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 Chiudono le edicole dei giornali

 

di Luigi Rezzuti

 

In tutta Italia ben 13mila edicole hanno chiuso i battenti, un vero e proprio tsunami, che non ha risparmiato nessuno, dal nord al sud.

Quando cessa un’attività commerciale è sempre una cosa triste ma, quando l’attività che chiude i battenti è un edicola, la cosa assume un aspetto diverso: è una sconfitta per la cultura.

I problemi nascono soprattutto dall’affermarsi del digitale che ha conosciuto un vero e proprio boom mentre le vendite dei giornali cartacei crollavano.

La crisi nel settore è evidente, la tecnologia permette di leggere i giornali su internet.

Un lento declino, che non sembra destinato a cessare. A Napoli, l’ennesimo chiosco  chiude, nel giro di pochi giorni, in via Luca Giordano, oltre a quello di via Costantinopoli e a tanti altri ancora, al Vomero, come nel resto dlla città, dove sono sempre più numerose le serrande di edicole che si abbassano e che, poi, vengono imbrattate dagli scarabocchi dei writers.

Con la liberalizzazione della vendita dei giornali, gli edicolanti hanno subìto un altro duro colpo perché adesso i giornali sono distribuiti anche nei supermercati.

Quei pochi giornalai che ancora resistono sono quelli che si sono organizzati, vendendo altra merce, come prodotti per ufficio, attivandosi con  fax. fotocopiatrici, ricariche per cellulari. Ci si ingegna, insomma,  ma tutto questo non sempre basta.

Intervistata, Rossella Monni, rappresentante dello Snag dice: “La rinascita delle edicole dovrebbe passare attraverso una revisione totale del sistema, in sinergia con altri sindacati. Noi stiamo lavorando in questa direzione”

Intanto, però, in Italia muoiono cinque edicole al giorno.

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