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SERGIO ZAZZERA, Broccolincollina. Fatti, figure e luoghi della collina vomerese (Napoli, Cuzzolin, 2016), pp. 200, €. 13,00.   recensione di Mimmo...
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SEGNALBRO   a cura di Marisa Pumpo Pica   Frammenti di vita, di Salvatore Bova, Cosmopolis Edizioni Napoli La lunga consuetudine con la produzione...
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Buongiorno mezzanotte, torno a casa   Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario - piazza Dante 44/45, Napoli - Info 081 014 5940 Mercoledì 18...
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L’antica chiesa di S. Gennariello   di Antonio La Gala   La chiesa più antica del Vomero è quella di S. Gennariello, in Via Cifariello, più nota...
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Appuntamenti internazionali alla libreria Iocisto   di Annamaria Riccio   Un’estate di appuntamenti internazionali che vede un’intensa attività nel...
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SEGNALBRO

 

a cura di Marisa Pumpo Pica

 


Frammenti di vita, di Salvatore Bova, Cosmopolis Edizioni Napoli

La lunga consuetudine con la produzione poetica di Salvatore Bova ci induce a rinviare il lettore alle nostre varie presentazioni, prefazioni e recensioni, in occasione della pubblicazione dei suoi scritti precedenti.

Qui, soltanto alcune veloci osservazioni, per sottolineare l’ampiezza di un percorso, che ha portato il poeta ad approfondire ed arricchire le proprie riflessioni sulla vita, per giungere ad una poesia pensosa e, talvolta, sofferta. Un versante ripido, tutto in salita, lungo il quale l’autore guarda da ogni parte, in lungo, in largo, in alto, in basso, fino a scendere negli abissi di un mondo malato, in cui sembrano dominare, incontrastate, la malvagità, la corruzione, le miserie degli uomini. Dinanzi a siffatto scenario, non resta che volgere lo sguardo in alto, verso quel cielo, al quale tutti tendiamo con trepidazione e forse anche con consapevole angoscia.

Un velo sembra calare su queste nuove poesie di Salvatore Bova.

È la malinconia dei ricordi giovanili? 

È la tristezza per la fugacità del tempo, che scorre via, veloce ed ingrato?

È il rimpianto di amori lontani, ormai scomparsi all’orizzonte, sognati e non più gioiosamente vissuti, specchio di un passato, che si allontana inesorabilmente dalla cruda realtà di ogni giorno?

Sì, è tutto questo certamente, ma anche qualcosa di più, come innanzi accennavamo. In questa sua nuova silloge, infatti, appare costante, quasi martellante, la messa in evidenza della malvagità dell’uomo, dell’innocenza sfruttata, dell’infanzia tradita, della prevaricazione del più forte sul più debole ed indifeso.

Sui nostri mali l’autore si sofferma spesso, come uomo e come poeta, qui, come in altre precedenti pubblicazioni. Le tematiche sociali e quelle che ruotano intorno all’amore, alla solidarietà, all’amicizia, sono espresse in forma accorata e contrastante. Alle liriche dolci, soffuse d’amore, dal ritmo cadenzato e musicale, si alternano poesie dai toni forti, e talvolta crudi, che sembrano cadere come tuoni dall’alto su un’umanità che, nella corruzione e nel male, ha smarrito se stessa e la propria identità.

La condanna si fa aspra e violenta, nella difesa dei diseredati e degli oppressi. Una condanna che non risparmia nessuno, che ci impone di non dimenticare le nostre responsabilità di esseri umani, destinati a non perderci fra le brutture di questo mondo, quanto piuttosto a tendere gli occhi in alto, verso la patria celeste, di cui dobbiamo renderci meritevoli, sfuggendo alle insidie del male. Una condanna, un monito, un insegnamento in una poesia che vuole essere messaggio, ma non messaggio precostituito, artificioso ed astratto, quale mai deve essere  il fine della vera poesia, bensì  messaggio del cuore. Di un uomo all’altro uomo, perché ciascuno sappia ascoltare, intendere e  condividere.

L’esperienza religiosa, sorretta da una fede viva, profondamente sentita, si traduce in quella forza poetica, che, come abbiamo già evidenziato altrove, è animata dall’ansia del riscatto. E il riscatto non può venire che dalla fede nel divino. È solo questa fede, infatti, che può spingerci sul terreno fertile dell’azione, trasformandosi, in impegno sociale ed umano, consentendoci di farci superare ansie, dolori e senso di solitudine, per avvicinarci gli uni agli altri e meritare, in tal modo, l’amore e il sostegno del Padre celeste.

Anche in questa nuovo libro, il mondo, con i suoi splendidi scenari naturali, viene cantato con versi suggestivi, quasi a volere invitare tutti gli uomini a cogliere l’orma del divino nella natura, ritrovando in essa, nell’albero maestoso che svetta al cielo, come nell’esile filo d’erba, appena emergente dal prato - entrambi da amare e rispettare - le radici della solidarietà, che sola ci permette di superare dolori ed angosce, così frequenti nella nostra vita. Dalla natura all’uomo, attraverso l’orma del divino, il passo è breve per riscoprire quella forza del cuore, che può condurci verso il superamento del dolore, ma anche del male, delle ingiustizie, dell’odio.

In tale ottica, siamo lieti di consegnare questo libro alle stampe e all’attenzione dei  lettori.

(dalla Nota dell’editore Marisa Pumpo Pica)

(Febbraio 2017)

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