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I PONTI DEL 2019   di Ilaria Rezzuti   Un nuovo anno è arrivato e vogliamo divertirci a suggerire ai lettori de “ILVOMERESE” qualche accattivante...
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IL "PREMIO CERINO"   (Maggio 2016)
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PRIMIZIE DI CALCIO MERCATO   di Luigi Rezzuti   Non è ancora terminato il campionato di calcio di Serie A, nè tanto meno siamo vicini alle date...
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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica Fra detti e dirette   Un giorno festivo, dopo pranzo, ore 15, accendo il televisore e su Rai 3 si trasmette...
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Il Vomero greco-romano   di Antonio La Gala   Un luogo comune che riguarda il Vomero è che la collina vomerese sia un luogo “senza storia” e che,...
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All’asilo dalle suore   di Luigi Rezzuti   Ogni volta che Enrico si trovava davanti a quel muro scrostato, non poteva fare a meno di fermarsi e...
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Leonardo Pica IL MONDO E’ DEI BAMBINI (CHE POI DIVENTANO GRANDI) Cosmopolis Edizioni Napoli di Luciana Alboreto   Si vive e ci si lascia vivere...
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Ammutinamento dei calciatori del Napoli   di Luigi Rezzuti   Non si rasserena il clima in casa Napoli, anche perché il comunicato diffuso dal club di...
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PREMIO SALVATORE CERINO  
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CAMPIONATO DI CALCIO DI SERIE A   di Luigi Rezzuti   Ormai siamo all’ultimo giro di boa del campionato di calcio di serie A. La Juventus ha già vinto...
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Gli studenti ignoranti

 

di Annamaria Riccio

 

Una lettera, firmata da 600 docenti universitari e indirizzata al governo, ha suscitato non poco clamore, portando alla ribalta un problema, evidenziato da tempo, al quale però pochi hanno dato importanza.

E’ noto che la qualità degli elaborati degli studenti tende via via a presentarsi sempre più scadente sul piano dei contenuti, grammaticalmente discutibile e graficamente non gradevole. La causa si cerca negli insegnanti della scuola primaria o della secondaria di primo o secondo grado, questo a discrezione di chi pone la critica, che è rivolta di sicuro ai colleghi che lo hanno preceduto. Proprio come hanno fatto i docenti firmatari degli atenei. I genitori si lamentano degli insegnanti, gli insegnanti si lamentano dei genitori, tutti si lamentano dei ragazzi. Cosa succede? Perché gli elaborati degli studenti di oggi si presentano così diversi da quelli di ieri? La diversità, purtroppo, non è solo nelle tematiche, che potrebbero risultare da un cambiamento naturale, è proprio nella strutturazione dei contenuti, nelle regole basilari della scrittura. L’unica spiegazione potrebbe essere quella di un progresso che, da un lato migliora, mediante le tecnologie, la qualità della vita, dall’altro pone l’individuo in una forma di stasi, che certamente non stimola il lavoro fisico e intellettivo. Questo emerge ancor di più in una fascia d’età ancora in via di definizione, quale può essere quella degli adolescenti. Un’abitudine che si radica nel tempo, al punto tale da sfociare nella dipendenza e creare un effetto limitante nella produzione linguistica. Tutti hanno ragione e tutti hanno torto: siamo nella metafora del cane che si morde la coda. La società, per usare un temine da gioco, si sta incartando e chi ne paga le conseguenze sono le nuove generazioni.

(Febbraio 2016)

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