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CONCERTO DI NATALE - FONDAZIONE CASTEL CAPUANO     (Dicembre 2019)
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Caccia al tesoro   di Luigi Rezzuti   A chi non è mai capitato di non ricordare dove si è conservato un oggetto a cui si è particolarmente...
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GIUSTIZIA E POLITICA   di Sergio Zazzera   Il sistema statunitense di amministrazione della giustizia – che non saprei dire se possa essere definito...
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Miti napoletani di oggi.72 L’INDUSTRIALIZZAZIONE   di Sergio Zazzera   Fin dal XVI secolo, una vasta area a sud di Napoli – da Torre Annunziata a...
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Andiamo a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   Antonio Poli debutta nel ruolo de Il Duca di Mantova nella nuova produzione di “Rigoletto”, in scena...
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Cosmopolis   CANZONI POESIA MUSICA ARTE Sarà FESTA al VOMERO, presso la FABRICIA’S FITNESS & DANCE, VENERDI’ 27 MAGGIO 2016, dalle ore 17,00, in...
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Ecco i tre vincitori del premio Trivio     di Claudia Bonasi   Ecco i vincitori del premio letterario Trivio 2016. Per la sezione prosa edita vince...
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LA  FIGLIA  FEMMINA, di Anna Giurickovic Dato   di Luigi Alviggi   Il libro si apre nella città di Rabat ove il padre Giorgio, diplomatico italiano,...
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SEGNALIBRO   a cura di Marisa Pumpo Pica   Le stagioni di una vita di Emilia Menini e Guido Parmegiani Cosmopolis Edizioni Napoli   Questo...
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Il valore della formazione   di Gabriella Pagnotta   Questo articolo è rivolto a chi, come me, vive le richieste, da una parte, di una scuola alla...
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Unioni Gay? No grazie! Serve legge, non tribunale

 

di Peppe Iannicelli

 

Sono contrario alle unioni gay, ma soprattutto sono contrario al tentativo d’introdurle in Italia non con la legge ma con le sentenze di Tribunali e le trascrizioni, nei registri anagrafici municipali, di matrimoni omosessuali, avvenuti all’estero.

In sostanza si vuol far diventare legale quel che in Italia legale non è: il matrimonio tra due persone dello stesso sesso, ammesso in altri paesi stranieri e che anche da noi trova numerosi sostenitori, in una battaglia ideologica nella quale viene spesso calpestata la dignità delle persone.

Non mi piacciono le scorciatoie. Il tema è troppo delicato perché si possa  trasformare in uno strumento per la ricerca del facile consenso. Non mi piace che, essendo il Parlamento incapace di legiferare, si debba ricorrere alle sentenze dei tribunali ed ai certificati anagrafici per palesare una sorta di equiparazione normativa, con tutte le conseguenze del caso, tra matrimonio eterosessuale ed unione omosessuale. Qualcuno manipola addirittura la Costituzione evidenziando una discriminazione ai danni degli omosessuali. Ma di quali diritti stiamo parlando?

Sulle unioni gay ho, da libero cittadino, le mie idee. Ritengo che il matrimonio debba essere un vincolo indissolubile tra un uomo ed una donna. Al tempo stesso però ho profondo rispetto per chi pensa e vive in modo diverso dal mio. Rispetto, però, non significa stravolgere l’ordine naturale e logico delle vicende umane.

Se due persone adulte dello stesso sesso decidono di condividere la propria vita, rispetto la loro scelta. Costoro hanno pieno diritto di ottenere un riconoscimento normativo adeguato per alcuni elementi essenziali: messa in comune del patrimonio, successione ereditaria, assistenza reciproca in caso di malattia.

Questi sono i diritti civili veri e possibili. Tutto il resto è ideologia propagandistica, che confonde le menti e rende infelici perché illude su “presunti diritti”, che tali non sono, come ad esempio la possibilità di fecondazione eterologa nell’ambito di una coppia omosessuale. Anche questa possibile in alcuni paesi europei che vengono ritenuti da alcuni più civili ed avanzati. Se essere civili ed avanzati significa privare deliberatamente – come avviene nella fecondazione eterologa praticata da coppie omosessuali per mettere al mondo dei figli – un bambino inconsapevole del diritto sacrosanto di crescere con una mamma ed un papà allora io mi considero e voglio restare arretrato ed incivile.

Liberi gli adulti di fare la loro vita, ma i bambini no! Quelli meritano una tutela, da parte dell’ordinamento, maggiore anche del diritto di due omosessuali a vivere insieme con la tutela della legge.

In ogni caso, il Parlamento non tardi a legiferare per mettere fine a tutta questa confusione anagrafica e normativa.

(Ottobre 2015)

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