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Le lettere di Sua Maestà   di Antonio La Gala   La corrispondenza che Ferdinando I Borbone  indirizzava alla seconda moglie, Lucia Migliaccio,...
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LE FORME DELLA POESIA   Da “Il tempo del vino e delle rose” riceviamo e siamo lieti di pubblicare gli eventi della settimana: 4 maggio ore 18.30:...
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IL ROLEX RUBATO

 

di Luigi Rezzuti

 

Williams, un giovane di nazionalità inglese, dopo aver superato l’esame di laurea con ottimi voti, si concesse una vacanza a Napoli per visitare le bellezze del golfo: Ischia, Capri e Procida e, successivamente, recarsi in costiera sorrentina ed amalfitana.

Atterrato con l’aereo a Capodichino prese alloggio in un lussuoso albergo sul lungomare di Napoli.

La mattina successiva si imbarcò direttamente da Mergellina con il primo aliscafo per Procida, dove andò a visitare l’ex penitenziario, la Chiaiolella e Vivara e si fermò a pranzo presso una caratteristica trattoria del porto.

Essendo l’isola poco estesa, offre poco ai turisti e, quindi, Williams rientrò a Napoli per poi imbarcarsi, il giorno successivo, per Ischia, dove rimase due giorni, per visitarla quasi tutta.

Per prima cosa andò a visitare il famosissimo Castello Aragonese, poi si recò a visitare la Chiesa del Soccorso di Forio d’Ischia, la baia di San Montano e S. Angelo.

Dopo due giorni, trascorsi  a gironzolare per Ischia, ritornò in albergo a Napoli per imbarcarsi il giorno dopo per Capri, il gioiello del golfo.

Giunto sull’isola prese la funicolare e raggiunse la famosa piazzetta di Capri. Qui,  attraverso le viuzze piene di negozi e di turisti, raggiunse Tragara ed ammirò dall’alto i suggestivi faraglioni.

Williams, però, prima di partire per Napoli, aveva dimenticato i consigli degli amici e dei parenti e aveva tenuto al polso l’orologio d’oro, regalatogli dai genitori come premio per la laurea.

Al ritorno da Capri, la prima passeggiata fu in direzione di Spaccanaoli dove, a San Gregorio Armeno, potette ammirare le botteghe degli artigiani, intenti a costruire presepi e preparare pastori.

Dopo una breve pausa per gustare la famosa sfogliatella e un buon caffè nello storico bar Scaturchio, si recò ad ammirare la Cappella San Severo e la magia del Cristo Velato, restando incantato davanti a quell’opera d’arte.

All’uscita si avvicinò a due ragazzi, di bell’aspetto e ben vestiti, per chiedere loro, in un italiano approssimativo, il percorso per andare a visitare la Chiesa di Santa Chiara.

In  una  frazione di secondi, uno dei due ragazzi gli sfilò dal polso il Rolex con un gesto preciso e fulmineo.

Gli scippatori, dopo il furto, si eclissarono a velocità olimpionica nei vicoli che circondano piazza San Domenico Maggiore.

Williams, vedendo un’auto della polizia, che vigilava in permanenza Piazza del Gesù Nuovo, si recò di corsa a sporgere la denuncia di furto.

L’agente di polizia con fare quasi annoiato approntò il verbale, però, con scarsissima diplomazia ed educazione, insinuò che queste denuncie quasi sempre sono delle truffe degli stessi turisti raccontando che essi, prima di mettersi in viaggio per Napoli si rivolgono ad  un’ agenzia assicuratrice per stipulare una polizza contro il furto di gioielli e dell’orologio costoso che portano abitualmente al polso, generalmente un Rolex d’oro, e quindi dopo una denuncia di furto le compagnie assicuratrici pagano perché subire uno scippo in questa città non provoca sospetti.

Poi concluse dicendo che non era facile recuperare la refurtiva perché, quasi sicuramente, l’orologio era finito nella zona degli orefici dove confluiscono gli scippatori. Questi, poi, si liberano della refurtiva vendendola a qualche ricettatore del quartiere, che acquista l’oggetto rubato per rivenderlo a sua volta.

Williams restò ammutolito e rattristato per non aver dato ascolto ai consigli degli amici e dei parenti e non solo per questo. Rimase indignato ed esterrefatto dalle insinuazioni del poliziotto.

Ritornò, quindi,  in albergo e, chissà per quale miracolo, dopo circa un’ora ricevette una telefonata dal commissariato di zona che gli comunicava il ritrovamento dell’orologio e l’arresto dei due scippatori.

Williams restò piacevolmente stupito e rimase in attesa del commissario, il quale giunse direttamente in albergo, sul lungomare, con la refurtiva ritrovata.

Il commissario restò a parlare con lui in un inglese passabile, Williams lo invitò al bar dell’albergo a bere un buon whiskey e, dopo qualche ora di conversazione, i due si scambiarono gli indirizzi di posta elettronica con l’invito, da parte di Williams al commissario, di andare a Londra come suo ospite.

Finalmente, dopo tante emozioni e una notte tranquilla, il giorno dopo Williams noleggiò un’auto e se ne andò     a visitare la costiera sorrentina e quella amalfitana. Ma non mise più il Rolex d’oro al polso.                                                                     

(Novembre 2016)

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