NEWS

Villa Patrizi e S. Stefano   di Antonio La Gala   Fra le due aree collinari contigue, di Posillipo e del Vomero, possiamo individuare una zona di...
continua...
BABBO NATALE   di Luigi Rezzuti   Era una notte fredda, una notte fredda e buia. Gigetto era accoccolato sul davanzale della finestra ad osservare...
continua...
IL MIRACOLO DI SAN GENNARO di Henry Weedall   di Luigi Alviggi   Maurizio de Giovanni, prefatore, sottolinea la differenza tra sentimento religioso...
continua...
Nuovo Scempio. Quando lo sport diventa crimine   di Gabriella Pagnotta   Lo scontro avviene prima che i giocatori inizino a “giocare”: un uomo...
continua...
Miti napoletani di oggi.47 LE PISTE CICLABILI   di Sergio Zazzera   Se dovessi azzardarmi ad affermare che il balcone di casa mia è un palcoscenico...
continua...
Il CAM, il museo anticamorra, dedica una sala a Roberto Saviano a cura di Antonio Manfredi   Nei giorni scorsi, si è svolta, presso il CAM, la...
continua...
Miti napoletani di oggi.53 LA SANITA’   di Sergio Zazzera   Non tragga in inganno il titolo: non è della tutela della salute (sul cui carattere...
continua...
Miti napoletani di oggi.43 “’O surdato ‘nnammurato”   di Sergio Zazzera   I conflitti bellici sono stati sempre occasione di nascita di canti, dei...
continua...
PROGRAMMA dei CORSI dell'associazione 1virgola618   Eventi 2018 Percorso di riconoscimento di  ERBE spontanee sabato 3 marzo   ore 14-18con Alberto...
continua...
FUGA DEI PENSIONATI ALL’ESTERO   di Luigi Rezzuti   Il numero dei pensionati che si trasferiscono all’estero è in costante aumento. Tra le ragioni...
continua...

IL MIRACOLO DI SAN GENNARO di Henry Weedall

 

di Luigi Alviggi

 

Maurizio de Giovanni, prefatore, sottolinea la differenza tra sentimento religioso e religione: “Crederci. Non crederci”. La religione si può intendere come insieme di regole di vita, riti e osservanze, espressioni del sentimento trascendente che lega l’essere umano a una Entità Superiore nella quale crede. Il miracolo, egli afferma, è:

un sogno collettivo, la speranza di un popolo di uscire dal buio... È la speranza sottile e irrazionale che il destino abbia qualche aspetto che con le leggi della natura, fredde e non modificabili, non ha nulla a che fare. La speranza che basti chiamare, a gran voce, e qualcuno prima o poi risponderà.

Questo lavoro risale al maggio 1831, pubblicato sul mensile The Catholic Magazine and Review, e rappresenta uno dei focus per i quali le parole citate rivestono rilevanza. La sequenza dei passi della cerimonia non è affatto mutata nei quasi 190 anni trascorsi. Prima memoria dell’evento è del secolo XII. La cronaca di Weedall, molto dettagliata, esamina anche la struttura delle ampolle, per confutare l’ipotesi che il calore delle mani del sacerdote sciolga il sangue. Non manca un’anamnesi storica, da cui citiamo:

Nella persecuzione di Diocleziano egli fu martirizzato a causa della sua fede a Pozzuoli, (che è l'antica Puteoli), essendo stato da prima esposto alle bestie feroci nell'anfiteatro, i cui ruderi formano ancora un importantissimo oggetto in quell'importantissimo luogo; ma essendosi le feroci bestie ricusate a farsi ministre della ingiusta crudeltà di quel tiranno, S. Gennaro in uno co' suoi compagni pervennero alla gloria del martirio colla spada.

Il testo è bilingue, italiano e inglese. Diocleziano fu imperatore dal 284 al 305 e la grande persecuzione dei cristiani iniziò nel 303. San Gennaro (? 272 – 305) fu una delle tante vittime illustri. L’editto dell’imperatore Costantino (313), invece, darà libertà di fede religiosa ai cittadini romani. Il reverendo Henry Weedall (Londra 1788 – 1859) insegnò Lettere e Sacre Scritture ed ebbe un posto in prima fila nell’Arcivescovato ove poté osservare le fasi della trasmutazione del sangue credendovi totalmente. Egli difende a spada tratta la sua assoluta convinzione:

Se ci sia chimico alcuno, il quale tenga ciò per possibile ad accadere, appresti costui qualsivoglia sostan­za, che possa credere più condu­cente al suo disegno. La racchiuda a quel modo stesso, com'è racchiuso il sangue di S. Gennaro. Vi applichi quella medesima quantità di calore, come nel caso nostro; e se ne segui­rà il medesimo risultato, sarà tempo allora di far caso de' suoi argomenti. Quanto è a me, tengo per fermo che costui accenderebbe più presto una candela, accostando la sua mano al piede del candeliere, anziché lique­fare qualunque sostanza con quelle circostanze simili al nostro caso.

Nel 1836 l’abate Antonino De Luca – del quale è la traduzione italiana del testo – pubblicò un “Elenco di varie opere nelle quali si fa menzione della miracolosa liquefazione del sangue di S. Gennaro”, di Mons. Giovanni Rossi, poi Direttore della Biblioteca Borbonica di Napoli. Tale lavoro è presente in appendice del libro.

Henry  Weedall, Il miracolo di San Gennaro, prefazione di Maurizio de Giovanni - traduzione di Antonino De Luca (1836), COLONNESE,  2016 – pp.  96 - €  8,00.

(Gennaio 2017)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen