NEWS

APPUNTI DI GUERRA   di Luigi Rezzuti   Una domenica pomeriggio, dopo pranzo, non avendo nulla da fare, mi soffermai a guardare le foto di mio fratello...
continua...
L'ARTICOLO 21 DELLA COSTITUZIONE     (Marzo 2019)
continua...
LA COMUNITA’ EBRAICA DI NAPOLI E IL PREGIUDIZIO ANTISIONISTA   Riceviamo e pubblichiamo La Comunità ebraica di Napoli esprime la propria indignazione...
continua...
XXI edizione del Premio Montale Fuori di Casa  Il riconoscimento a Massimo Gramellini     Queste le motivazioni con cui è stato assegnato il XXI...
continua...
MOSTRA  “PARADISO E RITORNO”  DI CLARA REZZUTI AL PAN DAL 4 AL 21 MAGGIO 2017   Giovedì 4 maggio nel Loft del Pan (Palazzo delle Arti di Napoli) alle...
continua...
IO, ROBINSON CRUSOE’   di Luigi Rezzuti   Il naufrago più famoso di tutti i tempi è senza dubbio Robinson Crusoè, che fece naufragio con una nave...
continua...
“UN PERCHÉ AL GIORNO TOGLIE LA NOIA DI TORNO”   Giovedì 23 Maggio, ore 18,  Nuovo Teatro Sancarluccio, via San Pasquale, Napoli. Roberto D’Ajello e...
continua...
LUNA ROSSA TORNA IN COPPA AMERICA   di Luigi Rezzuti   Alla 35a edizione dell’America’s Cup, disputatasi alle Bermuda, non gareggiò il team Luna...
continua...
Papa Francesco – La Chiesa della Misericordia – San Paolo editore   di  Luciana Alboreto   Il 20 novembre 2016, nella Solennità di Nostro Signore...
continua...
AL MUSEO DUCA DI MARTINA   (Febbraio 2017)
continua...

Il culto francescano in Campania

 

di Antonio La Gala

 

S. Francesco durante i suoi viaggi passò anche per la Campania, dove visitò le prime piccole comunità di suoi seguaci che in quegli anni vi stavano nascendo.

Come avvenne per il resto della cristianità, durante i secoli la devozione per il santo di Assisi crebbe, alimentandosi anche del culto dei vari santi dell’Ordine monastico, fondato da Francesco, e di quelli dei diversi rami in cui nel tempo l’originario albero del francescanesimo si andava articolando.

Fra le devozioni più sentite nella religiosità popolare campana, in particolare nell’area napoletana, occupano un posto privilegiato quelle per S. Francesco e S. Antonio di Padova.

Questa particolare devozione è testimoniata dall’uso esteso ed abbondante dei nomi Francesco e Antonio nelle famiglie napoletane e campane, nonché dal numero elevato di chiese e conventi francescani e dalla infinità di cappelle ed edicole devozionali, edificate in onore dei due santi in ogni luogo, nelle strade, nei cortili, negli aggregati urbani e nelle campagne. Senza parlare delle statue e dei quadri dei due santi, presenti in tutte le chiese, di qualsiasi titolo, sempre onorate da numerosissime luci accese.

Inoltre, chiunque si soffermi ad osservare nei mercatini di antiquariato le raccolta dei “santini”, cioè di quelle piccole immagini sacre tascabili, che da secoli vengono distribuite presso i fedeli, accompagnandoli in tanti momenti della loro vita, constaterà il posto di rilievo che hanno i santi francescani.

Fra le altre testimonianze ricordiamo l’usanza, diffusa in passato, di vestire alla francescana i bambini, in particolare per devozione e riconoscenza a S. Antonio.

L’usanza, pur risalendo a molti secoli fa, è sopravvissuta, presso i ceti meno abbienti, nei quartieri popolari, nei paesi e nelle campagne, fino a quasi metà Novecento. I fanciulli erano vestiti con un saio, con tanto di cappuccio e di cordone.

Il fervore religioso verso i santi francescani  in passato veniva espresso anche nelle tavolette votive, toccanti testimonianze di fede, raccolte un po’ in tutti i santuari, e in misura molto rilevante e particolare nel santuario della Madonna dell’Arco.

In queste ultime si può rilevare che i santi francescani venivano invocati nelle circostanze più disparate assieme alla Madonna dell’Arco. In una tavoletta del Cinquecento un condannato a morte, graziato, e la moglie ringraziano la Madonna dell’Arco e S. Antonio, rappresentato in alto a destra, in ginocchio e con le mani giunte, come intermediario con la Vergine.

In una tavoletta del secolo successivo viene mostrata una scena di tarantella animata da un giovane guarito dal tarantolismo, in cui appaiono, assieme alla Madonna, S. Francesco d’Assisi e S. Francesco di Paola.

I santi francescani, assieme peraltro ad altri santi, come S. Giuseppe, S. Gennaro, ecc. popolano moltissime tavolette in cui compaiono le eruzioni del Vesuvio, le imboscate dei briganti, le cadute da cavallo o dai carri agricoli, ed in genere tutte quelle situazioni in cui è naturale invocare l’aiuto del soprannaturale.

A conclusione di questa veloce e sommaria rievocazione di un aspetto così importante della vita dei nostri antenati, della nostra cultura, non solo popolare, esprimiamo rammarico nel costatare che le residue testimonianze di tanta devozione sembra non interessino quasi più a nessuno, nemmeno a titolo puramente di documentazione storica, tant’è che esse, in concomitanza con l’affievolirsi del senso del religioso, che le aveva prodotte, corrono il rischio della dispersione.

E’ troppo poco affidarne il ricordo ai collezionisti dei “santini” nei mercatini delle pulci.

(Novembre 2015)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen