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SEGNALIBRO

a cura di Marisa Pumpo Pica

 


IL TEMPO

Riflessioni poetiche di Pippo Di Vita - Mohicani Edizioni - Palermo

 

Questo libro di Pippo Di Vita coinvolge profondamente per una serie di motivi, ma soprattutto per due aspetti fondamentali: il contenuto, dallo spessore culturale rilevante, e le immagini, con le quali questo contenuto viene espresso, che sono di forte impatto poetico. Esse si sposano felicemente con un pensiero altrettanto forte, come vedremo.

Vasta e complessa la tematica affrontata che, come il titolo anticipa, ruota intorno al tempo, vero rompicapo per tutta una vasta schiera di pensatori, filosofi, teologi, tra i quali un posto a parte occupa senza dubbio Sant’Agostino. Egli si è tormentato, per un’intera vita, nell’esigenza di sciogliere i nodi concettuali e teologici, rapprèsentati dal tempo e dal suo rapporto col contingente, ovvero con l’uomo, da una parte, e con l’eterno e con l’infinito, cioè con Dio, dall’altra. Qui, in questo libro, che va letto con cura, noi troviamo moltissime riflessioni, tutte interessanti, sull’argomento. Il termine “riflessioni”, tuttavia, non  tragga in inganno perché queste di Pippo Di Vita sono meditazioni complesse, varie e vere nella loro complessità, ma filtrate attraverso la levità della poesia. La meditazione, infatti, non rende pesante il discorso, lo rende ricco, mentre la poesia traduce ricchezza e profondità di pensiero con lo scatto poetico, che è molto simile ad uno scatto fotografico.

E qui veniamo ad un altro aspetto, non trascurabile, di questo libro. Lo scatto poetico, simile allo scatto fotografico, che cosa fa? Ci consente, come innanzi dicevamo, di pensare all’uomo, al suo rapporto con il tempo, ma anche con l’infinito e con l’eterno, con cui egli si cimenta, giorno dopo giorno, con cui la sua anima, la sua coscienza si misurano, di volta in volta, dinanzi ai vari accadimenti. E dunque ci dà modo anche di leggere la realtà, di vederla, commentarla ed interpretarla. Ed ecco che affiorano, in queste poesie, gli aspetti più diversi del tempo, che si presenta, nella sua forma più immediata come tempo cronologico, Kronos, del quale siamo schiavi e nel quale ci sentiamo imbrigliati, come su di una giostra che giri ossessiva su se stessa, Ma c’è anche il tempo come Kairos, che ci permette di cogliere “l’attimo fuggente”, Kairos come tempo della libertà, libertà di scelta, intesa quale capacità, da parte di ognuno, “di prendere nelle proprie mani la vita” per darle un senso. Kairos, dunque, come tempo dell’anima, che si distende agostinianamente fra un passato, che si rievoca, con nostalgica malinconia, un presente, che si vive in un soffio  ed un futuro, verso il quale ci si protende e che ci dà la spinta verso l’infinito, verso l’eterno.

“Il tempo non ha tempo / Si genera dall’infinito/ Si scaglia nell’eternità” (Senza tempo)

“Tra la nostalgia del passato ed il buio del futuro”, scrive il nostro Di Vita nel Prologo al libro, “si è portati a fuggire dal presente della paura, dalle ossessioni e si cercano surrogati alla vita (…) per esorcizzare il non senso della propria esistenza.”

Questo il motivo per il quale la silloge si divide in tre sezioni. Nella prima, “Il Tempo dell’animo”, sono state raccolte poesie che esprimono le emozioni che il poeta prova quando coglie il tempo nel suo animo, quando scruta nei propri sentimenti, quando esprime i palpiti del proprio cuore, palpiti ed emozioni, che naturalmente, al soffio della poesia,  diventano anche i nostri. (Il mio tempo; Al declino del tempo). Nella seconda parte, invece, “Il tempo della natura”, cogliamo il tempo “attraverso il perenne divenire della natura”. Vi troviamo poesie come “Le stagioni della vita”, in cui l’uomo viene visto nelle varie fasi del suo esistere o come “Le stagioni dell’anima” , che, scrive il poeta, “non conoscono sequenze / accompagnano i nostri passi sul palcoscenico di un teatro antico / dove platea e scena / restano all’unisono.”

Lasciandoci alle spalle le stagioni della vita ed allontanandoci anche dalle stagioni dell’anima,  passiamo ad una stagione non metaforicamente intesa,   ma reale, come la “Primavera”.

Ma vi è anche una stagione triste che l’uomo vive e che segna una tappa importante nella sua esistenza.

È il momento della “Vecchiaia”.

Qui è la vecchiaia come la può sentire ognuno di noi, ma in un’altra poesia, che vi invito a mettere a raffronto, c’è la vecchiaia, come l’avverte il poeta sulla propria pelle, nella propria carne: “Senilità”.

Con la poesia Vecchiaia siamo già nella terza sezione, che ha un titolo significativo, “Il  tempo degli altri” Qui veniamo ad osservare il tempo della vita, ovvero tutto quanto accade intorno a noi  E vi trovano posto poesie che mettono in risalto alcuni aspetti del nostro tempo attuale, della nostra società, con i suoi mali, la sua corruzione, le sue vergogne.

Andando qua e là, lungo questa terza sezione e citando titoli e qualche verso, vediamo affiorare egoismo ed individualismo di “Uomini d’oggi” che ingurgitano carriera ed ozio, inseguendo le attrattive della pubblicità e dei social network, “Varia umanità”, fatta di “mezzi uomini, ominicchi ruffiani e quaquaraquà”, che celano i loro volti dietro “maschere fasulle”, “Ben pensanti”, farisei qualificati, inghirlandati di tutto punto, son sepolcri imputriditi, “Gente”, brava gente “Sì la gente / spesso massa informe / che anela all’omologazione. / Incapace di riscatto / delega ai più forti / la propria libertà.”

Eppure, in definitiva, questi uomini, che annegano nei propri mali, sono “Uomini soli”.

 

Questa nostra vita, “come un fiume” in piena, scorre fra Kronos e Kairos.

Ma quale senso ha, per ciascuno di noi, la vita?

Quale senso il tempo?

“Il tempo non ha tempo.(…) E’dentro  e fuori / perché è in ogni dove./ Il tempo non ha misura./ Ognuno ha il suo tempo/ perché siamo il nostro tempo. / Il dopo è infinito senza corso.” (Il Tempo)

Infinito ed eterno sono due termini che si rincorrono frequentemente e costantemente in questo libro. Citiamo a caso, a mo’ d’esempio:  “Tradisce il mare un afflato d’infinito/ e la brezza m’accarezza l’anima.”

“L’uomo è segnato dall’eternità… E nel trionfo della natura/ riscopri il tuo tempo che è votato all’infinito.”

“Tutto è evoluzione/ ed “il tempo fuori dal tempo” / ha l’infinito come destinazione.” 

“Tutto scorre/ ma come quella goccia/ che lenta/ si spande al suo finire/ anche il mio tempo/ si effonderà nell’infinito (Passa il tempo).

E dunque il tempo diviene tempo dell’attesa:

“Verrà il giorno / che non sarà più giorno … Sarà quello il tempo in cui accarezzerò la mia anima.” (Attesa). E sarà  anche tempo di raccoglimento che ci preparerà al momento del distacco dal mondo e dagli affetti e plasmerà la vita tutta intera “per condurla nel cielo d’infinito. (Il tempo e l’infinito). Infatti il tempo è figlio dell’eterno (Relativamente)

“Il tempo non ha confini / perché il tempo è della vita / che percorre senza freni / il tumulto dei tuoi anni / e l’amore / che è al principio del creato / non t’abbandona mai / altrimenti sarebbe solo / tutto un caso. (C’è un tempo).

In questo breve excursus, condotto come un reading a mo’ di rapsodia, stralciando qua e là i suoi versi, che finiscono con l’apparire quasi come aforismi sul tempo, ci piace chiudere con l’immagine della vita come un treno “dove sei tu il conduttore / se da altri non ti fai rimorchiare” (Il treno), dal momento che “la vita è una ìnutile collezione / di vacuità e d’ambizione / di avere tutto senza essere alcuno (Il tempo di una vita).

“Non v’è destino che sta scritto in noi / perché la vita è il frutto / colto dall’albero della storia / che non conosce schemi (Destino).

“La vita non ha spazi”, sembra concludere il poeta in questo nostro immaginario film, “non si esaurisce nel respiro esalato / non si ferma come un carro immobile/ ma le sue ruote devono girare in eterno / sul tracciato infinito da dove veniamo / allora la vita è il transito della coscienza (Intimità).

Noi ci fermiamo qui, con queste immagini intense e profonde,  Abbiamo abbondato in citazioni e stralci di versi per dare almeno una pallida idea di questo libro così bello ed interessante, esortando i nostri lettori, come di consueto, a leggerlo con particolare attenzione.

(Ottobre 2015)

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