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Convegno dell’Hortus Magnus ai Canottieri di Salerno: “La natura nell’arte pittorica tra scienza ed etica”    Quest’anno il consueto appuntamento con...
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Spigolature   di Luciano Scateni   Spetta a Greta il Nobel per l’ambiente È noto soprattutto a chi teme per il futuro della Terra, messo in forse...
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CHAMPIONS LEAGUE 2018 - 2019   di Luigi Rezzuti   Poteva mai capitare,, una volta tanto, un girone meno impegnativo per la squadra del Napoli di...
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CHAMPIONS LEAGUE - OTTAVI DI FINALE   di Luigi Rezzuti     Martedì 7 marzo 2017, ore 20,45, rullo di tamburi, lo spettacolo ha inizio. Bambini,...
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MUTAVERSO TEATRO   Lunedì 26 novembre 2018, alle ore 11,00, nella Sala del Gonfalone del Comune di Salerno, si terrà la conferenza stampa di...
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Il CAM, il museo anticamorra, dedica una sala a Roberto Saviano a cura di Antonio Manfredi   Nei giorni scorsi, si è svolta, presso il CAM, la...
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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica Fra detti e dirette   Un giorno festivo, dopo pranzo, ore 15, accendo il televisore e su Rai 3 si trasmette...
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Cambiare oggi il futuro   di Mariacarla Rubinacci   Il compagno della vita non c’è più. Nulla sarà come prima. Devo affrontare il futuro. Devo...
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SETE, di Amélie Nothomb   di Luigi Alviggi     Sorprendente e geniale l’idea fulcro dell’ultimo romanzo della Nothomb: passare la notte prima del...
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La luce del mito   di Gabriella Pagnotta   I recenti avvenimenti, accaduti a Bardonecchia e a Mentone, hanno diviso l’opinione pubblica e hanno...
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Cécile Kyenge, nuovo ministro per l’integrazione

 

di Luciano Scateni

 

E’ insorta la lega: tra i ventuno nuovi ministri c’è anche Cécile Kyenge, originaria del Congo, che Letta ha nominato all’inedito dicastero per l’integrazione. A che gioco giochiamo? - ha chiesto Maroni al presidente del consiglio - e la domanda ha un corollario nella considerazione leghista che meritano attenzione gli Italiani molto prima degli immigrati. La scelta di Letta ha origine in alcune riflessioni sulla grande questione della presenza in Italia, come nel resto d’Europa, di cittadini del mondo che lasciano la loro terra per due motivi fondamentali: sottrarsi a regimi dittatoriali repressivi e cercare lavoro. La condizione di rifugiati è riconosciuta nel nostro Paese, anche se con molte difficoltà burocratiche e logistiche. L’utilizzo di immigrati nelle fabbriche e in altri settori, come il lavoro in agricoltura, è da tempo condizione imprescindibile per la competizione nella produttività. C’è poi il tema attualissimo del riconoscimento della nazionalità italiana ai figli degli immigrati, nati nel nostro Paese. La multi etnicità è un fenomeno globale che in alcuni Paesi del mondo dà luogo senza traumi all’integrazione e riconosce il diritto universale alla mobilità internazionale, ma in Italia trova resistenze e opposizioni nella destra e nel razzismo latente della Lega Nord. L’ingresso, nell’esecutivo guidato da Letta, di Cécile Kyenge segnala finalmente l’attenzione del governo per una questione complessa che finora è rimasta in ombra e sovrastata da una legge iniqua. Tra i punti qualificanti del governo Letta meritano particolare rilievo il ringiovanimento anagrafico dei ministri, la presenza finalmente significativa di donne e l’attribuzione di dicasteri a personalità di riconosciuta competenza. Un esempio per tutti è l’incarico a Saccomanni del ministero per l’economia, alla Carrozza dell’istruzione, a Josefa Idem delle pari opportunità e dello sport, a Giovannini del lavoro, alla Bonino degli Esteri e dell’integrazione alla Kyenge. La censura della Lega alla nomina di quest’ultima segnala un assurdo sciovinismo e insieme una stridente contraddizione dal momento che il sindaco leghista di Viggiù è Sandy Cane, figlia di un afro americano dalla pelle tutt’altro che bianca. In termini generali è evidente che anche l’Italia dovrà confrontarsi sempre di più e meglio con la promiscuità e l’integrazione poichè tra non molto saranno centinaia di migliaia i figli di immigrati, nati  e cresciuti nel nostro Paese. Dal Pdl altre stridule contestazioni al ministro Kyenge e, una su tutte, quella di una deputata che, con becera ironia, chiede al ministro se intende proporre un altro decreto legge sulla poligamia che vige nel suo paese d’origine. Cécile Kyenge non ha mai affermato di condividere la barbarie dei matrimoni plurimi, consentiti agli uomini del Congo. Ne ha parlato solo per spiegare, a chi le chiedeva il perché di trentotto tra fratelli e sorelle, che sono figli di diverse mogli del padre. C’è ben altro in casa Pdl e lo testimonia la marcia indietro a cui è stato costretto il governo Letta per il caso del deputato Biancofiore, nominato sottosegretario alle pari opportunità e trasferito ad altro incarico per aver dileggiato gli omosessuali. C’è poi l’ultima boutade di Berlusconi e della sua autocandidatura, bocciata dal Pd,  alla presidenza della Convenzione per le riforme istituzionali. “Avevo scherzato” ha detto il Cavaliere e la domanda è se si può scherzare su una questione così seria.

    

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