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Giornata Mondiale della Salute   di Luciana Alboreto   Il 7 aprile 2019 si è celebrata la Giornata Mondiale della Salute, il cui slogan, “Copertura...
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Cosmopolis   CANZONI POESIA MUSICA ARTE Sarà FESTA al VOMERO, presso la FABRICIA’S FITNESS & DANCE, VENERDI’ 27 MAGGIO 2016, dalle ore 17,00, in...
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Per grazia non ricevuta   di Antonio La Gala   Non desta meraviglia (non perché non la dovrebbe destare, ma solo perché vi ci siamo abituati) la...
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L’altra faccia della medaglia   di Romano Rizzo   In questa rubrica cercheremo di presentarvi, di alcuni poeti, un lato poco conosciuto.   Gennaro...
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Eleganza   di Mariacarla Rubinacci   Finalmente ha fatto il suo trionfale ingresso la stagione calda/tiepida, dato che alcuni momenti di pioggia...
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UNA SORGENTE DI ACQUA DOLCE IN MEZZO AL MARE   di Luigi Rezzuti   Nella splendida costa orientale della Sardegna, tra le splendide calette del Golfo...
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DELITTO A NEW YORK   di Luigi Rezzuti   Dopo aver letto qualche libro poliziesco, alcuni libri gialli di vari autori e dopo aver visto in TV qualche...
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LA DIFFICILE VIA DI PAPA BERGOGLIO   di Luigi   Alviggi   Jorge Mario Bergoglio, nato nel 1936, argentino di Buenos Aires, dal 13 marzo 2013 è il...
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Miti napoletani di oggi.36

IL PRINCIPE DI SANSEVERO

 

di Sergio Zazzera

 

Provate a entrare nella Cappella Sansevero in occasione di qualche manifestazione, soprattutto se celebrativa del “Principe” per antonomasia, vale a dire, Raimondo de’ Sangro, e contate quante personalità del mondo massonico, napoletano e non, vi sono presenti: è questa la conseguenza del danno che all’immagine del personaggio ha prodotto la configurazione che fu data, a suo tempo, dall’ambiente culturale crociano.

La realtà è ben diversa: don Raimondo, infatti, aderì alla Loggia di Liberi muratori di Napoli, della quale divenne addirittura Gran Maestro, ma non fu mai massone nello spirito. Viceversa, il suo interesse per il “fenomeno-Massoneria” fu determinato dalla sua curiosità di ricercatore scientifico, al pari dell’accettazione dell’incarico di Deputato del Tesoro di San Gennaro, che gli consentiva di assistere, da posizione estremamente ravvicinata, al prodigio della fusione del sangue del martire, e al pari dell’incarico, da lui conferito al medico palermitano Antonio Salerno, di ricostruire su due scheletri – uno maschile e uno femminile – il sistema circolatorio.

Intorno a quest’ultimo episodio della vita del Principe, poi, è venuto a formarsi l’altro mito, quello cioè dello “stregone”, alimentato anche dall’interesse da lui nutrito per la ricerca alchemica. Anche qui, però, la realtà è profondamente diversa, poiché (sia pure nei limiti che lo stato delle scienze naturali al suo tempo consentiva) i suoi interessi di ricercatore, cui più sopra si è fatto cenno, lo portarono a realizzare invenzioni di assoluta avanguardia, da un procedimento di stampa a colori a una stoffa impermeabile, da un archibugio ad aria compressa a una carrozza anfibia, dalla seta e dalla cera vegetali alle gemme artificiali.

Eppure, già ai suoi tempi il mito si era così fortemente radicato fra la gente, che, nonostante la sua assoluzione, pronunciata dal re Carlo III a seguito della sua abiura alla Massoneria, la Deputazione del Tesoro di San Gennaro lo espulse a grande maggioranza di voti. Potenza del mito.

(Settembre 2015)

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