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AMERICA’S  CUP SENZA LUNA ROSSA

 

di Luigi Rezzuti

 

“Nello  sport come nella vita, non si può ricorrere sempre al compromesso del compromesso” dice Patrizio Bertelli, patron  di Luna Rossa, per motivare la decisione dell’imbarcazione italiana di ritirarsi dalla 35esima edizione dell’America’s Cup, la più importante manifestazione velistica internazionale.

La netta presa di posizione del team italiano fa seguito al cambio di regolamento, approvato su proposta degli Americani di Oracle, detentori del trofeo.

Su sei team votanti (Oracle, Team France, Artemis e Ben Ainsle)  Luna Rossa e Emirates Team New Zealand si sono opposti, ma la decisione è stata approvata a maggioranza.

Le nuove regole prevedono l’utilizzo di un catamarano di lunghezza variabile tra i 45 e i 50 piedi, pari a 13 e 15 metri, sostituendo in questo modo le barche lunghe circa 18 metri.

Gli organizzatori hanno optato per questo mutamento, spinti da vari team, che hanno ritenuto non più sostenibili i costi che ruotano intorno alla manifestazione.

L’obiettivo di tutto lo staff, che  lavora all’America’s Cup, sembrerebbe quello di poter allargare la manifestazione a più partecipanti, provenienti anche da continenti non legati al mondo della vela, come l’Asia. In quest’ottica l’abbassamento dei costi  confermerebbe ciò che Harvey Schiller, responsabile commerciale della manifestazione, ha dichiarato a margine del voto: “Il nostro scopo comune è  controllare le spese, incoraggiare nuovi ingressi e  costruire un futuro migliore per la Coppa”.

L’altro aspetto da tener presente è che la prossima edizione dell’America’s Cup si svolgerà nel giugno del 2017, nel campo di regata di Bermuda.

Qui le dimensioni dell’area marittima, designata per ospitare la competizione, non sono molto ampie, riuscendo ad ospitare a malapena quattro team, di conseguenza, diminuendo le dimensioni dei catamarani, il campo potrà ospitare un numero più elevato di imbarcazioni, iscritte alla competizione.

Luna Rossa non sembra intenzionata a ritirare l’abbandono, a seguito di una procedura che viene definita illegittima e fondata su un “palese abuso di diritto”.

L’accusa mossa  agli organizzatori è quella di  aver deciso di cambiare dei regolamenti in corso d’opera, in quanto la manifestazione del 2017 era stata definita nel giugno del 2014. In questo lasso di tempo la barca italiana ha investito risorse in strutture, equipaggio e aree per potersi allenare,  così da presentarsi al meglio alla competizione.

Tra gli esperti del settore si vocifera che i cambiamenti richiesti dagli Americani siano dovuti al fatto che l’imbarcazione italiana sarebbe più avanti nella fase di progettazione, rispetto agli altri team, mentre i detentori del titolo avrebbero incontrato non poche difficoltà nell’adeguarsi alle nuove misure.

Oltre a Luna Rossa, anche i neozelandesi di Emirates Team New Zealand, come si è detto, si sono opposti alle nuove norme, ma sembrano disposti a ritrattare in cambio di un “compromesso”.

Le qualificazioni alla fase finale della coppa, infatti, sono previste anch’esse a Bermuda, per risparmiare sui costi di spedizione. Se queste fossero trasferite ad Auckland, aerea di allenamenti di Emirates Team New Zealand,  i Kivi sarebbero contenti di ritirare la loro posizione sul regolamento, in quanto dai guadagni delle qualifiche dipende gran  parte del finanziamento delle loro barche.

Luna Rossa è, invece, irremovibile ma schiava di una situazione beffarda.

Infatti, il team di Bertelli non può nemmeno fare ricorso alla Corte arbitrale,  come il protocollo della manifestazione prevede, in quanto dopo 10 mesi l’organismo, composto dai sei giudici (quattro eletti dal team vincitore e due dagli sfidanti) non è stato ancora costituito.

(Marzo 2017)

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