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Miti napoletani di oggi.61 IL "DIVARIO TRA LE CLASSI SOCIALI"   di Sergio Zazzera     Mai come a Napoli si è fatto registrare in maniera tanto...
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Parlanno ‘e poesia 8   di Romano Rizzo   Gennaro Esposito Una delle più dibattute teorie sull’arte e la poesia è certo quella relativa al ruolo che...
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La Prima Edizione de “Il Presepe Vivente” a Boscotrecase (NA) nell’antica contrada Oratorio Una straordinaria occasione per conoscere vecchi mestieri e...
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I Paesaggi Culturali della Basilicata   Martedì 28 novembre 2017 ore 17.00, all’ASSOCIAZIONE LUCANA GIUSTINO FORTUNATO (PRESSO SUG - VIA CAPPELLA...
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Convegno dell’Hortus Magnus ai Canottieri di Salerno: “La natura nell’arte pittorica tra scienza ed etica”    Quest’anno il consueto appuntamento con...
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Progetto di marchio d’area “Valle di Suessola”   Entra nella fase operativa il progetto di marchio d’area “Valle di Suessola” promosso dall’Associazione...
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Parlanno ’e poesia 4 - Giovanni Boccacciari   di Romano Rizzo   Una fìgura di primo piano, nel panorama della poesia napoletana è stata, senza dubbio,...
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PER TOTO'     (Maggio 2017)
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LINO BANFI   di Luigi Rezzuti   Pasquale Zagaria, in arte Lino Banfi, nasce il 9 luglio del 1936 ad Andria, in provincia di Bari. A quindici anni...
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PREFAZIONE

 

di Fausto Marseglia

 

Quando la poetessa Caterina De Simone mi ha chiesto di scrivere due righe di presentazione per il suo libro di poesie mi sono sentito lusingato per la stima riservatami e, al tempo stesso, pervaso dalla gioia di poter descrivere le emozioni che riescono a dare i suoi versi.

Leggere le sue liriche significa calarsi in una realtà d’altri tempi, immergersi in un’atmosfera dorata, quasi approdare ad un’isola felice di un mondo incantato, sopravvissuto alle contaminazioni ed all’imbarbarimento dell’epoca contemporanea.

La poetessa De Simone ha la capacità di vedere con gli occhi di un bimbo le cose semplici e genuine, che danno sapore alla vita, e riesce a conservare questa straordinaria peculiarità a dispetto dell’imperversante materialismo e dell’inarrestabile degrado sociale.

Le suggestioni evocate dalle sue poesie sono immagini di mamme piene d’amore, di candidi bimbi intenti a giocare, di vetrine addobbate ad arte, di dolci abbandoni e di altrettanto dolci risvegli mattutini.

Non troviamo in lei l’ardore della passione o la forza esasperata del furore ma la dolcezza dell’animo nobile e delicato. Le sue poesie non hanno colori violenti ma sanno di tinte pastello.

In un mondo in cui tutto si muove a ritmi tanto veloci da travolgerci e non farci assaporare le gioie della vita, fermarsi un attimo per riscoprire e vivere le cose semplici ed autentiche e poterle apprezzare e gustare, significa quasi rinascere.

Il grande merito della De Simone sta proprio in questo. Con la dolcezza dei suoi versi riesce ad indicarci un’area di sosta nel viaggio furibondo della nostra esistenza. Ci fa “fermare”, ci fa stupire, ci fa rilassare, ci fa godere la semplicità, ci fa sognare la pace, ci indica l’alternativa alla corsa dissennata dell’uomo contemporaneo, abbacinato dall’arrivismo e dal protagonismo. Con lei si diventa bambini, capaci di vedere in positivo ogni cosa.

Virtù? Dono? Inventiva? Finzione? Affettazione? Niente di tutto questo! Solo la sua naturale anima di bambina, che è rimasta inalterata nel tempo e che riesce ancora a stupirsi di fronte alle bellezze del creato ed a cantarne le lodi.

Ed il lettore non può fare a meno di coinvolgersi in questo mondo e di provare le stesse emozioni che Caterina riesce a trasfondere nella poesia.

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