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DIANA FRANCO PER IL QUIRINALE   Il dipinto su cristallo, intitolato Terrae Motus, donato dall’artista napoletana Diana Franco al Quirinale, è esposto...
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Discutibili sentenze arbitrali   di Luigi Rezzuti   Ad appena otto giorni dal termine del campionato, il Napoli subisce una sonora sconfitta da...
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L’ESAME DI TERZA MEDIA   di Luigi Rezzuti   Se per qualcuno di voi l’esame di terza media è stato facile per Francesco, uno scolaro perennemente...
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LABORATORIO PUBBLICO DI POESIA   Mercoledì 1 febbraio 2017 presso la libreria L’Altracittà di Roma, via Pavia, 106 inizio ore 18:00 - termine ore...
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Maggio dei monumenti   di Luigi Rezzuti   Il maggio dei monumenti 2016 è iniziato e terminerà a metà giugno. La 24° edizione è incentrata sulle...
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Lutto in casa Cosmopolis per la morte di Peppe Talone   di Marisa Pumpo Pica     Non è facile metabolizzare un lutto e ancor meno lo è quando il...
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Miti napoletani contemporanei.65 “SUPER-NAPOLI”   di Sergio Zazzera   Qualche tempo fa ho parlato del “mito-Napoli”; come se non bastasse, ora il...
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Andiamo a teatro a cura di Marisa Pumpo Pica   "Io e Napoli"   Al TEATRO DIANA, da giovedì 5 maggio, GINO RIVIECCIO in "Io e Napoli" di Gino...
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Miti napoletani di oggi.49

IL NAPOLI

 

di Sergio Zazzera

 


 Devo richiamare qui, ancora una volta, l’attitudine della reiterazione del rito a generare il mito; e devo citare due deliziosi saggetti, concernenti il tema dello sport come “fenomeno religioso”: quelli, cioè, di Marc Augé (Football, Bologna 2016) e di Jürgen Moltmann (Le Olimpiadi come religione moderna, Bologna 2016), al fine d’illustrare in maniera agevole il mito-Napoli (S.S.C., s’intende).

Premetto che, per quanto motivi (più che ragioni) di carattere economico/commerciale abbiano esteso, sostanzialmente, all’intera settimana la pratica del gioco del calcio, tuttavia, la “giornata calcistica” per eccellenza rimane sempre la domenica: quel medesimo dies Domini, cioè, sacro a Dio, che in esso si riposò e che la dottrina cristiana fa oggetto di santificazione. Elementi rituali di questa pratica sportiva da parte del pubblico, poi, sono individuabili anche negl’inni, nella “ola”, negli striscioni, nell’aura “divistica” che avviluppa i campioni; fattori, tutti questi, che presentano una marcata somiglianza con i canti sacri, le giaculatorie, gli stendardi, la concezione del santo come Divus, che sono componenti essenziali del rituale della messa. Per non dire della connotazione di “fedeli”, che in qualche modo può essere riconosciuta, sia pure in senso laico, agli ultras: altrimenti, perché mai si parlerebbe di “fede sportiva”?

E dal rito al mito: mai quanto oggi, lo sport – e il calcio in primo luogo – ha sotteso interessi economici (come dicevo più sopra, ma anche politici, almeno in qualche misura); la “sana competizione” – che, pure, dovrebbe costituirne la vera essenza – passa, dunque, in secondo piano.

Che dire? Sembra proprio che la funzione di “antiparrocchia” si sia spostata, ormai, dall’osteria (secondo la pittoresca proposizione di Gabriele De Rosa) allo stadio.

(Gennaio 2017)

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