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La Germania necessitata   di Marisa Pumpo   Sinossi del libro La Germania necessaria Nel 2012 la Germania non si presentava più solo quale attore...
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L’IMBUSTATO   di Luigi Rezzuti   Fin da ragazzo Ernesto aveva sempre sofferto con dolori alla schiena e tutti gli dicevano che ciò era dovuto ad un...
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AL PAN DI NAPOLI LE “OMBRE” DI ARMANDO DE STEFANO   Dal 19 maggio al 25 giugno, una mostra curata da Mimma Sardella. Armando De Stefano omaggia Jorge...
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“Quello che vedo”, la webserie sull’autismo di Maurizio Casagrande, in giro per le scuole   di Marisa Pumpo Pica   La webserie “Quello che vedo”,...
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Il Liceo Umberto   di Antonio La Gala   Il primo liceo istituito a Napoli, subito dopo l’Unità d’Italia, fu il Vittorio Emanuele II, ad indirizzo...
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MOSTRA  “PARADISO E RITORNO”  DI CLARA REZZUTI AL PAN DAL 4 AL 21 MAGGIO 2017   Giovedì 4 maggio nel Loft del Pan (Palazzo delle Arti di Napoli) alle...
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Caccia al tesoro   di Luigi Rezzuti   A chi non è mai capitato di non ricordare dove si è conservato un oggetto a cui si è particolarmente...
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Il mercato calcistico del Napoli per gennaio   di Luigi Rezzuti   Il mercato calcistico di gennaio, chiamato anche mercato di riparazione,  si è...
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Maggio dei monumenti   di Luigi Rezzuti   Il maggio dei monumenti 2016 è iniziato e terminerà a metà giugno. La 24° edizione è incentrata sulle...
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Gli studenti ignoranti   di Annamaria Riccio   Una lettera, firmata da 600 docenti universitari e indirizzata al governo, ha suscitato non poco...
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SPIGOLATURE

 

di Luciano Scateni

 

Olimpiadi: vengo anch’io? No, tu no

Il tormentone “olimpiadi sì, olimpiadi no” incrocia uno snodo eclatante.. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, sotto tutela del binomio Grillo- Casaleggio, è costretta a uno sgarbo istituzionale da sottocultura dei rapporti. Indotta al no perentorio alla candidatura della capitale per i  giochi del 2024, sfugge con vigliaccheria o, quanto meno, per incapacità dialettica, al confronto con il Coni, nella persona di Malagò. Lo fa con la spocchia dei protervi: all’ora dell’incontro finisce con calma “olimpica” il pranzo al ristorante e diserta il rendez-vous, lasciando i rappresentanti del Coni, fuori della sua stanza per trentacinque minuti. Infuriato per l’affronto, Malagò convoca d’urgenza una conferenza stampa e sputtana (sorry, non trovo un termine più lieve) la Raggi chiamandola bugiarda, confutando, con dati di fatto, le obiezioni grilline alla candidatura, elencando i danni materiali e di immagine conseguenti alla rinuncia. La controprova degli argomenti a favore di Roma olimpica, arrivano come fulmini  a ciel sereno dai Paesi che ambiscono a contendere la candidatura dell’Italia e che riceveranno, i cinque miliardi previsti dal Comitato Olimpico, oltre a godere del ritorno di immagine goduto dal Brasile, ultima sede dei giochi. Le voci di dissenso avverso la decisione dei 5 Stelle  sono molte e sostenute da argomenti convincenti. Tra tante  l’intero mondo del calcio, gli atleti che hanno appena partecipato ai Giochi di Rio, il mitico Livio Berruti, i vincitori di medaglie delle para olimpiadi, il romano de Roma Totti e perfino Paolo Berdini, assessore all’urbanistica della giunta Raggi a favore dei Giochi, ma anche gli industriali, i partiti. Malagò non risparmia sarcasmo al vetriolo. Accusa la sindaca d i averutilizzato il testo della mozione sul ritiro di Roma con il più classico copia­-incolla da Wikipedia. Un rivale in meno commenta Los Angeles e Parigi non è meno entusiasta. Loro puntano sulle Olimpiadi per dar lustro e fama alle rispettive città, oltre quella di cui sono già accreditate. Dalle nostre parti, per dirla con linguaggio colorito, la frittata è fatta.

 

America violenta

Charlotte, North Carolina, Stati Uniti d’America. Solo lì una tragica sequenza di sei omicidi commessi dalla polizia, vittime afroamericani. Ma episodi analoghi a New York, Ferguson, in Florida. L’ultimo episodio racconta dell’uccisione di un nero di 43 anni, Keith Lamont Scott: a Charlotte gli  ha sparato un poliziotto, anche lui nero,  in un edificio dove gli agenti cercavano un latitante. Scott era disarmato, dichiarano alcuni testimoni, la polizia dice il contrario ma dopo un lasso di tempo eccessivo, sospetto. Immediate e volente le proteste. Il sindaco di Charlotte  ha promesso che ci sarà un’inchiesta che i contestatori giudicano una promessa, un contentino di  facciata che non avrà nessun esito concreto, come molte altre. Scontata la strumentalizzazione del razzista Trump che non lascia andare nulla gli faccia gioco nella corsa alla Casa Bianca.

 

Viva la Rai

L’ho pensato e detto subito: quale stima riconosce la Rai ai millesettecento giornalisti delle diverse testate? Con quale convincente motivazione ha assunto Semprini, giornalista Sky, pur bravo, in sostituzione del destituito Massimo Giannini (scomodo conduttore di Ballarò)? Non sono mancate le contestazioni al vertice dell’azienda (Dall’Orto, Maggioni) condannata dal  tribunale del lavoro per comportamento antisindacale. Sullo sfondo il dato degli indici d’ascolto di “Politics”, il programma del Martedì, affidato a Semprini nella fascia di prima serata, su Rai3: 2,92 lo share, in pratica un gigantesco flop.

(Ottobre 2016)

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