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Il cervello anarchico – Enzo Soresi   di Luciana Alboreto   SIN è la sigla della “Società Italiana di Neurologia” che, dal 14 al 20 marzo 2016,...
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BOCCA   DI   PIETRA, di   Maria  Cristina  Alfieri   di Luigi Alviggi   Opera d’esordio nel campo letterario dell’Autrice (Milano, 1968) -...
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PASQUA 2017   di Luigi Rezzuti   La Santa Pasqua, che celebra la resurrezione di Gesù, nel terzo giorno dopo la crocifissione, è considerata la più...
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Nati per donare?   Sabato 8 aprile, ore 17.30, via Cappella Vecchia, 8-b, 1° piano (citofono n. 1003), l’Associazione lucana Giustino Fortunato di...
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Associazione lucana “Giustino Fortunato” - Incontro con l’autore e reading   Segnaliamo la presentazione del libro di Antonio Giambersio, Odissea....
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TOTONNO ’E  QUAGLIARELLE   di Luigi Rezzuti   Totonno ’e quagliarelle era un personaggio di altri tempi, un uomo tutto di un pezzo, un napoletano...
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ANTICHI SAPORI   di Luigi Rezzuti   Con l’avvicinarsi della stagione invernale mi sono tornati alla mente gli antichi sapori di una volta, tra cui...
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Gli studenti ignoranti   di Annamaria Riccio   Una lettera, firmata da 600 docenti universitari e indirizzata al governo, ha suscitato non poco...
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Miti napoletani di oggi.48

LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

 

di Sergio Zazzera

 

Ogni qualvolta il discorso cada sul tema della criminalità organizzata, il pensiero corre subito all’Italia meridionale, sia essa la Campania (camorra), la Sicilia (mafia), la Calabria (‘ndrangheta) o la Puglia (Sacra Corona Unita): addirittura, alcuni anni fa, un alto magistrato campano definì Napoli “l’Università della criminalità”. Al contrario, io credo (e tentai anche di spiegarglielo) che il capoluogo della nostra regione sia, tutt’al più, una delle “Facoltà” di questa ipotetica “Università”, diffusa, peraltro, su tutto il territorio nazionale; ma mi spiego.

In tempi recenti è cominciata a emergere la diffusione del fenomeno della criminalità organizzata “di tipo mafioso” (come la definisce, in maniera semplificata, la scienza penalistica) anche al di fuori dell’Italia meridionale: si pensi a quanto riferito dai media, relativamente a Roma (“mafia capitale”), al Veneto, all’Emilia, al Piemonte e alla Lombardia. Qualcuno obietterà che si tratta d’infiltrazioni al Nord di personaggi provenienti dal Sud, il che, però, non è sempre vero, come potrà essere chiarito dall’esempio che segue.

Chi mi conosce, sa che, in una mia “precedente esistenza”, ho esercitato funzioni giurisdizionali; e, in particolare, a Milano, nei primi anni 70 del secolo scorso. Ebbene, alcuni dei nomi, che di recente si sono letti sui giornali e uditi alla radio o alla televisione, relativamente alla criminalità operante in questa città, avevano già “sfilato” (si fa per dire) davanti a me in quel periodo; e non si trattava di personaggi saliti dal Sud, anzi, i loro cognomi ne denunciavano l’origine locale. Soltanto che, evidentemente, la consegna per i media era quella di non divulgare tali notizie, probabilmente per salvare l’immagine cittadina. Nel che, poi, consiste il “falso linguaggio”, ovvero il mito di un fenomeno, che in sé, di mitico, non avrebbe proprio nulla.

(Dicembre 2016)

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