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Andiamo a teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   Rassegna Atelier - Domenica 8 gennaio al Nuovo di Salerno - Piaf: black without wings Secondo...
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Gianfranco PECCHINENDA, Come se niente fosse   di Luigi Alviggi   Undici racconti aprono lo sguardo su una serie di scenari ove le differenze tra...
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Spigolature

 

di Luciano Scateni

 

“Lei non sa chi sono io”

È trascesa nel turpiloquio la spocchia di chi dovrebbe essere d’esempio per il ruolo di uomo pubblico e di “onorevole” come ama essere identificato, ignorando, al pari dell’intero parlamento, che il titolo è stato cancellato addirittura dal fascismo. Roberto Formigoni, evidentemente avvezzo alla sopraffazione di regole e norme di comportamento, è andato in escandescenze, aggravate da frasi da trivio (irripetibili, catturate, con il cellulare, da una persona presente, pubblicate su facebook) e da minacce di denuncia per aver perso l’aereo. La rabbia si è conclusa con il suo cellulare scagliato in terra. Il volo, in ritardo, ha imbarcato un gruppo di passeggeri, ma non l’ex presidente della regione Lombardia, arrivato dopo parecchio tempo.

 

Vitalizi

A proposito di ex: Achille Occhetto, ultimo segretario e parlamentare del PCI, difende, con argomentazioni, su cui conviene riflettere, il diritto a percepire un vitalizio di poco meno di seimila euro al mese, in nome di un privilegio, messo in discussione e oggetto di proteste. A questa cifra si devono aggiungere circa tremila e ottocento euro del vitalizio riconosciuto alla moglie. La prospettiva di cancellare i seimila euro mensili spaventa Occhetto e gli fa dire che, senza tale somma di danaro, diventerebbe povero e non potrebbe aiutare i due figli disoccupati.

La domanda che scaturisce da questa lamentazione: “Ma quante famiglie, con figli disoccupati, sono costrette a sopravvivere con redditi al di sotto dei mille euro?”

E l’altra: “Si è poveri con un’entrata mensile di circa quattromila euro, quanti ne percepisce la moglie?”

L’ultima: “Con un reddito complessivo di diecimila euro al mese e seicentomila (circa centotrentamila versati), incassati dall’ex segretario comunista, quanto ha messo da parte la famiglia Occhetto in tanti anni? E se non lo ha fatto non sente di essere anomala, rispetto agli Italiani, popolo storicamente dedito al risparmio?”

 

Fidarsi è bene, diffidare è anche meglio

Quasi tutto il prestigioso mondo dell’auto guarda, con il fiato sospeso, al pericolo airbag della multinazionale giapponese Takata, adottata da nomi eccellenti come il numero uno per vendite, la Toyota e altri colossi (Bmw, Fiat Chrysler Automobiles, Ford Motor, General Motors, Honda Motor, Mazda Motor, Mitsubishi, Nissan Motor, Subaru Motors USA): ci si prepara alla più grande operazione di ritiro di auto per difetti di fabbricazione e mai, come in questa circostanza, si dimostra che anche i piedi dei giganti possono essere di argilla. 

Il numero di vetture con difetti pericolosi dell’airbag sarebbe di quasi quarantamila per l’azienda giapponese ma altri sostengono che questo tetto, già impressionante, si dovrebbe raddoppiare, così da superare il precedente record di ritiri dal mercato del farmaco Tylenol (poco più di trentamila flaconi).  Il ritiro delle auto non avviene in accordo con la Takata che, in un primo tempo, ha negato il difetto, ma poi ha dovuto ammetterlo. I dubbi sono legati all’accertamento del difetto di cui si conoscono le possibili conseguenze ma non le cause.

L’incertezza è destinata ad allungare i tempi necessari ad eliminare, all’origine, il problema. 

 

Discriminanti di segno opposto

Listino prezzo ad personam. E’ quanto segnalano due episodi di segno opposto, egualmente odiosi e prossimi al razzismo, quasi quanto il rifiuto di proprietari del nord Italia di affittare abitazioni ai meridionali.

Per raccontare il primo, il riferimento è al grande parco divertimenti EuroDisney: nei suoi alberghi le tariffe sono imposte a misura di clienti. Per Francesi o Belgi, la denuncia è sorprendente, l’albergo costa circa novecento euro per due notti,  quasi mille e quattrocento per gli Italiani. Ecco un buon motivo per rinviare sine die, o quanto meno fino al giorno della riunificazione dei costi, la “gita” all’Euro Disney.

Di segno uguale e contrario è l’iniziativa di un barbiere africano che, a Padova, esigeva per le sue prestazioni  compensi diversi in base al colore della pelle dei clienti: dieci euro il costo per i bianchi, sei per i neri.

Per una volta hanno ragione a protestare i leghisti, ma poi rimane la libertà del barbiere di praticare sconti come a loro pare.  

(Maggio 2015)

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