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NATALE IN CASA CUPIELLO   di Luigi Rezzuti   Si avvicina il Natale e quale migliore occasione per riproporre “Natale in casa Cupiello”? La commedia...
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"Donne e dintorni" a Cetara il 6 marzo   di Claudia Bonasi   Cetara anticipa la festa delle donne e presenta domenica 6 marzo, alle ore 18, presso...
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SPIGOLATURE   di Luciano Scateni   Effetto infestante dei migranti Ecco l’incipit di questa nota: la gramigna, la parietaria, i trifogli, invadono i...
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Miti napoletani di oggi.56 IL BUGNATO DEL GESU' NUOVO   di Sergio Zazzera   La storia della trasformazione del Palazzo Sanseverino nella chiesa del...
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 Andiamo a Teatro a cura di Marisa Pumpo Pica    Mutaverso Teatro Al Giullare "Nella gioia e nel dolore"   Al teatro “Il Giullare” (via Vernieri,...
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“L’UOMO NELLA STORIA”   Giovedì 14 dicembre 2017, alle ore 19,00 la ModartGallery di SABINALBANO, salita Vetriera, 15 Napoli, presenta la mostra...
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7 marzo. Il fascino dell’immaginario, ovvero la creatività   Creatività: anche su questo indaga la Scuola di Palo Alto, prima al mondo per le ricerche...
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OPERAZIONE SAN GENNARO   di Sergio Zazzera     Non è del film di Dino Risi che intendo occuparmi, bensì della recente vicenda del decreto del...
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Andiamo a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   “Two”, una coppia alle prese con dinamiche da bar Alla Sala Pasolini di Salerno nell’ambito della...
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GLI ESAMI DI MATURITA’*   di Luigi Rezzuti   Ormai siamo prossimi agli esami di maturità che inizieranno, con la prima prova, il 22 giugno e...
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In carcere per un ceffone: Mazze & panelle  fan figli belli

 

di Peppe Iannicelli

 

Un ceffone, mollato al figlio di sei anni, è costato un mese di carcere ad un papà della provincia di Arezzo. Il bambino non voleva esercitarsi nella lettura ed il genitore gli ha mollato un manrovescio. Lacrime del fanciullo e rabbia dell’ex moglie, che ha trascinato il coniuge in Tribunale. La condanna,  per abuso dei mezzi di correzione,  è stata sospesa dalla Corte, ma la decisione è clamorosa. Con tanti assassini, pedofili, delinquenti e truffatori che restano a piede libero, trovo indecente che i soldi pubblici debbano servire a pagare lo stipendio di investigatori e magistrati in una società che non ha niente di meglio da fare che occuparsi di una vicenda così banale ma allo stesso tempo così mediatica. Temo che il bambino colpito dallo schiaffo sia rimasto vittima, più che della sberla, della lite dei coniugi per la fine dell’unione matrimoniale. Mia madre usava la paletta della cucina per indurre me e mio fratello a più miti consigli. La maestra aveva sulla cattedra una legnosa bacchetta, che utilizzava per stimolare la recita a memoria di una poesia o delle tabelline. All’Oratorio Salesiano don Pierino puniva la bestemmia durante la partita di calcio con una sacrosanta “scametta”. Se mi fossi azzardato a lamentarmi dei metodi scolastici ed oratoriani avrei ricevuto da mamma un’altra dose di paletta. Mi chiedo come mai “tali criminali efferati” non siano mai stati perseguitati dalla Giustizia e puniti con severità. A volte un sonoro ceffone – che al massimo provoca qualche arrossamento delle gote per alcuni minuti – vale più di mille sermoni. Non si tratta di autorizzare la violenza proditoria ai danni del proprio sangue ma, quando ci vuole, ci vuole!!! Capita che i figli ti tirino gli schiaffi dalle mani ed una sberla può diventare un correttivo atto d’amore, del quale poi, una volta grandi, i pargoli ci saranno grati.

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