NEWS

Tra arte e natura. Sabato a Castel Gandolfo   di Luigi Rezzuti   Anche se con notevole ritardo, ho saputo di poter visitare Castel Gandolfo, partendo...
continua...
SPIGOLATURE di Luciano Scateni   SI o NO ma informati Non solo gli analfabeti residuali, né la massa di italiani che non leggono il giornale e...
continua...
Cetara al simposio internazionale in Giappone   di Claudia Bonasi     Cetara partecipa, da protagonista, in Giappone, al simposio internazionale “La...
continua...
Parlanno ’e poesia 6   di Romano Rizzo   Giuseppe Capaldo Nacque a Napoli il 21 marzo del  1874 da genitori di modeste origini, che gestivano un’...
continua...
Parlanno ’e Poesia 9 Ferdinando Russo   di Romano Rizzo   Conoscere alcuni aneddoti sulla vita di un grande della poesia napoletana può...
continua...
"CONCERTO PER ARCHI E FILI D'ERBA"  
continua...
SEGNALIBRO a cura di Marisa Pumpo Pica   Napoli 3,0 Sguardi sulla città di Mariacarla Rubinacci Biblioteca dei Leoni, Castelvetrano Veneto,...
continua...
L’OSTERIA DEL CONTADINO   di Luigi Rezzuti   L’osteria del contadino era una semplice casupola in mezzo ai campi. Chi non la conosceva, poteva...
continua...
Miti napoletani di oggi.60 ELENA FERRANTE   di Sergio Zazzera   Ora dico una banalità. La storia e il mito sono entrambi prodotti dell’uomo: la...
continua...
Il Paesaggio d’Arte - Winterscapes     Mostra Fotografica - Evento organizzato dalla Associazione Aistetikà,  a cura di Franco Lista e Sergio V. Garzia...
continua...

Miti napoletani di oggi.49

IL NAPOLI

 

di Sergio Zazzera

 


 Devo richiamare qui, ancora una volta, l’attitudine della reiterazione del rito a generare il mito; e devo citare due deliziosi saggetti, concernenti il tema dello sport come “fenomeno religioso”: quelli, cioè, di Marc Augé (Football, Bologna 2016) e di Jürgen Moltmann (Le Olimpiadi come religione moderna, Bologna 2016), al fine d’illustrare in maniera agevole il mito-Napoli (S.S.C., s’intende).

Premetto che, per quanto motivi (più che ragioni) di carattere economico/commerciale abbiano esteso, sostanzialmente, all’intera settimana la pratica del gioco del calcio, tuttavia, la “giornata calcistica” per eccellenza rimane sempre la domenica: quel medesimo dies Domini, cioè, sacro a Dio, che in esso si riposò e che la dottrina cristiana fa oggetto di santificazione. Elementi rituali di questa pratica sportiva da parte del pubblico, poi, sono individuabili anche negl’inni, nella “ola”, negli striscioni, nell’aura “divistica” che avviluppa i campioni; fattori, tutti questi, che presentano una marcata somiglianza con i canti sacri, le giaculatorie, gli stendardi, la concezione del santo come Divus, che sono componenti essenziali del rituale della messa. Per non dire della connotazione di “fedeli”, che in qualche modo può essere riconosciuta, sia pure in senso laico, agli ultras: altrimenti, perché mai si parlerebbe di “fede sportiva”?

E dal rito al mito: mai quanto oggi, lo sport – e il calcio in primo luogo – ha sotteso interessi economici (come dicevo più sopra, ma anche politici, almeno in qualche misura); la “sana competizione” – che, pure, dovrebbe costituirne la vera essenza – passa, dunque, in secondo piano.

Che dire? Sembra proprio che la funzione di “antiparrocchia” si sia spostata, ormai, dall’osteria (secondo la pittoresca proposizione di Gabriele De Rosa) allo stadio.

(Gennaio 2017)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen