NEWS

IL "PREMIO CERINO"   (Maggio 2016)
continua...
IL CAMPIONATO DEL NAPOLI   dI Luigi Rezzuti   Del tradimento di Gonzalo Higuain, che ha preferito passare alla Juve, la più acerrima nemica del Napoli...
continua...
BABBO NATALE   di Luigi Rezzuti   Era una notte fredda, una notte fredda e buia. Gigetto era accoccolato sul davanzale della finestra ad osservare...
continua...
Georges Bataille. Vita, personalità e formazione culturale   di Gabriella Pagnotta   Georges Bataille nasce a Billom nel Puy–de–Dôme il 10 settembre...
continua...
Spigolature   di Luciano Scateni   Audience tv: tutto si fa per te Ma datevi una regolata. Il potere di condurre talk show, seguiti da qualche...
continua...
Miti napoletani di oggi.49 IL NAPOLI   di Sergio Zazzera    Devo richiamare qui, ancora una volta, l’attitudine della reiterazione del rito a...
continua...
LA CASA DI TOTO’ CADE A PEZZI   di Luigi Rezzuti   Scatta di nuovo l’allarme a Napoli: la casa in cui visse Totò sta cadendo a pezzi. L’allarme...
continua...
Annella, un’anomalia del Seicento.   di Antonio La Gala   Un tratto dell’antica “via per colles”, che in epoca romana congiungeva l’area flegrea con...
continua...
SEGNALIBRO   a cura di Marisa Pumpo Pica   Fiori del mio campo, di Giovanni Baiano, Cosmopolis Edizioni Napoli   Uomo d’altri tempi, Giovanni...
continua...
Napoli Ottocento, come venivano i turisti   di Antonio La Gala   Negli anni Venti dell’Ottocento cominciarono a crescere i flussi turistici verso...
continua...

Parlanno ‘e poesia 8

 

di Romano Rizzo

 

Gennaro Esposito

Una delle più dibattute teorie sull’arte e la poesia è certo quella relativa al ruolo che l’arte e la poesia devono avere rispetto all’epoca in cui sono prodotte. Molti sostengono che la poesia, e l’arte in genere, debba essere rappresentazione fedele dell’epoca in cui ha origine e debba essere necessariamente portatrice di un messaggio di ammonimento o di denuncia. Gennaro Esposito, che ho avuto il piacere e la fortuna di conoscere da vicino, ha sentito con forza questa istanza e, incurante del fatto che questa Sua posizione, profondamente innovativa, avrebbe potuto attirargli gli strali degli irriducibili estimatori della poesia tradizionale, ha indicato alla poesia un percorso diverso ed inesplorato. Per questo è stato inizialmente osteggiato da coloro che amavano la poesia digiacomiana, ma guardato con curiosità e simpatia dagli estimatori della poesia di Russo e di Viviani. In particolare.Gennaro Esposito è stato dalla critica definito poeta sociale per la tematica da Lui preferita, in quanto, fedele fino in fondo alle Sue convinzioni politiche. In ogni Suo scritto, infatti, si può leggere la denuncia delle tristi condizioni di vita di tanta parte dell’umanità, purtroppo derelitta e abbandonata. Il più grande pregio della Sua poesia, a mio parere, risiede nella straordinaria capacità di raggiungere e coinvolgere una gran massa di lettori per merito di un ingegnoso accorgimento cui l’Esposito, con grandissima ed ineguagliabile maestria, molto spesso ricorre : Fa seguire ad una accorata e particolareggiata descrizione di una situazione, che ingenera sdegno e compassione, una battuta  fulminante, ad effetto, che condisce il tutto con un pizzico di bonomia, filosofia e benevola ironia. Per questo alcuni lettori, non molti, per fortuna, apprezzando e gustando i finali delle sue poesie, considerano l’Esposito un poeta divertente e non colgono il senso di protesta e denuncia che è in quasi tutte le sue opere. Ineguagliabile ed ineguagliato maestro in quelle che Lui chiamava “ chiuse”; maestro perché voce nuova che ha avuto il coraggio di rompere con un passato glorioso; maestro perché ha dato alla sua poesia la missione di denunciare con forza le brutture della nostra società, Gennaro Esposito è stato un grande poeta, la cui opera meriterebbe di essere riesaminata e rivista con attenzione da una critica, capace di cogliere e mettere in luce tutte le sfumature. La Sua figura è quella di chi ha dato una veste nuova alla poesia napoletana, legandola alla vita odierna con tutte le sue miserie, di cui ha reso testimonianza, addolcendo le denunce e le proteste con il sorriso.

Invidia crepa !

di Gennaro Esposito

 

Ajere, verso ô cinema Bellini,

s’è miso nnanze a mme nu furguncino :

tra massarizie e ciento cianfrusaglie,

ce steva ‘a coppa tutta na famiglia.

 

Penzaje : sarranno forse sinistrate

o nu padrone ‘e casa ll’ha sfrattate ?

E se purtava ‘ncopp’a chillu mezzo

‘o ppoco ‘e rrobba, ‘a povera “ricchezza”.

 

Na ceffuniera, na spallera ‘e lietto

e ncopp’a nu cummò ddoje culunnette;

cchiù ‘ncopp’ancora, ‘int’a na bacinella,

tazze, bicchiere, piatte e caccavelle;

 

ddoje rete ‘e lietto e quatto pagliericcie,

e chella ch’era stata na pelliccia;

nu Sangennaro chino ‘e cemmeraglie,

nu tavulino e cinche segge ‘e paglia.

 

Nnant’a st’architettura ‘e rrobba vecchia,

ce steva ‘a nonna cu ‘e sciucquaglie â recchia.

Sta rrobba…misa una ‘a coppa a n’ata,

pareva ‘o monumento ô disperato..

 

Stu furguncino, buono pe ghì ô scasso,

quanta miseria se purtava a spasso !...

S’alluntanaje scanzanno fuosse e prete..

« Invidia crepa !» teneva scritto arreto…

 

(Novembre 2016)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen