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(Novembre 2017)
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PASQUA 2017

 

di Luigi Rezzuti

 


La Santa Pasqua, che celebra la resurrezione di Gesù, nel terzo giorno dopo la crocifissione, è considerata la più importante ricorrenza della religione cristiana.

La data in cui cade varia di anno in anno, in base al calendario annuale: viene, infatti, celebrata la domenica successiva al primo plenilunio di primavera.

Oltre alle pratiche liturgiche, anche a Pasqua come a Natale, entrano nel rito tante tradizioni laiche, molto amate e seguite da tutti, la maggior parte delle quali si svolgono a tavola.

Le ricette tipiche, che si preparono nel periodo pasquale, variano da regione a regione, ma con  un forte punto in comune, ovvero il valore simbolico dei piatti, che alludono sempre al sacrificio compiuto da Gesù o, ancor più spesso, alla sua resurrezione.

Ecco che allora avremo carne di agnello o capretto, uova, come ingrediente principe di moltissime ricette e tutte le primizie primaverili: fave, piselli, carciofi, a costituire piatti ricchi e deliziosi, perfetti, dopo  il lungo digiuno della Quaresima.

A richiamare la simbologia della “rinascita” troviamo anche la tradizione dell’uovo di Pasqua, tanto amato dai bambini, in parte per il cioccolato di cui è fatto, ma ancor di più per la sorpresa che cela al suo interno.

A tavola il giorno di Pasqua è caratterizzato innanzitutto dalla fellata e dal casatiello.

La fellata comprende salame Napoli, capicollo, provolone fresco o caciocavallo e ricotta romana.

Il casatiello si arricchisce di vari tipi di formaggi, sugna, cicoli, uova e pepe.

Per primo piatto, la minestra maritata a base di varie verdure e carne di pollo e di maiale. Essa è stata a lungo la pietanza del Regno di Napoli, prima di essere sostituita dai maccheroni.

Per secondo, agnello alla brace o al forno, con piselli. È uno dei più importanti simboli di Pasqua.


Per contorno, carciofi arrostiti e, infine, non può mancare uno dei dolci tipici e gustosi della cucina napoletana, la pastiera.

 

’O CASATIELLO

 

(…)Rotunno, gruosso, grasso e sapurito,

’o vide, e te rinasce l’appetito.

Che d’è, te ne vuò fa sulo ’na fetta?

Cu chella ce può fa Pasqua e Pasquetta.

Salame, pepe, ’nzogna, acqua e farina,

e nu sacco ’e formaggio pecorino,

ce vonno pur ’e cicole ’e maiale,

ca so’ pesante, ma nun fann male.

Pe copp’o casatiello stanno ll’ova,

ma comm’o po’ capi, chi nunn’o prova.

(Versi tratti dal sito Pulcinella.291 forum free.it) 

(Aprile 2017)

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