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Spigolature   di Luciano Scateni   L’ottimismo si chiama Apple Indossa il giacchino blu di metalmeccanico, stinto dalla fatica, sbiadita la scritta...
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Buongiorno mezzanotte, torno a casa   Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario - piazza Dante 44/45, Napoli - Info 081 014 5940 Mercoledì 18...
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L’intramontabile fascino della dieta mediterranea   di Laura Coluccio *   Maggio e giugno, antichi nemici della tavola e grandi amici di diete e...
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SANITA’ Eppur si muove…   di Loredana Pica   Eppur si muove… qualcosa a Napoli, una città spesso in bilico tra lentezze burocratiche e una tendenziale...
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LABORATORIO PUBBLICO DI POESIA   Mercoledì 1 febbraio 2017 presso la libreria L’Altracittà di Roma, via Pavia, 106 inizio ore 18:00 - termine ore...
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Miti napoletani di oggi.52 IL “CUOPPO”   di Sergio Zazzera   In senso proprio, a Napoli il cuóppo è il cartoccio a forma di cono capovolto; in...
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La Germania necessaria     Venerdì 24 novembre 2017, ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via...
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Miti napoletani di oggi.63 NAPOLI   di Sergio Zazzera   Sono cinque anni, ormai, che sto dedicandomi all’individuazione e alla descrizione dei...
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ESTATE  2017   di Luigi Rezzuti     L’Italia bruciava: un esercito di piromani ha incendiato varie località arrecando danni ingenti. I fiumi erano...
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RITROVARSI  A  PARIGI di   Gaito  Gazdanov   Di Luigi Alviggi   Gaito Gazdanov (San Pietroburgo, 1903 – 1971), figlio di un guardaboschi, nel 1920...
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Spigolature

 

di Luciano Scateni

 

Odio -Amore e nel mezzo Trump

Non è vero che l’incredibile Trump rischi il linciaggio politico globalizzato, ma  i prodromi  ci sono tutti. Una quota non rilevante del mondo sta dalla sua parte e occupa il panorama variegato di populismo, razzismo e simili congiunzioni con il capitolo generale che si riconosce nel nazifascismo. Dalle  nostre parti non ne fanno mistero l’accozzaglia regressiva che mette insieme Salvini, la Meloni, neo rigurgiti della destra nostalgica del ventennio, ovvero la neo accoppiata Alemanno-Storace, pezzi di Forza Italia e qualche frangia inconsulta dei 5Stelle. Ma immediatamente preoccupante è quanto accade in Canada. Alexandre Bissonnette, il giovane autore della strage nella moschea di Quebec non sarebbe un terrorista indottrinato dal Califfato. È  uno studente di Scienze politiche che non nasconde apprezzamenti per Trump, la neofascista francese Le Pen e gli Israeliani, non proprio tolleranti nei confronti del mondo musulmano. Detto di chi gongola per la svolta antidemocratica degli States, che Obama teme possa privarli dei valori fondamentali,  è chiaro che mister Trump ha rapidamente conquistato un imbattibile record di contestazioni. Gli sono contro molti Paesi democratici anti tycoon, con i quali gli Stati Uniti hanno costruito uno storico status di alleanze ed è esplicita, netta, la condanna di Germania, Francia, Inghilterra, dei vertici europei, dell’Onu, di scrittori, registi, intellettuali. Conta di più la certezza che esplode anche l’opposizione interna. Cortei oceanici, imponente quello delle donne in rosa, hanno riscontro nei settori vitali del Paese, antagonisti dei primi provvedimenti firmati dal neo presidente contro l’immigrazione. La Casa Bianca è sommersa di fax, telegrammi e messaggi di indignazione. Protestano i consolati Usa, moltissimi sindaci, magistrati  e procuratori generali. Grandi imprese fanno sentire la loro voce di dissenso ed è aperta la gara di potenti multinazionali, che rispondono all’ostracismo nei confronti dei musulmani con l’impegno ad assumerne migliaia. La famosa catena di caffetterie Starbucks assumerà 10.000 rifugiati in tutto il mondo nei prossimi cinque anni, in risposta al decreto anti-immigrazione del presidente americano. GOOGLE  stanzia un fondo di 4 milioni di dollari , integrati da donazioni dei dirigenti, per immigrati  e rifugiati. Contributi di 3 milioni per la difesa legale, dalla Uber, di un milione, per i prossimi quattro anni, dalla Lyft. I vicini del Canada accolgono temporaneamente quanti sono bloccati negli aeroporti dal diktat di Trump. Il despota Trump risponde con accertata protervia. Silura la ministra della giustizia ad interim nominata da Obama, contraria al bando degli immigrati, rimuove anche il direttore ad interim dell’ufficio Immigrazione e frontiere e accompagna le epurazioni con la minaccia: “Dissenso? Chi non aderisce al programma, può andare”. L’alto commissario dell’Onu per i diritti umani commenta duramente che il blocco dell’emigrazione è un atto illegale, meschino e malvagio.

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In breve: il neo garantismo del “comico” e della sua diletta Raggi, riceve uno schiaffo in faccia dal Campidoglio che si appresterebbe a riesumare  gli incentivi per i vigili urbani della capitale, proporzionali alle multe erogate, sistema già in vigore, contestatissimo nel 2006. In  pratica, più fai verbali di contravvenzione,  più guadagni. Insorge la Federconsumatori: la trovata grillina serve a compensare i tagli agli stipendi dei vigili e il loro noto assenteismo,  a scapito degli automobilisti.

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Il precedente è di Sorrento che impose un ticket d’ingresso nella cittadina costiera, ma il più illustre esempio spetta alla city di Londra dove, per accedere, bisogna sborsare dieci sterline. Ora è la volta di Barcellona, dove la sindaca, Ada Colau, trasforma il pedaggio in numero chiuso, collegato al limite dei posti-letto disponibili. Motivo? L’invasione dei turisti che, in alcuni periodi dell’anno, superano di 4 volte il numero degli abitanti. L’invidia del sindaco di Napoli è assicurata. Magari il problema toccasse la città che governa.

(Febbraio 2017)

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