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FINALMENTE RISOLTO IL MISTERO DEL TRIANGOLO DELLE BERMUDA   di Luigi Rezzuti   Ormai tutti conoscono, almeno per sentito dire, il Triangolo delle...
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Napoli e Totò nel cuore della Nicolardi   di Annamaria Riccio   Come ormai è consuetudine, anche quest’anno si è svolta la manifestazione di fine...
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ATTUALITA' DEL PENSIERO CRITICO DI ROCCO MONTANO (Dicembre 2017)
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IO, ROBINSON CRUSOE’   di Luigi Rezzuti   Il naufrago più famoso di tutti i tempi è senza dubbio Robinson Crusoè, che fece naufragio con una nave...
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Andiamo a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   Antonio Poli debutta nel ruolo de Il Duca di Mantova nella nuova produzione di “Rigoletto”, in scena...
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NAPOLETANA - Arte turca al CAM   Dal 18 novembre 2017 alle ore 18.00 presso il museo CAM si terrà Napoletana, a cura di Kani Kaya, mostra di 37...
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LUNA ROSSA TORNA IN COPPA AMERICA   di Luigi Rezzuti   Alla 35a edizione dell’America’s Cup, disputatasi alle Bermuda, non gareggiò il team Luna...
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SALUTE E BENESSERE Dipendenza sessuale on line   di Manuela Morra   Il mondo virtuale, tanto vantaggioso per molteplici aspetti della vita di...
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SI E’ CONCLUSO IL GIRONE D’ANDATA DEL CAMPIONATO DI CALCIO   di Luigi Rezzuti   Ad aggiudicarsi il girone d’andata è stata, come da previsioni, la...
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Spigolature

 

di Luciano Scateni

 

Ma Vespa non è poi così insostituibile


Parla a vanvera chi della Rai ha percezione, dal divano di casa, contento  o no, di quanto propone ai suoi utenti o chi siede nelle poltrone dei piani alti di viale Mazzini, prigioniero delle dinamiche nepotistiche interne all’azienda, delle centrali direzionali che contano sul potere riflesso delle icone televisive, emanazione de partiti. Altrimenti sarebbe misterioso l’allucinante assioma della tesi “senza i volti celebri” la concorrenza è impossibile. Tutto nasce dalla legge sull’editoria che imporrebbe di retribuirli con cifre massime di duecentoquarantamila euro. “Ce li ruberebbero Mediaset e La7” lamentano i vertici Rai, con enfasi terroristica . Fingono di non conoscere il patrimonio di professionalità  che, con banali operazioni di valorizzazione,  sarebbero in grado di proporre  in tempi rapidi come successori  di Baudo, Vespa  (contratto da 1,8 milioni) , Giletti e Clerici (500mila), Fazio (2 milioni). Le controprove si sprecano. E’ dimostrato dalla storia della Rai che chiunque sia dotato di qualità televisive, se proposto ripetutamente e in fasce di grande ascolto,  dopo poco diventa “volto celebre”. A Dall’Orto e agli staff dei direttori delle Reti sarebbe sufficiente un’indagine interna accurata per scoprire giornalisti, gente di spettacolo o all’esterno, da retribuire con i citati 240mila euro, che bruscolini non sono. Non andrà così e la legge che fissa questo tetto di compensi sarà aggirata, ci si può scommettere, perché anche la Rai è parte del Paese di Pulcinella. (Nella foto Dall’Orto)

 

Calcio batte 5Stelle 1 a 0

Si è concluso con la netta vittoria del populismo calcistico il ping-pong che ha consentito ai media di riempiere senza  sforzo pagine e pagine. Lo stadio della Roma si farà a Tor di Quinto, a dispetto della logica, dell’allarme per un’area a rischio idrogeologico e dell’irragionevole priorità concessa alle bizze della Roma, alle fibrillazioni degli ultra e alla libido di parte dei grillini, che contano di tradurre in consenso partitico l’euforia del tifo giallorosso. In Campidoglio,  alle prese con i disastri della capitale, si sono arresi all’incredibile ricatto del proprietario della Roma, l’americano James Pallotta, al suo “Se non si fa lo stadio Tor di Quinto dovremo dar via i nostri migliori calciatori”. Ha vinto e i mugugni di penta stellati, contrari all’operazione, sono stati zittiti dal “comico” genovese con l’abituale piglio del despota.

 

Il mini stadio del presidente

Lo “spettacolo”  si replica a Napoli, dove l’ormai palese tirannia di De Laurentiis muove su più fronti.  Mal digerita la sconfitta di Madrid (contro la squadra campione del mondo), il proprietario del Napoli ha praticamente tacciato di incompetenza,  con sgradevole pesantezza, il tecnico Sarri e gli ha imposto di impiegare il centravanti Pavoletti, che, a giudicare dalla gara con il Chievo, ha confermato di essere lontano da un inserimento proficuo nel gioco degli azzurri. A proposito di stadi, De Laurentiis polemizza con toni duri con il sindaco De Magistris e minaccia “Trovo il terreno dove costruirlo.” Costruire cosa? L’idea decisamente discriminatoria, cioè razzista e manifestata a più riprese, ipotizza una struttura per soli ventimila posti, a prezzi compatibili con portafogli molto gonfi, che  taglierebbero fuori la gente della curva B, cioè l’intera presenza popolare di tifosi storici. Cosa ci piace? Il crescente successo sportivo della squadra multietnica Afro-Napoli United, che ha sbaragliato tutti gli avversari e vinto il campionato AICS. Questi ragazzi, emigrati da terre in guerra e senza futuro, sono la faccia buona di uno sport che muove fiumi di denaro e lo snatura. A comandare la danza miliardaria sono i petrolieri arabi, magnati Usa e da ultimi, ma solo cronologicamente, i nababbi cinesi in competizione con il resto del mondo  per accaparrarsi i migliori calciatori, alzando a cifre stratosferiche le offerte all’asta del mercato internazionale.

(Marzo 2017)

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