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Vincenzo Irolli: arte o commercio?    di Antonio La Gala   Vincenzo Irolli (Napoli, 1860 - 1949) scoprì la sua passione per l'arte a diciassette...
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COLPISCI  IL  TUO  CUORE, di Amélie Nothomb   di Luigi Alviggi   Profondo e toccante questo romanzo, decisamente una rassegna di personaggi esulanti...
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Un uomo pigro   di Luigi Rezzuti   Sono stanco, tanto stanco, sono stanco di essere stanco, non amo passeggiare, non amo fare shopping, mi annoio...
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Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario   Venerdì 10 ore 18, Incontro con la poesia di Andrea de Alberti, Dall'interno della specie,...
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Spigolature   di Luciano Scateni   Succede che razzoli male chi predica bene Ma da che dissacrante pulpito il re Mida dei comici arringa il popolo...
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Riceviamo e pubblichiamo   L’ Associazione lucana “Giustino Fortunato” è lieta di comunicare che, in occasione della collocazione del proprio...
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MARISA  PAPA  RUGGIERO, JOCHANAAN   Martedì, 11 aprile, alle ore 17, presentazione del poemetto "Jochanaan",  di Marisa  Papa  Ruggiero, edito da...
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Miti napoletani di oggi.52 IL “CUOPPO”   di Sergio Zazzera   In senso proprio, a Napoli il cuóppo è il cartoccio a forma di cono capovolto; in...
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“SPUTAZZE” E “LIR’ÂRGIENTO”   di Sergio Zazzera   Per la seconda volta, la cittadina di Ercolano ha perso l’occasione di essere proclamata “Capitale...
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MEMORIE DI GUERRA

 

di Maria Luisa Russo

 

Nella settimana celebrativa della “Liberazione dell’Italia nel corso della II guerra mondiale”, mi è balenato alla mente il ricordo di due episodi, ricchi di profondo significato, che hanno visto protagonista la mia famiglia. Su consiglio di mio padre, richiamato alle armi, mia madre si era trasferita con noi figli (me e mio fratello minore) e tutto l’arredo di casa, nei  pressi della stazione di Baranello, nel Molise. Dopo l’armistizio, nella zona passavano i Tedeschi, catturando e uccidendo i militari italiani, non disposti a seguirli. In quei frangenti, avvenne che un militare italiano chiese a mia madre di nasconderlo per sottrarlo alla cattura. Ricordo ancora l’espressione terrorizzata del suo viso! Mia madre lo fece nascondere nella soffitta e fu un puro caso o un colpo d’ali della fortuna se i Tedeschi non lo trovarono!... Egli, quindi,  poté ritornare felicemente presso la sua famiglia e volle mostrarci riconoscenza inviandoci, in seguito, un po’ di generi alimentari, così scarsi all’epoca. L’altro episodio si riferisce sempre ai Tedeschi, che, nel risalire verso il Nord, occuparono, nel frattempo, una parte della nostra casa. L’ufficiale che li comandava chiese a mia madre: «Vostro marito dov’è?» ed ella rispose la verità: mio padre era tornato in licenza, ma poi, non vedendo arrivare i suoi bagagli, era ritornato a Roma per cercarli. L’ufficiale tedesco allora dichiarò che avrebbe portato a Roma tutta la nostra famiglia.  Rimanemmo allibiti, pensando al pericolo che incombeva su mio padre e su tutti noi, in quanto, come molti Italiani, non volevamo seguire i tedeschi, autori di tanti crimini. Ma Dio, che osserva sempre tutto dall’alto, risolse al meglio la situazione: un bombardamento aereo degli anglo-americani distrusse la stazione di Baranello e privò della vita l’ufficiale tedesco malintenzionato! Ho ancora davanti agli occhi l’immagine dell’ufficiale, disteso morto su un lettino. Così potemmo rimanere a Baranello e poi sapemmo che mio padre, a Roma, si era miracolosamente salvato, fuggendo sui tetti, proprio nel periodo dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Mi si consenta ora di fare alcune osservazioni: mia madre, Pierina Russo, rischiò la vita sua e di noi due figli, per salvare quella di uno sconosciuto! Ai giorni nostri, invece, “ è di moda” uccidere un familiare per motivi inammissibili… Inoltre, Dio premiò mia madre, per il suo gesto coraggioso ed il suo rispetto della vita, eliminando il nemico tedesco! Ma dove sono finiti valori come la fede, il rispetto di una vita umana e tutti gli altri sentimenti? Nasconde ancora qualcosa di buono il cuore degli uomini di oggi?

(Maggio 2015)

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