NEWS

Il rovescio della medaglia Lello Lupoli ( 5.10.1918 / 20.5.1995 )     di Romano Rizzo     La figura artistica di Lello Lupoli è nota a tutti gli...
continua...
Tanto va la gatta al lardo… Giro di boia per il Santone Samuele   di Luigi Rezzuti   Sulle pagine de “IL VOMERESE” del mese di marzo 2016,...
continua...
Napoli e Totò nel cuore della Nicolardi   di Annamaria Riccio   Come ormai è consuetudine, anche quest’anno si è svolta la manifestazione di fine...
continua...
WEEKEND SULLA NEVE   di Luigi Rezzuti   Tutto ebbe inizio con il weekend che Franco e Vanessa avevano deciso di fare in montagna. Partirono nel primo...
continua...
Laura L.C. Allori, Per Amore e per (Il Nido del Gheppio edizioni)   di Nicola Garofano   Finalmente esce, con l’edizione indipendente “Il Nido del...
continua...
Maggio dei monumenti   di Luigi Rezzuti   Come ogni anno, il mese di maggio è dedicato ai monumenti e quest’anno il tema della venticinquesima...
continua...
SEGNALBRO   a cura di Marisa Pumpo Pica   Frammenti di vita, di Salvatore Bova, Cosmopolis Edizioni Napoli La lunga consuetudine con la produzione...
continua...
LARGO O PIAZZA?   di Antonio La Gala     Spesso nel leggere cose della Napoli antica ci imbattiamo in denominazioni stradali che ci lasciano...
continua...
Il Natale napoletano   di Luigi Rezzuti   Il Natale a Napoli è qualcosa di assolutamente unico rispetto alle altre città, sia dell’Italia che...
continua...
Spigolature   di Luciano Scateni   Chi si arricchisce con la fornitura di armi al terrorismo? Non si ha notizia di inchieste giornalistiche sulla...
continua...

Miti napoletani di oggi.40

L’UFFICIALITA' DELLA “LINGUA” NAPOLETANA

 

di Sergio Zazzera

 

Sono stato sempre convinto del fatto che, piuttosto che un dialetto, l’espressione idiomatica dei napoletani sia una vera e propria lingua, avuto riguardo alle sue peculiarità grammaticali e sintattiche (si pensi, fra le tante, alla valenza esorcizzante del futuro dei verbi o al dativo dell’oggetto) e al consistente corpus di letteratura che, da Velardiniello ai giorni nostri, la connota. Da un po’ di tempo, però, qualcuno ha messo in giro la notizia, secondo cui l’UNESCO le avrebbe addirittura riconosciuto ufficialmente tale carattere; ma, evidentemente, chi si è preso tale briga non ha letto la documentazione proveniente dall’istituzione internazionale, alimentando così, in maniera tralaticia, un vero e proprio mito.

Ricevo dall’amico prof. Fortunato Danise, presidente del Club UNESCO Napoli, la segnalazione dell’indirizzo Internet: http://www.ficlu.com/iniziativa_select.php?idc=1454, in cui si legge testualmente: «Il Club UNESCO Napoli inizia il nuovo anno con un significativo evento a tutela del dialetto napoletano come patrimonio da salvaguardare e preservare per le future generazioni, così come recita il documento UNESCO: Language vitality and endangerment  istituito dall’UNESCO nel 2003 per la salvaguardia delle lingue minoritarie e come sancito dalla giornata UNESCO per la lingua madre con l’obiettivo di promuovere la diversità culturale anche attraverso la conoscenza del dialetto».

Come stiano, poi, in realtà le cose, me lo chiariva, qualche tempo fa, il prof. Nicola De Blasi, ordinario di linguistica italiana nell’Università “Federico II”. Appositamente incaricato dall’UNESCO, un glottologo finlandese ha individuato (bontà sua) un’“area d’influenza” della lingua napoletana, comprendente, oltre alla Campania (che già, complessivamente considerata, sarebbe fin troppo), anche le Marche, l’Abruzzo, il Molise, il Lazio meridionale, la Lucania e la Puglia – con esclusione del Salento – (si v. la cartina che illustra queste righe). Orbene, è fin troppo nota la profonda conoscenza della lingua napoletana da parte dei finlandesi (verso i quali, peraltro, noi napoletani ricambiamo, per lo più, con estrema cordialità) e, di conseguenza, il grado di attendibilità della suddetta individuazione.

Ben lungi, dunque, dall’affermare che “il napoletano è una lingua”, l’UNESCO – così, come, con chiarezza di sintesi, Danise conclude il messaggio che mi ha inviato – «ha dichiarato il dialetto napoletano lingua da preservare e tutelare». Con buona pace di quanti hanno inteso mitizzare l’intervento dell’istituzione internazionale.

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen