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Dario Rezzuti, un pittore schivo e solitario   Dario Rezzuti è naro a Napoli nel 1957. Vive e lavora a Tito (PZ). Discende da una famiglia di artisti....
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Premio Albatros 2016: “La Famiglia ”   Sabato 16 aprile, alle ore 10.30, in Napoli, via Mezzocannone, nella Basilica di San Giovanni Maggiore, si...
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Villa Regina al Vomero    di Antonio La Gala   Le residenze, che in età vicereale cominciarono ad insediarsi sulla collina vomerese, si...
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IL MIRACOLO DI SAN GENNARO di Henry Weedall   di Luigi Alviggi   Maurizio de Giovanni, prefatore, sottolinea la differenza tra sentimento religioso...
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BUON COMPLEANNO, TOTO’   di  Luigi Rezzuti   Antonio De Curtis, per tutti  Totò, il “principe della risata”, destinato a riempire i teatri e le sale...
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Miti napoletani di oggi.70 LE “PARENTI DI SAN GENNARO”   di Sergio Zazzera   Per “totem” – giova ribadirlo – s’intende l’animale, la pianta o...
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IL MUGNAIO   di Luigi Rezzuti   Due fratelli, due scugnizzi napoletani, di quelli D.O.C., si erano trasferiti, insieme alle loro famiglie, in un...
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SARRI ALLA JUVE   di Luigi Rezzuti   Quest’estate, oltre alle consuete incognite del  calciomercato, ci sono state anche dell novità per alcune...
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Cambiare oggi il futuro   di Mariacarla Rubinacci   Il compagno della vita non c’è più. Nulla sarà come prima. Devo affrontare il futuro. Devo...
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LA JUVE VINCE LO SCUDETTO

IL NAPOLI VINCE LO SCUDETTO DELL’ONESTA’

 

di Luigi Rezzuti

 


Pensavamo che calciopoli fosse davvero finita, invece sotto sotto continuava   indisturbato e nessuno sembrava accorgersene.

I primi segnali: qualcosa non stava andando secondo i piani prestabiliti.

Il Napoli iniziava a dare fastidio e preoccupazione, non era gradito il fiato sul collo ai giocatori della Juve.

E pensare che l’avevano voluto proprio loro, quelli che comandano, che le cose andassero in un certo modo stilando il calendario 2015 – 2016, che faceva giocare il Napoli sempre dopo la Juve e per giunta in orari scomodi  (vedi la domenica alle 12,30), ma avevano sbagliato tutto, avevano sottovalutato lo strepitoso campionato del Napoli e allora ecco una sfilza di errori arbitrali, guarda caso, tutti a favore della Juve.

Nessuno sospettava che gli arbitri volessero avvantaggiare la Juve, sembravano tutti errori commessi in buona fede ed invece scoppiava lo “scandalo”.

Bisognava a tutti i costi fermare il Napoli, bisognava fermare Higuain il capocannoniere del campionato, ed ecco la “vergogna” felicemente premeditata e favorevolmente accolta da chi muove i fili di un calcio malato. I fili della Juve chi li tocca muore...

La vicenda è nota: durante la partita Udinese-Napoli l’arbitro Irrati espelleva Huguain, ammoniva l’allenatore Sarri, Mertens e Koulibaly.

Quattro giornate di squalifica ad Higuain, una a Sarri, Mettens e Koulibaly  per proteste nei confronti dell’arbitro ( proteste più che giuste).

Il Napoli, ritenendo più che ingiusta la squalifica presentava subito  il ricorso tramite l’avvocato della società Calcio Napoli,  la squalifica  è stata ridotta di una sola giornata, deludendo le aspettative di quanti pensavano ad una riduzione di due giornate.

Durante tutto il campionato le magagne, le prepotenze, le arroganze dei giocatori della Juve nei confronti dell’arbitro non venivano mai sanzionate, non venivano mai viste e addirittura la testata di Bonucci (giocatore della Juve) nei confronti dell’arbitro Rizzoli veniva totalmente ignorata nonostante le immagini televisive, in contrasto con Rizzoli, che dichiarava che il giocatore non gli aveva mai dato alcuna testata ed aggiungeva : “Sono stato io a spingerlo per allontanarlo dal giudice sportivo”.

A tutto questo si aggiunga lo “scandalo” della fuga di notizie anticipate dalla “Gazzetta dello Sport”, che pubblicava la sentenza nei confronti di Higuain prima ancora che venisse decisa dal giudice sportivo sig. Tosel.

E’ stato tutto pazzesco, assurdo. Immaginate un pregiudicato che viene a conoscenza della sua condanna prima ancora di recarsi in tribunale per ascoltare il verdetto del giudice.

Che vergogna! Ma nessuno si mortificava più di tanto. L’importante era vincere lo scudetto e così  il Napoli subiva un duro colpo, pur vantando il minor numero di ammonizioni, a conferma di una correttezza assoluta in campo e nei confronti della classe arbitrale, mentre le aggressioni dei giocatori della Juve che accerchiavano gli arbitri con insulti e minacce non venivano mai sanzionate.

La chiamano “Sudditanza psicologica” o combine?.

Quali sanzioni venivano prese contro il sig. Tosel, che contravveniva alle regole del codice di giustizia sportiva? Niente, nemmeno le dimissioni, mentre si respingeva il ricorso contro la squalifica di Sarri.

Bravi, complimenti, adesso festeggiate, avete vinto lo scudetto, ma con quale soddisfazione sapendo dei favori ricevuti?. Il Napoli, invece, ha vinto sicuramente lo scudetto della correttezza e dell’onestà, che vale senz’altro molto di più, lottando fino all’ultimo minuto di gioco e contro chi lo voleva al terzo posto in classifica.

(Maggio 2016)

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