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Spigolature   di Luciano Scateni   La Cenerentola azzurra Non è la prima volta e temo che non sia l’ultima. La redazione sportiva di Repubblica deve...
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PRIMIZIE DI CALCIO MERCATO   di Luigi Rezzuti   Non è ancora terminato il campionato di calcio di Serie A, nè tanto meno siamo vicini alle date...
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La Germania necessitata   di Marisa Pumpo   Sinossi del libro La Germania necessaria Nel 2012 la Germania non si presentava più solo quale attore...
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SILVIO PERRELLA IN VIAGGIO NELLA LETTERATURA ITALIANA   Alla Feltrinelli di piazza dei Martiri, giovedì 9 giugno dalle ore 18, Silvio Perrella in...
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Miti napoletani di oggi.42 IL "RISANAMENTO" DI NAPOLI   di Sergio Zazzera   Si è soliti dire che non tutti i mali vengono per nuocere, benché...
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“Pagine” di Vincenzo Aulitto e Francesco Lucrezi     Mercoledì 13 dicembre 2017 alle ore 17 presso Movimento Aperto, via Duomo  290/c Napoli si...
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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica   Il successo dello scrittore   Il nuovo anno si apre sempre ricco di speranze, ma spesso anche sul filo...
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MOTOCICLETTE CON SIDECAR   di Luigi Rezzuti   Le origini della motocarrozzetta risalgono alla fine del XIX secolo, quando un ufficiale dell’esercito...
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PROGRAMMA dei CORSI dell'associazione 1virgola618   Eventi 2018 Percorso di riconoscimento di  ERBE spontanee sabato 3 marzo   ore 14-18con Alberto...
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LA D’OVIDIO NICOLARDI, SCUOLA DI PACE E DI CAMPIONI   di Annamaria Riccio     Un altro anno scolastico si è concluso all’insegna di interessanti...
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Spigolature

 

di Luciano Scateni

 

Diritti negati


Corrado Augias, prestigioso giornalista e scrittore non credente, coltiva l’interesse per la religione con puntuale attenzione e competenza. Augias, da anni, è anche titolare della rubrica “Lettere” del quotidiano la Repubblica, spazio di intelligente e saggio dialogo che propone spesso riflessioni acute su argomenti, a volte “scabrosi”. Nel giorno del Family day che raduna a Roma i sostenitori di un unico modello di famiglia, padre-madre-figli, un lettore, evidentemente critico su questo assunto, si chiede perché mai un cristiano dovrebbe opporsi alla legge che riconosce i diritti delle coppie di  omosessuali e alla possibilità che adottino uno o più figli. Per smontare il “dogma” della famiglia tradizionale, che anche il “rivoluzionario” Papa Francesco si affanna a ritenere il modello di convivenza uomo-donna voluto dal Padre Eterno, il lettore  ricorda che la religione cattolica attribuisce alla Madonna il concepimento di Gesù in condizione di verginità e il dato incontrovertibile di Giuseppe, che accetta di “adottare” un figlio non suo. La considerazione si può sovrapporre alla incomprensibile scelta divina di mettere al mondo Adamo ed Eva e nessun altro essere umano di sesso femminile. In pratica di autorizzare rapporti incestuosi tra Eva e i figli per la continuazione  della specie. I due “casi”, commenta Augias, mettono in discussione l’attendibilità delle sacre scritture. La Chiesa difende ogni contraddizione, esibendo il toccasana della fede. Da decifrare è il passo del gambero della Chiesa che, fino a un paio di anni fa, affrontava il tema dell’omosessualità delle coppie gay con aperture illuminate per il riconoscimento del diritto a sposarsi e ad adottare bambini. La retromarcia tende a coprire la pressione impropria, ma storica, dei partiti che si riconoscono nel fondamentalismo cattolico, inclusa la componente ex Dc, inglobata nel partito democratico?  In risposta all’assembramento romano del Family Day, favorito dal tour di millecinquecento pullman, organizzati da parrocchie e vescovati, si mobilitano gli hacker di Anonymous che svolgono,  via internet, la funzione di  censura antagonista e, dopo aver violato il sito degli oppositori della legge Cirinnà, lo hanno invaso con la scritta “Stop omophobia, love is love”. Si associa, a distanza, il colosso dell’Ikea con lo slogan “Un bacio. Per fare una famiglia non servono le istruzioni” 

(Nella foto Corrado Augias)

 

Dal comunismo alla destra omofoba e antieuropeista

E’ plausibile che alle spalle del successo elettorale della destra anti europeista della Polonia vi sia la lontana svolta moderata, che portò l’elettricista Lech Walesa a fondare e guidare il sindacato Solidarnoisc, sostenuto politicamente e finanziariamente dagli Stati Uniti,  interessati a introdurre un cuneo liberista e filo americano nel traballante impero sovietico. L’elezione dell’ex operaio alla guida del Paese ha preceduto la successiva sintonia con il papato e il netto distacco dalla grande madre Russia. Di più, è intervenuta  l’assegnazione  a Walesa del premio Nobel per la pace. Tutto in funzione dell’evasione definitiva dall’ideologia comunista e di un’indipendenza che ha anticipato l’affermazione plebiscitaria della destra. La scomparsa  progressiva della sinistra polacca è confermata dal recente esito elettorale: nessun partito di quell’area entra in Parlamento. Jaros Kaczynski, gemello del successore di Walesa, leader del partito ostile alla comunità europea e nemico giurato dell’emigrazione, ha vinto le elezioni con percentuali “bulgare” e indicato (con riserva, perché potrebbe optare per un suo incarico) in Beata Szydlo la futura premier, che potrà governare senza bisogno di stringere alleanze. Il successo di xenofobi e indipendentisti dall’eurozona apre scenari preoccupanti - per esempio quello di una probabile emulazione della chiusura ungherese all’esodo dei migranti decisa da Orban - e si pone all’ attenzione preoccupata di Bruxelles. A rischio, pensano i progressisti polacchi, è la stessa democrazia e lo conferma il direttore dell’  autorevole quotidiano Gazeta Wyborcza.  La comunità europea è sul chi vive e osserva, con legittimo timore, la tendenza a inseguire nazionalismi, gli episodi di secessione che in poco tempo si sono affermati in Catalogna e in Svizzera, ora in Polonia. Sullo sfondo c’è poi la riflessione amara su Paesi, appunto, come la Polonia, che ricevono aiuti finanziari (anche italiani) e subito dopo si defilano dall’appartenenza al blocco politico che li ha sostenuti per aiutare l’uscita da crisi profonde e serie difficoltà di crescita.  

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