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Reading e presentazioni Napoli, venerdì 13, ore 17,30, alla Galleria Al Blu di Prussia, Via G. Filangieri, 42, Enza Silvestrini, Controtempo...
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Il calcio mercato del Napoli   di Luigi Rezzuti   E’ appena terminato il campionato che già si parla di calcio mercato. Il Napoli, classificatosi...
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PREMIO CONCETTA BARRA - ISOLA DI PROCIDA -TERZA EDIZIONE   A settembre 2016 si è tenuta la terza edizione del “Premio Concetta Barra – Isola di...
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Il cervello anarchico – Enzo Soresi   di Luciana Alboreto   SIN è la sigla della “Società Italiana di Neurologia” che, dal 14 al 20 marzo 2016,...
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Miti napoletani di oggi.36

IL PRINCIPE DI SANSEVERO

 

di Sergio Zazzera

 

Provate a entrare nella Cappella Sansevero in occasione di qualche manifestazione, soprattutto se celebrativa del “Principe” per antonomasia, vale a dire, Raimondo de’ Sangro, e contate quante personalità del mondo massonico, napoletano e non, vi sono presenti: è questa la conseguenza del danno che all’immagine del personaggio ha prodotto la configurazione che fu data, a suo tempo, dall’ambiente culturale crociano.

La realtà è ben diversa: don Raimondo, infatti, aderì alla Loggia di Liberi muratori di Napoli, della quale divenne addirittura Gran Maestro, ma non fu mai massone nello spirito. Viceversa, il suo interesse per il “fenomeno-Massoneria” fu determinato dalla sua curiosità di ricercatore scientifico, al pari dell’accettazione dell’incarico di Deputato del Tesoro di San Gennaro, che gli consentiva di assistere, da posizione estremamente ravvicinata, al prodigio della fusione del sangue del martire, e al pari dell’incarico, da lui conferito al medico palermitano Antonio Salerno, di ricostruire su due scheletri – uno maschile e uno femminile – il sistema circolatorio.

Intorno a quest’ultimo episodio della vita del Principe, poi, è venuto a formarsi l’altro mito, quello cioè dello “stregone”, alimentato anche dall’interesse da lui nutrito per la ricerca alchemica. Anche qui, però, la realtà è profondamente diversa, poiché (sia pure nei limiti che lo stato delle scienze naturali al suo tempo consentiva) i suoi interessi di ricercatore, cui più sopra si è fatto cenno, lo portarono a realizzare invenzioni di assoluta avanguardia, da un procedimento di stampa a colori a una stoffa impermeabile, da un archibugio ad aria compressa a una carrozza anfibia, dalla seta e dalla cera vegetali alle gemme artificiali.

Eppure, già ai suoi tempi il mito si era così fortemente radicato fra la gente, che, nonostante la sua assoluzione, pronunciata dal re Carlo III a seguito della sua abiura alla Massoneria, la Deputazione del Tesoro di San Gennaro lo espulse a grande maggioranza di voti. Potenza del mito.

(Settembre 2015)

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