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MOTOCICLETTE CON SIDECAR

 

di Luigi Rezzuti

 


Le origini della motocarrozzetta risalgono alla fine del XIX secolo, quando un ufficiale dell’esercito francese modificò una bicicletta applicandole il primo sidecar della storia.

Con tale veicolo si aggiudicò il premio offerto da un quotidiano per il miglior metodo per trasportare un passeggero su una bici.


Prima degli anni cinquanta le motocarrozzette erano abbastanza diffuse, fornendo un’alternativa economica all’automobile.

Trovarono impiego anche come mezzi militari e della polizia.

Durante la seconda guerra mondiale le truppe tedesche ne avevano un gran numero, realizzate dalla BMW e dalla Zundapp.


Anche in Italia la moto Guzzi realizzò una motocarrozzetta.

Nel ventennio intercorso tra le due guerre mondiali tutti gli eserciti del mondo iniziarono a “meccanizzare” le proprie fanterie, sostituendo i cavalli con le motociclette con sidecar, apprezzate per la loro maneggevolezza e velocità.

Durante la seconda guerra mondiale, l’esercito della Germania chiese alla BMW di costruire un sidecar che potesse adattarsi sia alle sabbie del deserto libico, sia alle nevi delle steppe russe, fino a quando la fabbrica non fu bombardata dagli alleati e ne fu interrotta la produzione.

Nonostante gli indubbi pregi delle moto BMW l’esercito tedesco trovò più funzionale la sua concorrente Zundapp e si decise di unire il meglio dei due mezzi e di iniziare una produzione congiunta, poi fortunatamente la guerra finì, poco tempo dopo.


Così le moto con sidecar sono progressivamente scomparse, rimanendo a lungo solo quelle da competizione. Non per nulla, per molti anni la scena agonistica, a livello mondiale, è stata dominante dagli specialisti tedeschi.

In Italia la popolarità del sidecar è stata di gran lunga minore anche se applicato, non solo alle classiche motociclette, costruite dalla Moto Guzzi e dalla Gilera, ma anche a moto di cilindrata inferiore, come gli scooter della Vespa e Lambretta.

Con l’avvento delle prime utilitarie, come la Topolino, la mitica Fiat 500, seguita dalla Fiat 600 e dalla Bianchina, le moto col sidecar sono praticamente scomparse dalla scena e al massimo se ne parla come di curiosità.

(Marzo 2017)

 

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