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UN LAGHETTO IN MONTAGNA

 

di Luigi Rezzuti

 

L’Italia è la nazione con più laghi rispetto a  tutte le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo e tutte le nazioni europee.

Solo a Napoli, città di mare, si contano ben quattro laghi: Fusaro, Lucrino, Patria e il lago d’Averno.

Forse il fatto di  essere nato in una città di mare non mi ha mai fatto apprezzare i laghi, ad eccezione del lago di Garda, e del lago di Como che mi sembrano dei veri e propri mari, forse perché navigabili o per le loro dimensioni.

Nella mia mente il lago doveva essere piccolo, rotondo e con le coste ben visibili.

Un laghetto di montagna, come l’avevo sempre sognato, mi è rimasto nella memoria.

Era l’ultimo anno d’istituto ed erano iniziati da poco i famosi viaggi didattici organizzati dalle scuole.

Il preside del mio istituto ebbe la felice e geniale idea di organizzare un viaggio per permetterci di visitare i campi di concentramento di Auschwitz ma, all’ultimo momento, senza che conoscessimo il motivo, andammo tutti in Austria.

Certo non fu la stessa cosa andare a visitare i luoghi dello sterminio degli Ebrei che andare in Austria.

Comunque per me che non avevo mai fatto un viaggio così lungo e in una nazione straniera quell’esperienza mi riempì di adrenalina.

Non avevo mai visto tante montagne innevate salvo, in qualche giornata d’inverno, la punta del Vesuvio.

Il viaggio si divise in tre tappe, ci fermammo prima a Firenze per pranzare, poi la sera pernottammo quasi ai confini tra l’Italia e l’Austria.

Nella terza parte del viaggio giungemmo in Austria, attraversammo una catena di montagne piene di neve quando all’ improvviso potetti ammirare un laghetto nel bel mezzo delle montagne.

Il pullman si fermò per farci rifocillare in riva al laghetto dove c’era un chioschetto attrezzato a pub, bar e trattoria.

Quel laghetto era di colore verde smeraldo, a tratti argentato, forse perché si rispecchiavano le pareti innevate delle montagne.

Sembrava una scena tratta da un film, tanto era bella quella visione.

Mi sedetti ad un tavolino all’esterno del chioschetto a bere un thè al limone ben caldo e a guardare quel laghetto così come l’avevo sempre  immaginato nella mia mente : era piccolo, rotondo e con le coste ben visibili.

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