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TOTONNO ’E  QUAGLIARELLE   di Luigi Rezzuti   Totonno ’e quagliarelle era un personaggio di altri tempi, un uomo tutto di un pezzo, un napoletano...
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Miti napoletani di oggi.74 IL “CAFFE' SOSPESO”   di Sergio Zazzera   Che Napoli sia diventata, già da almeno un secolo e mezzo, la “patria” del...
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SALERNUM WINE FORUM       Un modello previsionale, elaborato da un gruppo di ricercatori, ha stimato i possibili impatti del cambiamento climatico...
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MOTOCICLETTE CON SIDECAR   di Luigi Rezzuti   Le origini della motocarrozzetta risalgono alla fine del XIX secolo, quando un ufficiale dell’esercito...
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UNA DONNA CHE VENDEVA  POESIE   di Luigi Rezzuti   Eravamo seduti al solito bar, in  attesa di radunarci tutti per la consueta uscita del sabato...
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COLPISCI  IL  TUO  CUORE, di Amélie Nothomb   di Luigi Alviggi   Profondo e toccante questo romanzo, decisamente una rassegna di personaggi esulanti...
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UNA ESTATE IN FAMIGLIA   di Peppe Iannicelli   Quando le estati fanciulle finiscono è sempre troppo presto. E raramente abbiamo saputo apprezzarle...
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CAMPIONATO DI CALCIO DI SERIE A   di Luigi Rezzuti   Tra una partita e l’altra del campionato di Serie A, tra una partita di Champions League ed...
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RITROVARSI  A  PARIGI di   Gaito  Gazdanov   Di Luigi Alviggi   Gaito Gazdanov (San Pietroburgo, 1903 – 1971), figlio di un guardaboschi, nel 1920...
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IO E LA VALIGIA   di Luigi Rezzuti   Ero seduto davanti a quella valigia rigonfia, nella quale gli indumenti avanzavano tanto da “obbligarla” a non...
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FRANCESCO VERIO: AUTOBIOGRAFIA PER IMMAGINI

 

 di Sergio Zazzera

 

E' stata inaugurata, il 25 maggio scorso, nella Galleria Vincent (via T. Angelini, 29, Napoli; tf. 081.3723315), la mostra retrospettiva del pittore napoletano Francesco Verio, vera e propria autobiografia per immagini.

Il carattere autobiografico della mostra è insito non tanto nella presenza, fra le opere esposte, di numerosi autoritratti, realizzati in momenti diversi della vita dell’artista, quanto nel fatto che la lettura diacronica dell’intero corpus di opere consente di ricostruire il percorso artistico di lui. Tale percorso lascia cogliere, innanzitutto, la discendenza anche pittorica di Verio dal genitore, Alberto Chiancone, soprattutto nella maniera di rendere la figura umana: semmai, l’andamento della pennellata si manifesta più nervoso nel padre, più disteso nel figlio. Peraltro, l’omaggio al padre-maestro si fa cogliere nel ritratto che Verio ne dipinse nel 1977.

Echi degli ambienti artistici del Novecento si fanno cogliere, qua e là, in talune delle opere esposte: così traspaiono stilemi di Emilio Notte nell’Arlecchino all’osteria (1981-82), di Renato Guttuso nel Mercato (2010) e di Vincenzo Irolli in Ti stringo la mano (2012, quanto meno da un punto di vista tematico). Ad attirare l’attenzione del pubblico, però, sono soprattutto le rivisitazioni del Futurismo (L’auto [1993-94], Precarietà [2002], Caos [2002-03]), e particolarmente quelle delle sue estrinsecazioni in forme dinamiche, rappresentate da L’auto (1993-94), In motocicletta (2003) e In moto (2010), che ricordano il migliore Giacomo Balla, il quale, poi, fa capolino anche da Sogno musicale (2006).

Né mancano espressioni di Simbolismo, da un “profetico” Giubileo 2000 (1999), a Napoletanità (2002-03), a Salire e scendere (2003), a Pulcinella metafisico (2009); e in questo stesso ambito si possono considerare costituenti un unico ciclo i dipinti che si articolano intorno al culto di san Gennaro (‘O miracolo ‘e san Gennaro [1984-85] e Rimanere in equilibrio [2010]), dei quali il secondo sembra voler attualizzare la potenzialità taumaturgica del patrono cittadino.

La mostra potrà essere visitata fino all’8 giugno, con i seguenti orari: lunedì-venerdì: ore 10-13 e 15-19; sabato: ore 10-13.

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