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LABORATORIO PUBBLICO DI POESIA   Mercoledì 1 febbraio 2017 presso la libreria L’Altracittà di Roma, via Pavia, 106 inizio ore 18:00 - termine ore...
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Andiamo a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   In uno dei nostri precedenti trafiletti, ci eravamo ripromessi, parlando delle iniziative di...
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Andiamo a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   Esilio II Stagione Mutaverso Teatro   Venerdì, 17 marzo, all’Auditorium del Centro Sociale di...
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A Cetara lo spettacolo “A Christmas Carol”   di Claudia Bonasi   A Cetara un cartellone di Natale all’insegna della tradizione, destinato a tutte le...
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CALCIO MERCATO INVERNALE   di Luigi Rezzuti     Il  nuovo anno è iniziato e la Serie A  si appresta a ripartire dopo la lunga sosta natalizia....
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Donne e Madonne   Al via la quarta edizione della Mostra Concorso "Mare Mota", che avrà per oggetto il tema intrigante "Donne e Madonne" e si terrà...
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TORNEO DI BOCCE AL LIDO CELESTE DI GIANOLA   Presso il Lido Celeste di Formia località Gianola si è svolto sabato 26 e domenica 27 agosto un...
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GIUSEPPE ANTONELLO LEONE   Giuseppe Antonello Leone, pittore scultore ceramista e poeta, è nato il 6 luglio 1917 a Pratola Serra ed è morto a Napoli...
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Associazione lucana “Giustino Fortunato” - Incontro con l’autore e reading   Segnaliamo la presentazione del libro di Antonio Giambersio, Odissea....
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L’intramontabile fascino della dieta mediterranea   di Laura Coluccio *   Maggio e giugno, antichi nemici della tavola e grandi amici di diete e...
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Miti napoletani di oggi.45

LA “NASCITA” DELLA CAMORRA

 

di Sergio Zazzera

 

I Romani erano specialisti abilissimi nel confezionamento di “miti di fondazione”: per conferire, infatti, autorità a tradizioni – ma anche a norme giuridiche –, non esitavano a inventarsi storielle, che narravano un preteso primo episodio di quella tradizione o di quella norma. Penso, innanzitutto, all’esempio più noto, quello, cioè, di Romolo e Remo; penso, però, anche a Ispala Fecennia, la meretrice di condizione libertina che, secondo il racconto di Tito Livio, avrebbe “inaugurato” il divorzio, servendosene per prima, nei confronti del coniuge Publio Ebuzio, ma che, in realtà, risulta non essere mai esistita.

Ebbene, anche oggi può accadere d’imbattersi in “miti di fondazione”, proprio com’è accaduto a me, nell’affrontare la lettura di Napoli 1343, saggio di Amedeo Feniello (Milano 2015), nel quale la corretta esposizione delle fonti – attestanti l’episodio, avvenuto nel novembre del 1343, del saccheggio di una nave da carico ligure da parte di una squadraccia di napoletani, sotto la guida di un manipolo di nobili – è seguita da un’interpretazione, tendente a forzare quell’avvenimento nello schema del gesto camorristico, per individuare in esso il momento della nascita dell’odierna criminalità organizzata.

La “storia per tesi”, dunque, che aveva connotato finora ambienti ultrapoliticizzati (sia di destra, che di sinistra), sembra avere contagiato anche studiosi che, almeno a quanto se ne sa, sarebbero, per tal verso, assolutamente indipendenti, al punto che la storia (cioè il “linguaggio vero”) finisce per cedere il posto al mito (cioè al “linguaggio falso”).

(Giugno 2016)

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