NEWS

Vincenzo Irolli: arte o commercio?   di Antonio La Gala   Vincenzo Irolli (Napoli,1860 - 1949), scoprì la passione per l'arte a diciassette anni,...
continua...
Miti napoletani di oggi.50 LO SCRITTORE   di Sergio Zazzera   Raccolgo la “provocazione” che mi ha indirizzato, da queste stesse (web-)pagine il...
continua...
Spigolature   di Luciano Scateni   Audience tv: tutto si fa per te Ma datevi una regolata. Il potere di condurre talk show, seguiti da qualche...
continua...
L’OSSESSIONE DELLE VACANZE ALL’ESTERO   di Luigi Rezzuti   La vacanza è un diritto inalienabile. Una volta, tanti anni fa, era un lusso solo per...
continua...
L’ORA  DI  AGATHE di Anne Cathrine Bomann   di Luigi Alviggi   Siamo in un piccolo centro francese, negli anni 40 delsecolo scorso, al termine...
continua...
"CONCERTO PER ARCHI E FILI D'ERBA"  
continua...
L’intramontabile fascino della dieta mediterranea   di Laura Coluccio *   Maggio e giugno, antichi nemici della tavola e grandi amici di diete e...
continua...
SEGNALIBRO   a cura di Marisa Pumpo Pica   Fiori del mio campo, di Giovanni Baiano, Cosmopolis Edizioni Napoli   Uomo d’altri tempi, Giovanni...
continua...
Parlanno ’e poesia   di Romano Rizzo   Ernesto Ascione. Ernesto Ascione, apprezzato ed affermato nell’arte della fotografia, solo in tarda età si...
continua...
GRETA THUNBERG, l’Eroina del 2019   di Mariacarla Rubinacci       Irriverente, sfidante dei leader del mondo, inermi nella loro incapacità di...
continua...

IL FURTO DEL “CAPPELLO” DI KOUNELLIS

 

di Sergio Zazzera

 

E’ del 4 marzo la notizia del furto del “Cappello”, elemento dell’installazione realizzata da Yannis Kounellis, scomparso il mese scorso, nella stazione Dante della linea 1 della Metropolitana di Napoli.

Il mio auspicio è che autore del furto possa essere stato un individuo indigente, colpito dal freddo che ci sta affliggendo in questi giorni, piuttosto che un collezionista di opere d’arte, e mi accingo a spiegarne il motivo.

Premetto (e chi mi conosce lo sa), che sono particolarmente critico nei confronti dell’arte contemporanea, relativamente alla quale condivido pienamente il punto di vista di Jean Clair, filosofo, Accademico di Francia, del quale invito a leggere la Breve storia dell’arte moderna. Ciò posto, credo che quel cappello possa essere considerato “opera d’arte”, soltanto se non è idoneo a difendere dal freddo; altrimenti, è un cappello, e basta, dal momento che della natura l’arte è soltanto imitazione.

Se, poi, quel cappello dovesse costituire per qualcuno una vera e propria opera d’arte, credo che esso sarebbe tale, soltanto se inserito nel contesto dell’installazione realizzata da Kounellis, della quale esso costituisce (meglio, costituiva) un mero elemento: preso da solo, continua a essere soltanto un copricapo. Dunque, “cornuto e mazziato” – come si dice a Helsinki – il committente del furto, qualora avesse pagato un compenso all’esecutore: a recarsi da un cappellaio, avrebbe sicuramente risparmiato parecchio.

(Marzo 2017)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen