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SPIGOLATURE   di Luciano Scateni   Olimpiadi: vengo anch’io? No, tu no Il tormentone “olimpiadi sì, olimpiadi no” incrocia uno snodo eclatante.. La...
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La tarantina - L’ultimo femminiello   di Luigi Rezzuti   Fu cacciato di casa all’età di nove anni e la sua unica scuola fu il marciapiede. Per le...
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La morte di G.B. Vico fra corsi e ricorsi   di Antonio La Gala   Giambattista Vico, oltre alle lezioni di storia alta, con le sue opere, ci ha...
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IO, ROBINSON CRUSOE’   di Luigi Rezzuti   Il naufrago più famoso di tutti i tempi è senza dubbio Robinson Crusoè, che fece naufragio con una nave...
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BABBO NATALE   di Luigi Rezzuti   Era una notte fredda, una notte fredda e buia. Gigetto era accoccolato sul davanzale della finestra ad osservare...
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Il mercato calcistico del Napoli per gennaio   di Luigi Rezzuti   Il mercato calcistico di gennaio, chiamato anche mercato di riparazione,  si è...
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SARRI ALLA JUVE   di Luigi Rezzuti   Quest’estate, oltre alle consuete incognite del  calciomercato, ci sono state anche dell novità per alcune...
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IL CAMPIONATO DEL NAPOLI   dI Luigi Rezzuti   Del tradimento di Gonzalo Higuain, che ha preferito passare alla Juve, la più acerrima nemica del Napoli...
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CHAMPIONS  LEAGUE “Le vie del Signore sono infinite”   di Luigi Rezzuti   Il Napoli guidato da Sarri è giudicato la migliore squadra che esprime...
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Luca Postiglione. La vita come un sogno dorato   di Antonio La Gala   Luca Postiglione (1876-1936) fu un artista - pittore e poeta - attivo nei...
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COMPRO ORO - IL MORSO DELLA CRISI ECONOMICA

 

di Peppe Iannicelli

 

Si moltiplicano i negozi di compravendita dell’oro. Spuntano come funghi tanto nelle piazze principali quanto nelle strade di periferia. E non è un buon segno, con tutto il rispetto per questo tipo di attività commerciale. Anche a Napoli  ed in numerosi centri della provincia, tali esercizi sono in crescita esponenziale mentre chiudono le saracinesche di altre attività. E’ un pessimo segno perché significa che la crisi economica morde sempre di più le famiglie, costringendole a privarsi dei gioielli per poter sovvenire alle esigenze quotidiane: la retta universitaria dei figli, il mutuo di casa, la riparazione di una caldaia o di un’autovettura. La pubblicità è accattivante. I commercianti promettono riservatezza e discrezione e s’impegnano a fondere il prezioso metallo con il quale sono fatti anelli, braccialetti ed orecchini. Certo non bisogna legarsi troppo ai beni della Terra ma è molto triste che il bisogno impellente costringa le famiglie a vendere dei gioielli che spesso non hanno un grande valore economico ma una straordinaria importanza sentimentale ed affettiva. Si vendono i “laccettini”, ricevuti in dono per il battesimo, i gemelli, regalati dagli zii il giorno della laurea, l’anello, che ha suggellato il primo anniversario di matrimonio. Di solito questi gioielli non sono indossati e – suggeriscono i rivenditori – piuttosto che chiuderli in un cassetto meglio farli fruttare in qualche modo. E tuttavia questi gioielli rappresentano un pezzo della nostra storia e provo molta tristezza nel vedere la massaia che srotola il fazzoletto per consegnare le sue gioie alla bilancia. L’ago si muove di pochi millimetri e poche decine di euro finiranno nella borsa della spesa. Questi soldi voleranno via in un attimo e con quelle poche banconote voleranno via  anche tanti ricordi meravigliosi. Quasi come se nella fornace, oltre a fondere oro ed argento, venissero bruciate le nostre radici e la nostra storia.

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