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MONDIALI DI CALCIO 2018   di Luigi Rezzuti   Dal 14 giugno al 15 luglio, trentadue giorni di sfida tra 32 squadre nazionali di ogni continente,...
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La Prima Edizione de “Il Presepe Vivente” a Boscotrecase (NA) nell’antica contrada Oratorio Una straordinaria occasione per conoscere vecchi mestieri e...
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Il valore della formazione   di Gabriella Pagnotta   Questo articolo è rivolto a chi, come me, vive le richieste, da una parte, di una scuola alla...
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Miti napoletani di oggi.75 IL PRESEPE   di Sergio Zazzera   Se torno, ancora una volta, sul tema del Presepe, ciò è dovuto, essenzialmente, alla...
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Donne e Madonne   Al via la quarta edizione della Mostra Concorso "Mare Mota", che avrà per oggetto il tema intrigante "Donne e Madonne" e si terrà...
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AVERSA COMPIE 994 ANNI                                       Aversa celebra il suo 994° compleanno con una “Due giorni” organizzata dall’Associazione...
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Un interessante spettacolo di ERIN K   L’Associazione La Stazione & Rock Events hanno presentato, nei giorni scorsi, uno spettacolo live della...
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RITROVARSI  A  PARIGI di   Gaito  Gazdanov   Di Luigi Alviggi   Gaito Gazdanov (San Pietroburgo, 1903 – 1971), figlio di un guardaboschi, nel 1920...
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Andiamo a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   Antonio Poli debutta nel ruolo de Il Duca di Mantova nella nuova produzione di “Rigoletto”, in scena...
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FINALMENTE RISOLTO IL MISTERO DEL TRIANGOLO DELLE BERMUDA   di Luigi Rezzuti   Ormai tutti conoscono, almeno per sentito dire, il Triangolo delle...
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In carcere per un ceffone: Mazze & panelle  fan figli belli

 

di Peppe Iannicelli

 

Un ceffone, mollato al figlio di sei anni, è costato un mese di carcere ad un papà della provincia di Arezzo. Il bambino non voleva esercitarsi nella lettura ed il genitore gli ha mollato un manrovescio. Lacrime del fanciullo e rabbia dell’ex moglie, che ha trascinato il coniuge in Tribunale. La condanna,  per abuso dei mezzi di correzione,  è stata sospesa dalla Corte, ma la decisione è clamorosa. Con tanti assassini, pedofili, delinquenti e truffatori che restano a piede libero, trovo indecente che i soldi pubblici debbano servire a pagare lo stipendio di investigatori e magistrati in una società che non ha niente di meglio da fare che occuparsi di una vicenda così banale ma allo stesso tempo così mediatica. Temo che il bambino colpito dallo schiaffo sia rimasto vittima, più che della sberla, della lite dei coniugi per la fine dell’unione matrimoniale. Mia madre usava la paletta della cucina per indurre me e mio fratello a più miti consigli. La maestra aveva sulla cattedra una legnosa bacchetta, che utilizzava per stimolare la recita a memoria di una poesia o delle tabelline. All’Oratorio Salesiano don Pierino puniva la bestemmia durante la partita di calcio con una sacrosanta “scametta”. Se mi fossi azzardato a lamentarmi dei metodi scolastici ed oratoriani avrei ricevuto da mamma un’altra dose di paletta. Mi chiedo come mai “tali criminali efferati” non siano mai stati perseguitati dalla Giustizia e puniti con severità. A volte un sonoro ceffone – che al massimo provoca qualche arrossamento delle gote per alcuni minuti – vale più di mille sermoni. Non si tratta di autorizzare la violenza proditoria ai danni del proprio sangue ma, quando ci vuole, ci vuole!!! Capita che i figli ti tirino gli schiaffi dalle mani ed una sberla può diventare un correttivo atto d’amore, del quale poi, una volta grandi, i pargoli ci saranno grati.

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