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INCONTRI AL TRAMONTO   (Giugno 2017)
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BABBO NATALE   di Luigi Rezzuti   Era una notte fredda, una notte fredda e buia. Gigetto era accoccolato sul davanzale della finestra ad osservare...
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ANNO 2017   di Luigi Rezzuti   Diciamoci la verità, stavamo aspettando tutti la fine dell’anno 2017. In molti attendevamo il 31...
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Progetto di marchio d’area “Valle di Suessola”   Entra nella fase operativa il progetto di marchio d’area “Valle di Suessola” promosso dall’Associazione...
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CAMPIONATO DI CALCIO DI SERIE A   di Luigi Rezzuti   Ormai siamo all’ultimo giro di boa del campionato di calcio di serie A. La Juventus ha già vinto...
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Storia del Bambin Gesù di Gallinaro   di Luigi Rezzuti   Le sette sataniche sembrano avere, oggi più di ieri, una  rilevante forza di attrazione in...
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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica Fra detti e dirette   Un giorno festivo, dopo pranzo, ore 15, accendo il televisore e su Rai 3 si trasmette...
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L’ESAME DI TERZA MEDIA   di Luigi Rezzuti   Se per qualcuno di voi l’esame di terza media è stato facile per Francesco, uno scolaro perennemente...
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Andiamo a Teatro a cura di Marisa Pumpo Pica   "Homologia" - Prima assoluta per la Campania   Questa volta è nostro intento segnalare al lettore gli...
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7 marzo. Il fascino dell’immaginario, ovvero la creatività   Creatività: anche su questo indaga la Scuola di Palo Alto, prima al mondo per le ricerche...
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Unioni Gay? No grazie! Serve legge, non tribunale

 

di Peppe Iannicelli

 

Sono contrario alle unioni gay, ma soprattutto sono contrario al tentativo d’introdurle in Italia non con la legge ma con le sentenze di Tribunali e le trascrizioni, nei registri anagrafici municipali, di matrimoni omosessuali, avvenuti all’estero.

In sostanza si vuol far diventare legale quel che in Italia legale non è: il matrimonio tra due persone dello stesso sesso, ammesso in altri paesi stranieri e che anche da noi trova numerosi sostenitori, in una battaglia ideologica nella quale viene spesso calpestata la dignità delle persone.

Non mi piacciono le scorciatoie. Il tema è troppo delicato perché si possa  trasformare in uno strumento per la ricerca del facile consenso. Non mi piace che, essendo il Parlamento incapace di legiferare, si debba ricorrere alle sentenze dei tribunali ed ai certificati anagrafici per palesare una sorta di equiparazione normativa, con tutte le conseguenze del caso, tra matrimonio eterosessuale ed unione omosessuale. Qualcuno manipola addirittura la Costituzione evidenziando una discriminazione ai danni degli omosessuali. Ma di quali diritti stiamo parlando?

Sulle unioni gay ho, da libero cittadino, le mie idee. Ritengo che il matrimonio debba essere un vincolo indissolubile tra un uomo ed una donna. Al tempo stesso però ho profondo rispetto per chi pensa e vive in modo diverso dal mio. Rispetto, però, non significa stravolgere l’ordine naturale e logico delle vicende umane.

Se due persone adulte dello stesso sesso decidono di condividere la propria vita, rispetto la loro scelta. Costoro hanno pieno diritto di ottenere un riconoscimento normativo adeguato per alcuni elementi essenziali: messa in comune del patrimonio, successione ereditaria, assistenza reciproca in caso di malattia.

Questi sono i diritti civili veri e possibili. Tutto il resto è ideologia propagandistica, che confonde le menti e rende infelici perché illude su “presunti diritti”, che tali non sono, come ad esempio la possibilità di fecondazione eterologa nell’ambito di una coppia omosessuale. Anche questa possibile in alcuni paesi europei che vengono ritenuti da alcuni più civili ed avanzati. Se essere civili ed avanzati significa privare deliberatamente – come avviene nella fecondazione eterologa praticata da coppie omosessuali per mettere al mondo dei figli – un bambino inconsapevole del diritto sacrosanto di crescere con una mamma ed un papà allora io mi considero e voglio restare arretrato ed incivile.

Liberi gli adulti di fare la loro vita, ma i bambini no! Quelli meritano una tutela, da parte dell’ordinamento, maggiore anche del diritto di due omosessuali a vivere insieme con la tutela della legge.

In ogni caso, il Parlamento non tardi a legiferare per mettere fine a tutta questa confusione anagrafica e normativa.

(Ottobre 2015)

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