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Andiamo a Teatro a cura di Marisa Pumpo Pica   “Cantare alle ossa” è l’ultimo appuntamento che, venerdì 24 maggio, alle ore 21, al Teatro Diana di...
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Miti napoletani di oggi. 54 IL "DASPO URBANO"   di Sergio Zazzera   In attuazione della Convenzione Europea di Strasburgo del 19 agosto 1985, al...
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SPIGOLATURE   di Luciano Scateni    Stupri? Colpa delle donne, dice Chrissie Un’ipotesi possibile nasce dalla biografia di tale Chrissie Hynde,...
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"IL COMANDANTE BULOW"     (Gennaio 2019)
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Parlanno 'e poesia   di Romano Rizzo   Antonino Alonge (Palermo, 20 settembre 1871 - Milano, 13 agosto 1958). Poeta e giornalista, visse a Napoli...
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Papa Francesco – La Chiesa della Misericordia – San Paolo editore   di  Luciana Alboreto   Il 20 novembre 2016, nella Solennità di Nostro Signore...
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Miti napoletani di oggi.51 I MERCATINI RIONALI   di Sergio Zazzera   Mimmo Piscopo, Mercatino di Antignano Napoli è tutta un pullulare di...
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Donne  del Sud

                                                                     

di Mariacarla Rubinacci

 

 

   Impulsive, romantiche, positive, permalose, possessive, prendono fuoco alla prima scintilla. Badano alla casa, sanno cucinare secondo tradizione, danzano la “pizzica”, amano la vita perché sanno con passione che l’amore è il motore della vita.

   Sono felici di raccogliere zaini pesanti, merendine spiaccicate dal peso dei libri, magliette sudate del figlio maschio, che ha appena finito di scalpitare nella partita di calcetto alla quale hanno assistito con orgoglio, o togliere il tutù alla “principessa di casa”, che lascia la sbarra della lezione di danza. Felici sopratutto di raccogliere gli abbracci come premio per averli aspettati trepidanti, affannate, protettive, ma inesorabilmente presenti, all’uscita del loro svago. “P’ ’e creature” ci sono sempre.

   Tuttavia anche loro segretamente, vergognandosi persino di pensarlo, ambirebbero essere alla pari di “quelle del Nord”, cancellando così lo stereotipo che le mette all’angolo: famiglia e carriera, famiglia e passione lavorativa, famiglia e un posto di lavoro, fuori, anche nel mondo,. Infatti le donne del Sud non arrivano trafelate alle riunioni scolastiche, non fuggono prima dal lavoro, non rischiano magari la vita in motorino per arrivare in tempo.

Forse la giustificazione, la scusa (banale) che si inchiodano dentro, è che non riescono (ancora) ad ammettere che anche i padri a volte sono bravi nel preparare “ la pasta al burro” al posto della “pasta al forno” che diffonde il profumo di una casa accogliente. Il loro credo è: “Hai un’idea di come si ridurrebbe la casa se io mancassi mezza giornata?”. E così non partono per un viaggio con l’amica, non lasciano istruzioni dettagliate scritte sul postic da attaccare al frigorifero, non delegano la conduzione del loro menage, non fanno alzare “’o piccirillo” presto al mattino, per portarlo alla nonna e poi correre magari a fare il loro turno in ospedale.

A questo punto mi abbaglia il grossolano errore in cui sono caduta.

Le donne del Sud, le donne del Nord, le donne sono donne, non facciamo del sessismo incolpevole, non cadiamo nel facile confronto. Tutte sono femmine con la stessa sensualità, sono mogli, compagne degne del ruolo che la società continua a conferire loro, sono mamme che crescono il futuro del mondo, sono il motore della vita che continua a leggere sempre le stesse pagine del libro intitolato “Uomo”.

(Novembre 2015)

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