NEWS

BABBO NATALE   di Luigi Rezzuti   Era una notte fredda, una notte fredda e buia. Gigetto era accoccolato sul davanzale della finestra ad osservare...
continua...
Miti napoletani di oggi.71 MASANIELLO/-LLI   di Sergio Zazzera   Correva l’anno 1647 quando Tommaso Aniello d’Amalfi, detto “Masaniello”, pescatore...
continua...
Antichi giardini di ville campane   di Antonio La Gala   Spesso nel visitare qualche antica villa napoletana o campana restiamo colpiti dal...
continua...
Sul Covid 19 - Una brutta storia - L’attacco a Paolo Ascierto   di Marisa Pumpo Pica   Avevamo deciso di non parlare del Covid 19 su questa pagina...
continua...
Andiamo a Teatro a cura di Marisa Pumpo Pica   “Cantare alle ossa” è l’ultimo appuntamento che, venerdì 24 maggio, alle ore 21, al Teatro Diana di...
continua...
Vincenzo Irolli: arte o commercio?   di Antonio La Gala   Vincenzo Irolli (Napoli,1860 - 1949), scoprì la passione per l'arte a diciassette anni,...
continua...
Parlanno ‘e poesia 8   di Romano Rizzo   Gennaro Esposito Una delle più dibattute teorie sull’arte e la poesia è certo quella relativa al ruolo che...
continua...
Ecco i tre vincitori del premio Trivio     di Claudia Bonasi   Ecco i vincitori del premio letterario Trivio 2016. Per la sezione prosa edita vince...
continua...
ANTONIO BERTE’ UN ARTISTA CONTEMPORANEO NAPOLETANO   di Luigi Rezzuti   Torre Caselli è un edificio abbandonato, che versa in pessime condizioni in...
continua...
ALL’ARENA “SIECI” DI SCAURI: “ I CASI SONO DUE”   di Luigi Rezzuti   L’associazione Teatrale Cangiani, dopo gli strepitosi successi di pubblico e...
continua...

IL PALLINO DELLA GUERRA

 

di Luigi Rezzuti

 

Durante la permanenza militare all’ospedale militare, una mattina, arrivò l’ordine di una esercitazione di guerra.

Non avevamo né fucili né tanto meno pistole o bombe a mano. Comunque ci radunarono in un ampio piazzale dell’ospedale, muniti ognuno di noi con mazze da scopa e mazze per lavare il pavimento

Alle 9,30 precise, arrivò il generale col “pallino della guerra”, un sergente gridò a squarciagola l’attenti e il presentatarmi.

Ci mettemmo tutti sugli attenti, con le mazze da scopa a mo’ di fucili, al passaggio del generale, il quale ci divise in due compagnie, da una parte il nemico e dall’altra noi che dovevamo difendere l’attacco all’ospedale.

Noi ci difendevamo con le mazze da scopa e il nemico sparava con le stesse armi e tutti facevamo il rumore degli spari gridando “Bum – Bum”.

In quella situazione era difficile mantenere un contegno serio, ridevamo tutti, ad ogni ordine del generale.

Alcune reclute erano state scelte, sempre dal generale,  per una immaginaria infermeria: dovevano correre da una parte all’altra del campo di battaglia e portare immaginarie medicazioni, bende e quant’altro per soccorrere i soldati colpiti.

Feci finta di essere stato ferito da un proiettile sparato dal nemico e, sempre per finta, fui curato e medicato.

Finalmente il generale ordinò il cessate il fuoco e la tragicomica battaglia ebbe fine. Di sicuro quella mattina mi divertii da “morire” ma, allo stesso tempo, pensai al “pallino della guerra” di un esaltato generale.

(Ottobre 2016)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen