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 “I Tesori di carta” di San Domenico Maggiore   di Luciana Alboreto    Napoli in auge per l’inaugurazione della mostra “I Tesori di Carta” di San...
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Miti napoletani di oggi.47 LE PISTE CICLABILI   di Sergio Zazzera   Se dovessi azzardarmi ad affermare che il balcone di casa mia è un palcoscenico...
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Il Liceo Umberto   di Antonio La Gala   Il primo liceo istituito a Napoli, subito dopo l’Unità d’Italia, fu il Vittorio Emanuele II, ad indirizzo...
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Parlanno ’e poesia 5   di Romano Rizzo   EPIFANIO ROSSETTI è stato, senza dubbio, una delle figure preminenti della poesia napoletana...
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IL PALLINO DELLA GUERRA   di Luigi Rezzuti   Durante la permanenza militare all’ospedale militare, una mattina, arrivò l’ordine di una esercitazione...
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DELITTO A NEW YORK   di Luigi Rezzuti   Dopo aver letto qualche libro poliziesco, alcuni libri gialli di vari autori e dopo aver visto in TV qualche...
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“Voi mi odiate e io per dispetto vi amo tutti”   Lunedì, 14 marzo, alle ore 18.00, presso la libreria IOCISTO’, in via Cimarosa, 20 (Piazza Fuga),...
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Il gatto armonico, libri e idee per crescere   I laboratori di aprile con la scrittrice Maria Strianese (dillo a un amico). Il prato delle favole -...
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Il mercato calcistico del Napoli per gennaio   di Luigi Rezzuti   Il mercato calcistico di gennaio, chiamato anche mercato di riparazione,  si è...
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NELLA SCUOLA TUTTI SCONTENTI

 

di Annamaria Riccio

 

Dalle ultime indagini Ocse-Pisa emerge una statistica poco confortante sia sul livello delle competenze raggiunte dagli alunni, sia sullo stato d’animo degli stessi. E intanto i docenti scalpitano per le novità proposte dalla Buona Scuola di Renzi…

Una scuola tutta incentrata su test collettivi, indagini, pianificazioni che tendono a collettivizzare i piani di lavoro e le attitudini, nonché le competenze degli studenti da un lato. Dall’altro si pone tutto intorno alla centralità dell’alunno nel potenziamento delle  capacità individuali. A questo punto ci chiediamo come poter far quadrare un cerchio. Perché è questo il paradosso: le due finalità sono nettamente divergenti. E chi ne fa le spese? Senza ombra di dubbio gli allievi, che sono  spesso tartassati  senza una gradualità di livelli ed un approfondimento nelle conoscenze, che diventa sempre più utopia. E’ una corsa a terminare i programmi senza tener conto, purtroppo,  del materiale umano. Si è controllati e pressati, con conseguente stanchezza da parte dei giovani ai quali si chiede sia un’acquisizione tradizionale delle competenze, sia  una metodica innovativa nell’affrontare gli argomenti. E qui siamo ancora una volta di fronte a sistemi che sono in antitesi. I ragazzi sono abituati ad un metodo visivo, che li impegna con pc e telefonini, con una conseguente difficoltà nella lettura e nell’ interpretazione. Il disagio derivato, causa una scarsa autostima che emerge dallo stato d’animo non proprio confortante.

Gli insegnanti, dal loro punto di vista, registrano attività sempre più frequenti,  con un impegno che diventa via via più gravoso e diversificato. A questo aggiungiamo le novità della riforma scolastica, che raccoglie ampi dissensi con comprensibili iniziative, atte a contrastare le innovazioni ministeriali.

(Aprile 2015)

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