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Miti napoletani di oggi.39

LA STAZIONE GARIBALDI DI “METRO 1”

 

di Sergio Zazzera

 

 

Non è detto che – in “cultura”, al pari che in “natura” – l’utile e il bello debbano coincidere. Quanto alla linea 1 della Metropolitana di Napoli, questa coincidenza è verificabile nella stazione Toledo, che, a detta di chi se ne intende più di me, sarebbe la più bella d’Europa, ma che, secondo me, è anche estremamente funzionale, col suo sistema di scale mobili, tappeti mobili e ascensori, che la collegano finanche con la piazza di Montecalvario. Non credo, viceversa, di poter dire altrettanto della stazione Garibaldi, progettata dal francese Dominique Perrault e inaugurata il 2 dicembre 2013.

La sua concezione è quella di una “piazza” sottoposta al livello di piazza Garibaldi, che, però, è coperta da una sorta di vele di teflon forato, che proteggono poco dal sole e male (direi, anzi, per nulla) dalla pioggia. Si potrà obiettare che, quando piove, anche sulla piazza “superiore” si adoperano ombrelli e impermeabili; ma si potrà anche controbattere che la pioggia, oltre che addosso agli utenti, si riversa anche sul fondo della piazza “inferiore”, fino a invadere la sede rotabile della linea, imponendo la sospensione del servizio, come di fatto avviene spesso. Con il che si dimostra l’esistenza del mito della funzionalità di un’opera architettonica, la quale, peraltro, gode dell’ottima compagnia del ponte della Costituzione a Venezia, realizzato da Santiago Calatrava, altra “archistar” dei giorni nostri, bello quanto si vuole, ma estremamente scivoloso, a causa della sua pavimentazione in vetro, che lascia vedere l’acqua del canale sottostante e, anzi, la lascia vedere ancor più da vicino, dopo essere scivolati e caduti.

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