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AL MUSEO DUCA DI MARTINA   (Febbraio 2017)
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The Starfish   di Nicola Garofano    “Con la testa nel delta del Mississipi, ma con i piedi ben piantati alle falde del Vesuvio”. Da questo motto...
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GIUSEPPE ANTONELLO LEONE   Giuseppe Antonello Leone, pittore scultore ceramista e poeta, è nato il 6 luglio 1917 a Pratola Serra ed è morto a Napoli...
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Il cervello anarchico – Enzo Soresi   di Luciana Alboreto   SIN è la sigla della “Società Italiana di Neurologia” che, dal 14 al 20 marzo 2016,...
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AVERSA COMPIE 994 ANNI                                       Aversa celebra il suo 994° compleanno con una “Due giorni” organizzata dall’Associazione...
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Spigolature Non Ufo, ma oggetti non identificati   di Luciano Scateni   Per noi, esterni al frenetico evolversi delle tecnologie, l’incipit della...
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Parlanno ‘e poesia 10   di Romano Rizzo   Giuseppe Cangiano ( 1913/ 1987 )  Giuseppe Cangiano è uno dei tanti, troppi poeti della Napoli di un tempo,...
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Progetto di marchio d’area “Valle di Suessola”   Entra nella fase operativa il progetto di marchio d’area “Valle di Suessola” promosso dall’Associazione...
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Premio letterario “Trivio” 2016 - Cerimonia di premiazione al Pan di Napoli   di Marisa Pumpo Pica   La cerimonia di premiazione della prima...
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Il governo migliore è la speranza   di Annamaria Riccio   Affidiamo i nostri desideri agli eventi del futuro. Viviamo pensando che il dopo sarà la...
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Spigolature

 

di Luciano Scateni

 

2017: il discorso agli Ateniesi, rivisitato

A Pericle (“circondato dalla gloria”), nato circa 500 anni a.C., politico e  oratore prestigioso, si deve il discorso agli Ateniesi, che i saggi del nostro tempo propongono ai giovani perché facciano propri i fondamenti essenziali della democrazia. Se rinascesse in questa indigesta stagione del mondo e pronunciasse il suo discorso agli Italiani, il testo di quello, declamato a suo tempo, diventerebbe altro: quello scritto in corsivo e in grassetto dopo ogni paragrafo dell’originale:  

Qui ad Atene noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui in Italia facciamo così

Qui il nostro governo favorisce i pochi invece dei molti: per questo svilisce la democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui in Italia noi facciamo così

Le leggi non assicurano una giustizia uguale per tutti e noi ignoriamo sempre i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso non sarà chiamato a servire lo Stato come atto di ingiustizia e negazione del merito. La povertà costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.

Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui in Italia noi facciano così

Non godiamo della libertà nella vita quotidiana; siamo sospettosi l’uno dell’altro e infastidiamo il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.

Non siamo liberi di vivere come ci piace e non siamo pronti  a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino italiano trascura i pubblici affari e attende alle proprie faccende private, ma soprattutto si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private 

Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui in Italia facciano così.

Non ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, di rispettare le leggi, di proteggere coloro che ricevono offesa. Non ci è stato insegnato di rispettare le leggi non scritte, che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso. 

Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e poiché in molti danno vita ad una politica, qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.

Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni Ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui in Italia noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi lo consideriamo innocuo, utile; e poiché in pochi sono in grado di dare vita a una politica seria,  tutti qui in Italia non siamo in  grado di giudicarla.

Noi non crediamo che la felicità sia frutto della libertà, che la libertà sia frutto del valore.

Insomma, ogni Italiano non cresce sviluppando in sé  una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che l’Italia non è aperta al mondo  e che una sua parte vuole cacciare gli stranieri.

(Aprile 2017)

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