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UN POMERIGGIO DI ORDINARIA FOLLIA

 

di Luigi Rezzuti

 

Un pomeriggio di ordinaria follia.

Un sabato come tanti altri. Infuria la pioggia, raffiche di vento e traffico caotico.

Sono fermo in piazza Vittoria, sotto una pensilina. Aspetto già da un quarto d’ora il bus per tornare a casa, l’attesa è snervante.

Nel bar, alle spalle della fermata del bus, si discute animatamente della partita che il Napoli giocherà questa sera, alle 20,45.

Continua ad imperversare la pioggia. Lungo le strade, i motociclisti sono costretti a fare gli equilibristi per evitare le pozzanghere. Alcuni ragazzi, in una mano l’ombrello e nell’altra il cellulare, aspettano di prendere il bus che li porterà allo stadio.

La maggior parte della gente sta cercando di tornare a casa e invece, come spesso accade di sabato, i bus per incanto scompaiono.

E’ sempre così, specialmente quando piove e c’è la partita del Napoli.

In verità, ogni tanto qualche bus transita, ma è così carico di persone che è del tutto inutile provare a prenderlo, soprattutto se hai più di settant’anni.

Un bus in transito è poco meno di una diligenza da assaltare, le porte di entrata e di uscita sono aperte e in tanti sono aggrappati ai poggia mani.

E’ trascorsa un’ora e del bus, che aspetto per tornare a casa, nemmeno l’ombra. Decido di prendere il primo bus che passa per poi continuare con un altro e, nel frattempo, sto sotto una pensilina, dove la pioggia mi bagna ugualmente.

Un istinto da cow-boy mi prende d’un tratto, immagino di essere “Ringo” all’assalto della diligenza e mi aggrappo anche io, come gli altri, al bus.

Ma si può vivere così in questa città? Certo che no.

Sul bus qualcuno urla, inveendo contro il conducente, una popolana si dispera, lamentando che, a causa della pioggia, del vento e dei bus che non passano, non riuscirà ad arrivare a casa per tempo, per cucinare le patate al forno, che tanto piacciono al marito.

Scendo dall’autobus per fronteggiare un nuovo assalto: un nutrito gruppo di giovani, incuranti della pioggia e con le bandiere del Napoli, inneggiano cori pro-Napoli, avviandosi a piedi allo stadio.

Intanto sono fermo sotto una nuova pensilina, in attesa del bus, si avvicina una donna e mi chiede se sono transitati la C28, la R3 o la F4, sembrano le lettere e i numeri del gioco della battaglia navale. Rispondo : “No, non è transitato nessun bus, ma oggi è un sabato particolare. Oltre alla pioggia c’è anche la partita del Napoli, allo stadio San Paolo.

Vicino alla pensilina c’è l’indicatore luminoso, che annuncia l’arrivo del bus tanto agognato.

Miracolo, l’indicatore mi avverte che il bus che attendo transiterà tra sette minuti, poi sei, cinque, quattro, tre, due… L’ora in cui sarebbe dovuto arrivare passa e del bus nessuna traccia e, per giunta, si spengono anche le luci dell’indicatore e le informazioni svaniscono.

Molta gente se ne va tra le maledizioni, due persone propongono di prendere un taxi e dividere la spesa.

Per gli appassionati dell’attesa come me, invece, qualcosa sta per accadere… E infatti si riaccendono le luci dell’indicatore, che annuncia lo stesso bus di prima in arrivo tra dieci minuti.

“Altro giro, altra corsa”… mi hanno fregato un’altra volta e di certo, quando arriverà, sarà  strapieno.

Si spengono le luci delle vetrine dei negozi. Ora la strada è buia, ma per fortuna ha smesso di piovere.

Da un’auto ferma nel traffico si sente una voce, dalla radio, annunciare la formazione delle squadre.

Mentre la squadra del Napoli scende in campo, io sono ancora sotto la pensilina ed attendo sempre, insieme ad altre persone, il bus per ritornare a casa.

“Adda passà ’a serata!!!”.

(Maggio 2015)

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