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Spigolature   di Luciano Scateni   Chi si arricchisce con la fornitura di armi al terrorismo? Non si ha notizia di inchieste giornalistiche sulla...
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L’ELEFANTE  E  LA  FORMICA, di  Eleonora  Bellini   di Luigi Alviggi     Questo lavoro rinnova la memoria su Mohandas Gandhi (1869–1948), il Mahatma...
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IL PALLINO DELLA GUERRA   di Luigi Rezzuti   Durante la permanenza militare all’ospedale militare, una mattina, arrivò l’ordine di una esercitazione...
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’O guappo ’e cartone   di Luigi Rezzuti     ’O guappo ’e cartone è una commedia in tre atti, scritta da Raffaele Viviani. La prima rappresentazione...
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“Plenitude”   Sabato 5 Maggio 2018, alle ore 17.30, sarà inaugurata la mostra, a cura di Maurizio Vitiello, “Plenitude” con opere recenti del giovane...
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La Germania necessaria     Venerdì 24 novembre 2017, ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via...
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Spigolature   di Luciano Scateni   Diritti negati Corrado Augias, prestigioso giornalista e scrittore non credente, coltiva l’interesse per la...
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NOVITA’ SUI CONCORSI

 

di Annaamaria Riccio

 

Non bastava la pessima riforma della scuola, che già da sola produrrà disuguaglianze e discriminazioni. Ora a mettere definitivamente a tappeto il nostro sistema d'istruzione ci pensa la nuova norma sui concorsi pubblici, introdotta con un emendamento del PD alla Legge Delega sulla Pubblica Amministrazione, in esame in Commissione Affari costituzionali alla Camera.

La norma, in sostanza, dice che da oggi in poi per i concorsi pubblici avrà un peso, insomma farà punteggio, non soltanto il voto di laurea, ma anche l'Ateneo di provenienza. Le università hanno forse in parte contribuito, in passato alla selezione dei candidati, ma la cosa non è stata mai né dichiarata né confermata se non per una mera supposizione che, credo, non avrà avuto neanche fondamenti certi.

Archiviato ogni principio di meritocrazia, si sancisce definitivamente la nuova regola dell'aristocrazia renziana: arriva primo chi ha i soldi per poter accedere all'Università migliore (ma poi chi decide qual è la migliore?). Pazienza se per entrarvi serviranno tanti soldi, come quelli che si sborsano per le rette degli Atenei privati!

Già con la riforma della scuola - vedi chiamata diretta dei presidi, ingresso dei finanziatori privati, fondi alle scuole private paritarie - il governo ha spazzato via i principi di uguaglianza e di inclusione su cui si basava la scuola pubblica italiana; ora con questa nuova iniziativa si compie un disegno pericolosissimo destinato a creare disuguaglianza, che discrimina e spacca il Paese in due, tra chi ha i mezzi per potersi permettere il meglio, o presunto tale, e chi questi mezzi non potrà mai permetterseli.

Non sono mancate, però, risposte in anticipo da parte dell’opposizione  che ha depositato una proposta che prevede libertà di accesso al concorso pubblico senza discriminante sul voto di laurea né tanto meno sull'Ateneo di provenienza.

Ora la delega sulla PA dovrà andare in Aula e poi tornare al Senato: gli Italiani osservano ancora una volte le “rottamazioni” del premier che, si spera, possano innescare qualcosa su cui costruire e far rifiorire quest’Italia che ha tanto bisogno di garanzie.

(Luglio 2015)

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