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Nascita della stazione di Napoli Centrale   di Antonio La Gala   Tutti i napoletani, quelli meno giovani, per esperienza diretta, gli altri,...
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ICEBERG (Ottobre 2016)
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L’altra faccia della medaglia   di Romano Rizzo   In questa rubrica cercheremo di presentarvi, di alcuni poeti, un lato poco conosciuto.   Gennaro...
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Paolo Ricci: falce e pennello   di Antonio La Gala     Una figura di rilievo nel panorama culturale della Napoli del Novecento è stato Paolo Ricci...
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La battuta sprezzante di Renzi

Con grande tristezza e comprensibile amarezza riportiamo su questo nostro periodico l’articolo di Vittorio Emiliani e lo facciamo così, in modo diretto e semplice,  senza alcun commento. Ogni altra parola sarebbe superflua e ne congelerebbe il senso. Il nostro pensiero va, comunque, a quei nostri poveri, giovani colleghi che pagano il duro prezzo di una professione che li costringe a vivere una vita difficile in un mondo capovolto. (marisa pumpo pica)


Giornalisti, la battuta sprezzante di Renzi



di Vittorio Emiliani
- www.articolo21.org

 

31.1.2015 - Non sono mai stato un sostenitore dell’Ordine dei Giornalisti. Mi sembrava una ambizione sbagliata per dei lavoratori soprattutto dipendenti come noialtri. Organizzammo anche una tavola rotonda molto critica, anni luce fa, con Umberto Terracini quale relatore generale. Ma la battuta sprezzante rivolta ieri da Matteo Renzi al presidente dell’Ordine Enzo Iacopino il quale aveva osato non dipingere in rosa le condizioni di lavoro dei giovani giornalisti o aspiranti tali denunciandone invece lo sfruttamento intensivo, mi porta a difendere persino l’Ordine dei Giornalisti e non il solo sindacato. Quando si parla di lavoro quanto mai difficile e di situazioni di impiego precarie il presidente del Consiglio subito scatta, come se si stesse commettendo un delitto verso questa sua personalissima Italia che va, si riprende, marcia, forse corre, risale e riacquista  prestigio (?) in Europa e nel mondo. Ieri ha buttato là che lui, se ne avesse il potere, l’Ordine dei giornalisti lo abolirebbe anche domattina. Ma soprattutto ha detto di non conoscere le condizioni di sfruttamento denunciate da Iacopino. Ma certo, esse non rientravano nel suo autoelogio e quindi andavano immediatamente cancellate dalla scena. Lui non sa nulla delle collaborazioni pagate pochi euro, di contrattini che durano qualche mese e riducono a zero l’autonomia di quei poveri ragazzi, li educano al conformismo, all’asservimento, a non rischiare nulla per non perdere anche quella garanzia minima di lavoro. Non sa nulla delle testate costrette a chiudere. Mai una volta che, magari per sbaglio, Renzi si metta dalla parte dei lavoratori. Sta sempre dall’altra parte. Se una battuta del genere un qualunque presidente del Consiglio l’avesse detta dieci, anche cinque anni fa, sarebbe successo il finimondo. Ora non succede praticamente nulla. Siamo già molto avanti nel processo di cloroformizzazione.

31 dicembre 2015  - IN - http://www.articolo21.org/2015/12/giornalisti-la-battuta-sprezzante-di-renzi/

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