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LE FORME DELLA POESIA   Da “Il tempo del vino e delle rose” riceviamo e siamo lieti di pubblicare gli eventi della settimana: 4 maggio ore 18.30:...
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CAMPIONATO DI CALCIO DI SERIE A   di Luigi Rezzuti   Anche quest’anno il campionato di calcio di Serie A, come in quelli precedenti, lo vincerà ancora...
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Andiamo a Teatro a cura di Marisa Pumpo Pica   Gli Ipocriti AL TEATRO DIANA     Al teatro Diana, da mercoledì 27 aprile, “Gli Ipocriti” presenta...
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LARGO O PIAZZA?   di Antonio La Gala     Spesso nel leggere cose della Napoli antica ci imbattiamo in denominazioni stradali che ci lasciano...
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SI E’ CONCLUSO IL GIRONE D’ANDATA DEL CAMPIONATO DI CALCIO   di Luigi Rezzuti   Ad aggiudicarsi il girone d’andata è stata, come da previsioni, la...
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Un gioiellino sconosciuto: S. Maria della Purità dei Notai   di Antonio La Gala   Via Salvator Rosa, dopo l'incrocio con Via Battistello...
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Metropolitane napoletane abortite   di Antonio La Gala     Forse non tutti sanno che Napoli stava per dotarsi di metropolitana già a fine Ottocento...
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Venghino signori, ecco il borgo dove le case si vendono ad un euro   di Luigi Rezzuti   Comprare una casa, o meglio un rudere, a 1 euro, da oggi, è...
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CHI VINCERA’ LO SCUDETTO?   di Luigi Rezzuti   Certo è un momento di sofferenza quello del Calcio Napoli. Ci sono da recuperare i punti persi in...
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Reading e presentazioni Napoli, venerdì 13, ore 17,30, alla Galleria Al Blu di Prussia, Via G. Filangieri, 42, Enza Silvestrini, Controtempo...
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Miti napoletani di oggi.47

LE PISTE CICLABILI

 

di Sergio Zazzera

 

Se dovessi azzardarmi ad affermare che il balcone di casa mia è un palcoscenico teatrale, sicuramente mi si riterrebbe pazzo. Viceversa, a Napoli esistono, da qualche tempo, marciapiedi e sedi stradali pedonalizzate, che un semplice disegno di bicicletta stilizzata, dipinto a vernice bianca, ha trasformato in piste ciclabili, senza che nessuno abbia sollevato questioni d’identità (almeno, a quanto sembra). Cito, per tutti, il viale Kennedy e via Chiaja, ma l’elenco completo è notevolmente più consistente.

E qui il falso linguaggio (leggi: falsa denominazione di un ambito spaziale) balza evidente, se soltanto si pensa alle piste ciclabili di altri luoghi, che sono realizzate in maniera tale, che risultano nettamente separate, sia dalla parte pedonale della strada, che da quella carrozzabile. In realtà, ricordo di averne viste a Valencia, in Spagna, alcune simili a quelle napoletane, tracciate a vernice sui marciapiedi: questi ultimi, però, sono larghi all’incirca il triplo di quelli napoletani, il che consente la pacifica convivenza di ciclisti e pedoni. Tanto più, se, poi, si pensa che, in quella città, i primi di costoro hanno acquisito un’educazione all’uso della strada, che impone loro di procedere a velocità moderata, stando attenti a evitare d’investire i secondi e annunciando la loro presenza col segnalatore acustico. Da noi, viceversa, il pedone diviene una sorta di bersaglio per il tiro a segno, che sembra costituire lo sport preferito dai ciclisti, i quali mostrano di non porsi neppure il problema della moderazione della velocità. Per non dire del rispetto delle norme sulla circolazione stradale, dal momento che anche la bicicletta è un veicolo.

(Novembre 2016)

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