NEWS

“Voi mi odiate e io per dispetto vi amo tutti”   Lunedì, 14 marzo, alle ore 18.00, presso la libreria IOCISTO’, in via Cimarosa, 20 (Piazza Fuga),...
continua...
LA DIFFICILE VIA DI PAPA BERGOGLIO   di Luigi   Alviggi   Jorge Mario Bergoglio, nato nel 1936, argentino di Buenos Aires, dal 13 marzo 2013 è il...
continua...
Georges Bataille. Vita, personalità e formazione culturale   di Gabriella Pagnotta   Georges Bataille nasce a Billom nel Puy–de–Dôme il 10 settembre...
continua...
Spigolature   di Luciano Scateni   Odio -Amore e nel mezzo Trump Non è vero che l’incredibile Trump rischi il linciaggio politico globalizzato, ma  i...
continua...
L’IMBUSTATO   di Luigi Rezzuti   Fin da ragazzo Ernesto aveva sempre sofferto con dolori alla schiena e tutti gli dicevano che ciò era dovuto ad un...
continua...
La Vesuviana di Domenico Rea   di Antonio La Gala   Domenico Rea era un frequentatore della Circumvesuviana e nelle sue opere ci ha lasciato alcune...
continua...
EDICOLE VOTIVE DI NAPOLI   di Luigi Rezzuti   Passeggiando per le strade di Napoli, è possibile contare un vasto numero di “altarini”. Le edicole...
continua...
BREVE TRATTATO SUL LECCHINO     Biblio-mediateca  ETHOS e NOMOS - Via Bernini 50 (scala B) – Napoli. Presentazione del libro di Antimo  Cesaro, BREVE...
continua...
TEMPO SOSPESO - Mostra personale di Guglielmo Longobardo a cura di Gaspare Natale   Una pittura viscerale e rigorosa insieme, alla costante ricerca di...
continua...
“SPUTAZZE” E “LIR’ÂRGIENTO”   di Sergio Zazzera   Per la seconda volta, la cittadina di Ercolano ha perso l’occasione di essere proclamata “Capitale...
continua...

La  Famiglia

 

di Mariacarla Rubinacci

 

 L’argomento del giorno: la famiglia. Intorno al tema ruotano affannosamente i diritti, i doveri, gli stereotipi, le attese, i dibattiti, gli articoli sulla carta stampata, le espressioni di opinionisti, ospiti in televisione ed infine i veti e i voti parlamentari.

Un caos di parole, un impegno di confronti da cui si tenta di far scaturire il concetto di “famiglia perfetta”. Già, perfetta!

Ma cosa significa “perfetta”, cosa lo denota specificamente, quale contenuto  si vuol evidenziare attraverso questo aggettivo?

Proviamo anche noi a dibattere…

Oggi, nel terzo millennio, sono finalmente balzati all’interesse delle  cronache il concetto e l’esistenza dell’assortimento della coppia su cui si basa  la famiglia.

Lei/lui, lei/lei, lui/lui. Unioni civili in ogni senso.

Sono queste le variabili che di per sé non determinano niente. Due persone si accoppiano, stanno insieme, si amano, si sostengono, si stimano e si rispettano.

E allora dove sta la perfezione? Dove prende corpo il concetto che qualifica perfetta una famiglia. Stare insieme, secondo i canoni dell’amore, del sostegno, del rispetto, già delinea una famiglia.

Ma forse la famiglia perfetta non esiste, è un paravento che serve unicamente a nascondere sotto la sabbia i tradimenti, la scarsa cura dei figli, l’egoismo, che porta alle separazioni, la recita di essere perfetti quando negli armadi sono nascosti tanti scheletri.

Allora forse esiste la coppia perfetta, quella che si affanna di essere serena, magari felice, che si nutre d’amore e dove i componenti si interscambiano le proprie attenzioni ed infine si vedono proiettati a rispecchiarsi nei figli.

Ecco il punto dolente di tutta la ricerca della perfezione: avere figli.

Un papà e una mamma, due mamme, due papà, la ricerca angosciante perchè accompagnata a volte dal giro dei medici per problemi di sterilità, la fecondazione surrogata dalla donazione di un seme estraneo (quasi un adulterio, mascherato di legalità), la commissione ad una donna che affitta il proprio grembo per procreare un figlio come se fosse un lavoro, senza giudicarla, perché è alla pari di una semplice provetta di laboratorio. Tutto per sentirsi “famiglia”.

Perfetta? mai.   Felice? Forse.  Riconosciuta? Oggi sì, malgrado le diverse tipologie.

Concludendo, famiglia vuol dire prima di tutto stare insieme. Avere figli è poi un coronamento ad aspettative affettive, ma mai un diritto. Al contrario è un dovere, qualora si cercassero,  amarli e crescerli nel giusto, rispettando i loro diritti,

Sì, i loro diritti di essere riconosciuti come persone, venute al mondo solo e unicamente per opera degli adulti.

(Marzo 2016)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen