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NATALE IN CASA CUPIELLO   di Luigi Rezzuti   Si avvicina il Natale e quale migliore occasione per riproporre “Natale in casa Cupiello”? La commedia...
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IL ROLEX RUBATO   di Luigi Rezzuti   Williams, un giovane di nazionalità inglese, dopo aver superato l’esame di laurea con ottimi voti, si concesse...
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Campionato di calcio di serie A, Stagione 2017/2018   di Luigi Rezzuti   Quasi tutti sanno degli stipendi percepiti dai calciatori, ma in pochi sanno...
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Convegno dell’Hortus Magnus ai Canottieri di Salerno: “La natura nell’arte pittorica tra scienza ed etica”    Quest’anno il consueto appuntamento con...
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FRANCESCO VERIO: AUTOBIOGRAFIA PER IMMAGINI

 

 di Sergio Zazzera

 

E' stata inaugurata, il 25 maggio scorso, nella Galleria Vincent (via T. Angelini, 29, Napoli; tf. 081.3723315), la mostra retrospettiva del pittore napoletano Francesco Verio, vera e propria autobiografia per immagini.

Il carattere autobiografico della mostra è insito non tanto nella presenza, fra le opere esposte, di numerosi autoritratti, realizzati in momenti diversi della vita dell’artista, quanto nel fatto che la lettura diacronica dell’intero corpus di opere consente di ricostruire il percorso artistico di lui. Tale percorso lascia cogliere, innanzitutto, la discendenza anche pittorica di Verio dal genitore, Alberto Chiancone, soprattutto nella maniera di rendere la figura umana: semmai, l’andamento della pennellata si manifesta più nervoso nel padre, più disteso nel figlio. Peraltro, l’omaggio al padre-maestro si fa cogliere nel ritratto che Verio ne dipinse nel 1977.

Echi degli ambienti artistici del Novecento si fanno cogliere, qua e là, in talune delle opere esposte: così traspaiono stilemi di Emilio Notte nell’Arlecchino all’osteria (1981-82), di Renato Guttuso nel Mercato (2010) e di Vincenzo Irolli in Ti stringo la mano (2012, quanto meno da un punto di vista tematico). Ad attirare l’attenzione del pubblico, però, sono soprattutto le rivisitazioni del Futurismo (L’auto [1993-94], Precarietà [2002], Caos [2002-03]), e particolarmente quelle delle sue estrinsecazioni in forme dinamiche, rappresentate da L’auto (1993-94), In motocicletta (2003) e In moto (2010), che ricordano il migliore Giacomo Balla, il quale, poi, fa capolino anche da Sogno musicale (2006).

Né mancano espressioni di Simbolismo, da un “profetico” Giubileo 2000 (1999), a Napoletanità (2002-03), a Salire e scendere (2003), a Pulcinella metafisico (2009); e in questo stesso ambito si possono considerare costituenti un unico ciclo i dipinti che si articolano intorno al culto di san Gennaro (‘O miracolo ‘e san Gennaro [1984-85] e Rimanere in equilibrio [2010]), dei quali il secondo sembra voler attualizzare la potenzialità taumaturgica del patrono cittadino.

La mostra potrà essere visitata fino all’8 giugno, con i seguenti orari: lunedì-venerdì: ore 10-13 e 15-19; sabato: ore 10-13.

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