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Luca Postiglione. La vita come un sogno dorato   di Antonio La Gala   Luca Postiglione (1876-1936) fu un artista - pittore e poeta - attivo nei...
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BOCCA   DI   PIETRA, di   Maria  Cristina  Alfieri   di Luigi Alviggi   Opera d’esordio nel campo letterario dell’Autrice (Milano, 1968) -...
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Nuovo Scempio. Quando lo sport diventa crimine   di Gabriella Pagnotta   Lo scontro avviene prima che i giocatori inizino a “giocare”: un uomo...
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Spigolature   di Luciano Scateni   Diritti negati Corrado Augias, prestigioso giornalista e scrittore non credente, coltiva l’interesse per la...
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 Le biblioteche napoletane   di Antonio La Gala     Per capire come e quando le attuali biblioteche napoletane sono sorte non si può prescindere...
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Gianfranco PECCHINENDA, Come se niente fosse   di Luigi Alviggi   Undici racconti aprono lo sguardo su una serie di scenari ove le differenze tra...
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Associazione lucana “Giustino Fortunato” - Incontro con l’autore e reading   Segnaliamo la presentazione del libro di Antonio Giambersio, Odissea....
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Parlanno ‘e poesia 8   di Romano Rizzo   Gennaro Esposito Una delle più dibattute teorie sull’arte e la poesia è certo quella relativa al ruolo che...
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A nord del crepuscolo orientale   Mercoledì, 9 Marzo 2016, alle ore 17 presso l’Istituto italiano per gli studi filosofici, Palazzo Serra di Cassano,...
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PREMIO CONCETTA BARRA - ISOLA DI PROCIDA -TERZA EDIZIONE   A settembre 2016 si è tenuta la terza edizione del “Premio Concetta Barra – Isola di...
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 SPIGOLATURE

 

di Luciano Scateni

 

I “no” degli omofobi

 

Il becero ribellismo della Lega Nord carica Salvini di odio sociale e non ci vuole il parere di un politologo per capire su quale presupposto nasca e si espanda l’“imperativo categorico”, di mussoliniana memoria, di strizzare l’occhio destro  alla parte più retrograda, bigotta e fascistoide degli Italiani. Per fortuna le sue “sparate” sono compensate dall’Italia progressista, antifascista  e socialmente evoluta.

Unioni civili: il Paese volta pagina e prende atto della realtà che, venuta allo scoperto per il coraggio di uomini e donne omosessuali, ha messo la società di fronte all’ipocrisia di conoscere il fenomeno ma di seppellirlo di emarginazione. Salvini non perde l’occasione e, in pieno raptus disfattista, commette l’ennesima idiozia politica, supponendo che gli valga consenso e voti dei cattolici fondamentalisti, della Chiesa che ancora una volta si ingerisce nelle questioni politiche di chi l’ospita, di omofobi e fascisti di Forza Nuova, Casa Pound.  Il rozzo leghista azzarda un proclama a beneficio di eventuali sindaci della Padania e, con tono perentorio, impone loro di non celebrare matrimoni di coppie gay. Nel delirio del contrasto a qualunque atto di governo, a prescindere dal che e  dal come, Salvini finge di non sapere che  i sindaci, di sinistra, centro o destra, sono obbligati a rispettare ogni legge dello Stato e la balla di dichiararsi obiettori di coscienza può suggestionare solo la quota ignorante del suo elettorato. Gli ha fatto immediatamente eco tale Bitonci, sindaco di Padova: “Non celebrerò i matrimoni gay”. Prima di lui lo ha dichiarato un altro genio della politica, il signor Alfio Marchini, che corre per il governo di Roma per scelta di Forza Italia, La Destra e Ncd.  Parentesi: come si conciliano l’alleanza di governo con il Pd del Nuovo Centro Democratico e il consorzio per le amministrative di Alfano con  la destra? Il Fatto Quotidiano, a margine degli articoli, pubblica i commenti dei lettori ed ecco di seguito alcune opinioni: “Salvini e i sindaci che la pensano come lui, possono trasferirsi in Arabia o in Nigeria o in Congo ( anzi lì no, perché ci sono i diamanti e poi finisce che si cacciano in qualche guaio serio. Da quelle parti non scherzano...)”. Lì, leggi come quelle della Cirinnà sarebbero impossibili. Caricasse tutti su una zattera e se ne andassero tutti da quelle parti”. “Ma Salvini, paladino della sacralità del matrimoni tradizionale, non è divorziato?” “Se i sindaci della lega disobbediscono alle leggi italiane devono disobbedire anche allo stipendio”. “Qualcuno spieghi a Salvini e cavernicoli simili, che il medioevo è passato da tempo...E comunque fa specie vedere un divorziato e concubino come il felpato padano, ergersi a difensore della fantomatica famiglia tradizionale e fa specie pure sentire un leader di partito e parlamentare europeo, invitare dei sindaci a non rispettare una legge…”

 

Neapolitan creativity

 

Ma i Napoletani sono davvero affetti da esplosività creativa, velocità di mente, aneliti da primato multidisciplinare, perché pervasi di stimoli  che il magma ribollente della loro terra trasmette generosamente alla superficie? Indagando le cronache di fine Ottocento e primi del secolo successivo, si metterebbe un sì tondo tondo, nella casella delle risposte. Con ampio passo del gambero, la memoria consegna una lunga lista di record, a partire dalla metà del Cinquecento, allorché fu costruito l’ospedale degli Incurabili, primo esempio al mondo di struttura sanitaria moderna.  L’elenco dei primati, lungo un centinaio di titoli, esalta l’intraprendenza culturale, scientifica, artistica  della Napoli del tempo che fu e include tutto lo scibile umano. L’eredità di quell’epoca, nei secoli successivi al fertile Ottocento, è stata colpevolmente raccolta solo per sporadici, episodici eventi, specialmente nella seconda metà del Novecento, quasi che la quiete temporanea del sottosuolo abbia messo in stand by i suoi influssi energizzanti. Con eccezioni, s’intende. Una, dell’ultima ora, ha nome e cognome. Emanuela Rusciano, scuola media Marco Polo di Calvizzano, hinterland di Napoli, terza, dunque bronzo, nella prestigiosa competizione mondiale di matematica “American math”, che ha visto la partecipazione di piccoli geni di tutto il pianeta. La giovanissima campionessa affianca, in buona compagnia, la folta schiera di eccelsi Napoletani d’epoca e del nostro tempo che, solo per citare un campo della creatività, enumera il pool di registi geograficamente più numeroso nel panorama italiano.   Nomi? Francesco Rosi, Paolo Sorrentino, Gabriele Salvatores, Massimo Troisi, Mario Martone, Pappi Corsicato, Antonietta De Lillo, Antonio Capuano, Pasquale Squitieri, Vincenzo Salemme, Alessandro Siani. 

 (Giugno 2016)

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