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Credenze napoletane (1) Riti e superstizioni   di Alfredo Imperatore   Se c’è una credenza che accomuna tutte le persone, nei vari angoli della...
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VACCINARE I MAGISTRATI   di Sergio Zazzera   Potrebbe sembrare l’ottava opera di misericordia, e forse lo è. I magistrati – e, in maniera...
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WEEKEND SULLA NEVE   di Luigi Rezzuti   Tutto ebbe inizio con il weekend che Franco e Vanessa avevano deciso di fare in montagna. Partirono nel primo...
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CARMINE COLELLA ALL'ASSOCIAZIONE LUCANA     La conferenza verterà su Francesco Mauro, illustre lucano di Calvello (Potenza), di cui si era persa...
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 Le biblioteche napoletane   di Antonio La Gala     Per capire come e quando le attuali biblioteche napoletane sono sorte non si può prescindere...
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Guglielmo Chianese, in arte Sergio Bruni   di Luigi Rezzuti   Sergio Bruni nasce a Villaricca il 15 settembre del 1921 e muore il 22 giugno del 2003,...
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TEMPO SOSPESO - Mostra personale di Guglielmo Longobardo a cura di Gaspare Natale   Una pittura viscerale e rigorosa insieme, alla costante ricerca di...
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Miti napoletani di oggi.71 MASANIELLO/-LLI   di Sergio Zazzera   Correva l’anno 1647 quando Tommaso Aniello d’Amalfi, detto “Masaniello”, pescatore...
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Convegno dell’Hortus Magnus ai Canottieri di Salerno: “La natura nell’arte pittorica tra scienza ed etica”    Quest’anno il consueto appuntamento con...
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NELLA SCUOLA TUTTI SCONTENTI

 

di Annamaria Riccio

 

Dalle ultime indagini Ocse-Pisa emerge una statistica poco confortante sia sul livello delle competenze raggiunte dagli alunni, sia sullo stato d’animo degli stessi. E intanto i docenti scalpitano per le novità proposte dalla Buona Scuola di Renzi…

Una scuola tutta incentrata su test collettivi, indagini, pianificazioni che tendono a collettivizzare i piani di lavoro e le attitudini, nonché le competenze degli studenti da un lato. Dall’altro si pone tutto intorno alla centralità dell’alunno nel potenziamento delle  capacità individuali. A questo punto ci chiediamo come poter far quadrare un cerchio. Perché è questo il paradosso: le due finalità sono nettamente divergenti. E chi ne fa le spese? Senza ombra di dubbio gli allievi, che sono  spesso tartassati  senza una gradualità di livelli ed un approfondimento nelle conoscenze, che diventa sempre più utopia. E’ una corsa a terminare i programmi senza tener conto, purtroppo,  del materiale umano. Si è controllati e pressati, con conseguente stanchezza da parte dei giovani ai quali si chiede sia un’acquisizione tradizionale delle competenze, sia  una metodica innovativa nell’affrontare gli argomenti. E qui siamo ancora una volta di fronte a sistemi che sono in antitesi. I ragazzi sono abituati ad un metodo visivo, che li impegna con pc e telefonini, con una conseguente difficoltà nella lettura e nell’ interpretazione. Il disagio derivato, causa una scarsa autostima che emerge dallo stato d’animo non proprio confortante.

Gli insegnanti, dal loro punto di vista, registrano attività sempre più frequenti,  con un impegno che diventa via via più gravoso e diversificato. A questo aggiungiamo le novità della riforma scolastica, che raccoglie ampi dissensi con comprensibili iniziative, atte a contrastare le innovazioni ministeriali.

(Aprile 2015)

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