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SEGNALIBRO

 

a cura di Marisa Pumpo Pica

 

Le stagioni di una vita

di Emilia Menini e Guido Parmegiani

Cosmopolis Edizioni Napoli

 


Questo libro nasce dall’amore.

È l’amore di una coppia che si cimenta in una prova letteraria particolarissima.

L’uomo scruta nel proprio passato, a ritroso negli anni. Turbato, guarda dietro la lastra dei ricordi…

La donna annota sul foglio bianco, che si arricchisce di palpiti e di emozioni.

Le emozioni di lui, che annaspa tra le memorie, dando il via alla narrazione, si mescolano e si confondono con quelle di lei, che procede spedita nella versione letteraria, condividendo in pieno il suo stato d’animo

E ci piace immaginarli mentre i loro occhi brillano alla luce dei ricordi e le loro mani idealmente si sfiorano, nell’intreccio della narrazione e della scrittura.   

Un tumulto di sentimenti, lungo le stagioni di una vita.

Ad un’infanzia, non proprio serena, anzi piuttosto introversa e difficile, dove il dolore fa già capolino qua e là, segue un’adolescenza ricca di hobby, di interessi, di piccoli trucchi, segni inconfondibili di quell’ “arte di arrangiarsi”, tipicamente napoletana. Quindi la giovinezza, con le sue  avventure galanti, la comitiva degli amici e le iniziali esperienze lavorative, le più varie e le più diverse, prima che la maturità gli additi e gli insegni il percorso di vita che lo porterà ad essere un self made man dei nostri giorni, che deve tutto solo a se stesso.

Anche sul piano politico viene narrato l’entusiasmo giovanile per quel credo e quella ideologia, il fascismo, che si respiravano nell’aria al tempo degli avvenimenti di cui si racconta nel libro.

Poi, la conversione al partito liberale, per rendersi conto, infine, che il suo cuore, in virtù delle esperienze affettive, spirituali e morali, aspirava a quella giustizia sociale che egli, come tanti. in quegli anni, intravedeva nella dottrina di Marx fino a dichiararsi, oggi, socialista-marxiano, piuttosto scettico nei confronti del sistema, nel quale, bene o male, bisogna comunque ritrovarsi e “scegliere il meno peggio”, in conformità del momento storico che si attraversa.

Esperienze felici, accanto a momenti particolarmente dolorosi, si alternano nella narrazione, sul filo della memoria.  

Guido racconta ed Emilia annota, con qualche chiarimento, un piccolo commento qua e là, stringato e veloce, così che il lettore possa capire e non giudicare, perché la vita va compresa e non giudicata, compresa nei suoi fremiti, nei suoi sussulti, nelle difficoltà di tutti i giorni, che ci formano, pur nella fragilità delle nostre esistenze.

Un procedere a zig zag, nel lavoro e nella vita, prima di imboccare la strada giusta e poter dire alla fine: “Ce l’ho fatta! Ho di che sentirmi soddisfatto. Non devo nulla a nessuno, ma tutto a me stesso. Sono riuscito ad assicurare la tranquillità economica a me e alla miia famiglia.”

Un libro apparentemente semplice, come la forma stessa in cui è scritto, ma che risulta di estremo interesse quale spaccato di una società e di un momento storico. L’analisi di una vita, nelle sue sfaccettature più varie, tra quelle gioie e quei dolori che ci arricchiscono e ci segnano, rendendo però anche la vita di ognuno di noi, quella e non altra, inconfondibile nei suoi momenti più diversi.

Analisi di una vita che va riconosciuta come nostra perché alimentata dai nostri sogni ed affrontata con coraggio e con fiducia in noi stessi, nella responsabilità delle nostre scelte personali.

È la storia di un self made man, dicevamo in apertura, la storia di un bambino cui è venuto meno il sostegno affettivo, spirituale e morale del padre, ma al quale, in compenso, non è mai mancata la tenerezza di un dolcissimo amore materno, insostituibile e valido, che lo ha sorretto sempre nelle difficoltà della vita e lo ha reso veramente uomo.

Dopo un’infanzia piuttosto desolata, tra paure, turbamenti ed ansie inespresse, vissute nel silenzio del proprio cuore, un’adolescenza fervida di sogni e di speranze ed una giovinezza avida di successi, che lo hanno reso sicuro di sé e pronto ad affrontare la vita nel lavoro, nel matrimonio, nella famiglia, con una moglie affettuosa e solerte, sempre al suo fianco, e due splendide figlie, cui il libro è dedicato.

Guido Parmegiani potrebbe essere ognuno di noi, incarnando la gioventù napoletana di anni difficili e lontani, ma anche sorprendentemente felici, nella semplicità e nella freschezza delle piccole cose, di cui sapevamo godere.

Gli espedienti innocenti per guadagnare qualcosa fin da piccolo, le difficoltà nel lavoro, la goliardìa spensierata di conquiste facili e di avventure galanti, prima che l’amore vero bussi alla porta, sono raccontati da Emilia Menini in una forma sobria, accurata ed incisiva.

In tempi di grandi difficoltà all’interno  delle famiglie, abbiamo ritenuto importante dare vita all’esperienza letteraria singolare di questa coppia di coniugi che, con passione e con fierezza, si raccontano. Sì, si raccontano entrambi. Il racconto di Guido s’intreccia, a doppio filo con la vita di Emilia, per cui questo libro non poteva che essere scritto a quattro mani e nessuno, più di Emilia, avrebbe potuto dare uguale forza alla narrazione.

 (dalla Nota  dell’Editore Marisa Pumpo Pica)

(Ottobre 2016)

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