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SILVIO PERRELLA IN VIAGGIO NELLA LETTERATURA ITALIANA   Alla Feltrinelli di piazza dei Martiri, giovedì 9 giugno dalle ore 18, Silvio Perrella in...
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo COMUNICATO STAMPA   Presentata al Foyer del Teatro comunale Diana di Nocera Inferiore la VI edizione di L’ESSERE...
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SOTTO AL TAPPETO   di Sergio Zazzera   “Città segreta”, nell’immaginario di Corrado Augias, Napoli ha costituito il tema della trasmissione...
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Risanamento fine Ottocento e conservazione delle memorie storiche.   di Antonio La Gala   Gli imponenti interventi edilizi, attuati a fine Ottocento...
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Andiamo a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   “Two”, una coppia alle prese con dinamiche da bar Alla Sala Pasolini di Salerno nell’ambito della...
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LA NUOVA SCUOLA   di Annamaria Riccio   O meglio, la scuola che vorremmo. Il titolo, che la dice tutta sulla surroga a quella attuale, cioè la Buona...
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Il Paesaggio d’Arte - Winterscapes     Mostra Fotografica - Evento organizzato dalla Associazione Aistetikà,  a cura di Franco Lista e Sergio V. Garzia...
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Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario piazza Dante 44/45, Napoli - Info 081 014 5940   Letteratura e Cinema Domenica 10 marzo Silvio...
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Miti napoletani di oggi.43 “’O surdato ‘nnammurato”   di Sergio Zazzera   I conflitti bellici sono stati sempre occasione di nascita di canti, dei...
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Le lettere di Sua Maestà   di Antonio La Gala   La corrispondenza che Ferdinando I Borbone  indirizzava alla seconda moglie, Lucia Migliaccio,...
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Unioni Gay? No grazie! Serve legge, non tribunale

 

di Peppe Iannicelli

 

Sono contrario alle unioni gay, ma soprattutto sono contrario al tentativo d’introdurle in Italia non con la legge ma con le sentenze di Tribunali e le trascrizioni, nei registri anagrafici municipali, di matrimoni omosessuali, avvenuti all’estero.

In sostanza si vuol far diventare legale quel che in Italia legale non è: il matrimonio tra due persone dello stesso sesso, ammesso in altri paesi stranieri e che anche da noi trova numerosi sostenitori, in una battaglia ideologica nella quale viene spesso calpestata la dignità delle persone.

Non mi piacciono le scorciatoie. Il tema è troppo delicato perché si possa  trasformare in uno strumento per la ricerca del facile consenso. Non mi piace che, essendo il Parlamento incapace di legiferare, si debba ricorrere alle sentenze dei tribunali ed ai certificati anagrafici per palesare una sorta di equiparazione normativa, con tutte le conseguenze del caso, tra matrimonio eterosessuale ed unione omosessuale. Qualcuno manipola addirittura la Costituzione evidenziando una discriminazione ai danni degli omosessuali. Ma di quali diritti stiamo parlando?

Sulle unioni gay ho, da libero cittadino, le mie idee. Ritengo che il matrimonio debba essere un vincolo indissolubile tra un uomo ed una donna. Al tempo stesso però ho profondo rispetto per chi pensa e vive in modo diverso dal mio. Rispetto, però, non significa stravolgere l’ordine naturale e logico delle vicende umane.

Se due persone adulte dello stesso sesso decidono di condividere la propria vita, rispetto la loro scelta. Costoro hanno pieno diritto di ottenere un riconoscimento normativo adeguato per alcuni elementi essenziali: messa in comune del patrimonio, successione ereditaria, assistenza reciproca in caso di malattia.

Questi sono i diritti civili veri e possibili. Tutto il resto è ideologia propagandistica, che confonde le menti e rende infelici perché illude su “presunti diritti”, che tali non sono, come ad esempio la possibilità di fecondazione eterologa nell’ambito di una coppia omosessuale. Anche questa possibile in alcuni paesi europei che vengono ritenuti da alcuni più civili ed avanzati. Se essere civili ed avanzati significa privare deliberatamente – come avviene nella fecondazione eterologa praticata da coppie omosessuali per mettere al mondo dei figli – un bambino inconsapevole del diritto sacrosanto di crescere con una mamma ed un papà allora io mi considero e voglio restare arretrato ed incivile.

Liberi gli adulti di fare la loro vita, ma i bambini no! Quelli meritano una tutela, da parte dell’ordinamento, maggiore anche del diritto di due omosessuali a vivere insieme con la tutela della legge.

In ogni caso, il Parlamento non tardi a legiferare per mettere fine a tutta questa confusione anagrafica e normativa.

(Ottobre 2015)

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