiungiamo le novità della riforma scolastica, che raccoglie ampi dissensi con comprensibili iniziative, atte a contrastare le innovazioni ministeriali.

(Aprile 2015)

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