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LA COMUNITA’ EBRAICA DI NAPOLI E IL PREGIUDIZIO ANTISIONISTA   Riceviamo e pubblichiamo La Comunità ebraica di Napoli esprime la propria indignazione...
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BROCCOLINCOLLINA Il VOMERO, un quartiere che rappresenta un unicum a Napoli ed in Italia. Una vera città nella città, con una storia, un patrimonio...
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Il cervello anarchico – Enzo Soresi   di Luciana Alboreto   SIN è la sigla della “Società Italiana di Neurologia” che, dal 14 al 20 marzo 2016,...
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La Vesuviana di Domenico Rea   di Antonio La Gala   Domenico Rea era un frequentatore della Circumvesuviana e nelle sue opere ci ha lasciato alcune...
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SPIGOLATURE   di Luciano Scateni   Effetto infestante dei migranti Ecco l’incipit di questa nota: la gramigna, la parietaria, i trifogli, invadono i...
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MARISA  PAPA  RUGGIERO, JOCHANAAN   Martedì, 11 aprile, alle ore 17, presentazione del poemetto "Jochanaan",  di Marisa  Papa  Ruggiero, edito da...
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ESTATE  2017   di Luigi Rezzuti     L’Italia bruciava: un esercito di piromani ha incendiato varie località arrecando danni ingenti. I fiumi erano...
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Parlanno ‘e poesia 10   di Romano Rizzo   Giuseppe Cangiano ( 1913/ 1987 )  Giuseppe Cangiano è uno dei tanti, troppi poeti della Napoli di un tempo,...
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Ecco i tre vincitori del premio Trivio     di Claudia Bonasi   Ecco i vincitori del premio letterario Trivio 2016. Per la sezione prosa edita vince...
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FRANCESCO VERIO: AUTOBIOGRAFIA PER IMMAGINI

 

 di Sergio Zazzera

 

E' stata inaugurata, il 25 maggio scorso, nella Galleria Vincent (via T. Angelini, 29, Napoli; tf. 081.3723315), la mostra retrospettiva del pittore napoletano Francesco Verio, vera e propria autobiografia per immagini.

Il carattere autobiografico della mostra è insito non tanto nella presenza, fra le opere esposte, di numerosi autoritratti, realizzati in momenti diversi della vita dell’artista, quanto nel fatto che la lettura diacronica dell’intero corpus di opere consente di ricostruire il percorso artistico di lui. Tale percorso lascia cogliere, innanzitutto, la discendenza anche pittorica di Verio dal genitore, Alberto Chiancone, soprattutto nella maniera di rendere la figura umana: semmai, l’andamento della pennellata si manifesta più nervoso nel padre, più disteso nel figlio. Peraltro, l’omaggio al padre-maestro si fa cogliere nel ritratto che Verio ne dipinse nel 1977.

Echi degli ambienti artistici del Novecento si fanno cogliere, qua e là, in talune delle opere esposte: così traspaiono stilemi di Emilio Notte nell’Arlecchino all’osteria (1981-82), di Renato Guttuso nel Mercato (2010) e di Vincenzo Irolli in Ti stringo la mano (2012, quanto meno da un punto di vista tematico). Ad attirare l’attenzione del pubblico, però, sono soprattutto le rivisitazioni del Futurismo (L’auto [1993-94], Precarietà [2002], Caos [2002-03]), e particolarmente quelle delle sue estrinsecazioni in forme dinamiche, rappresentate da L’auto (1993-94), In motocicletta (2003) e In moto (2010), che ricordano il migliore Giacomo Balla, il quale, poi, fa capolino anche da Sogno musicale (2006).

Né mancano espressioni di Simbolismo, da un “profetico” Giubileo 2000 (1999), a Napoletanità (2002-03), a Salire e scendere (2003), a Pulcinella metafisico (2009); e in questo stesso ambito si possono considerare costituenti un unico ciclo i dipinti che si articolano intorno al culto di san Gennaro (‘O miracolo ‘e san Gennaro [1984-85] e Rimanere in equilibrio [2010]), dei quali il secondo sembra voler attualizzare la potenzialità taumaturgica del patrono cittadino.

La mostra potrà essere visitata fino all’8 giugno, con i seguenti orari: lunedì-venerdì: ore 10-13 e 15-19; sabato: ore 10-13.

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